Euphrasia stricta

Euphrasia stricta

Eufrasia stretta o Eufrasia rigida (Euphrasia stricta J.P.Wolff ex J.F.Lehm., 1809) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Orobanchaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Scrophulariales,
Famiglia Scrophulariaceae,
Genere Euphrasia,
Specie E. stricta.
Secondo alcuni autori viene ricnosciuta la seguente sottospecie:
– Euphrasia stricta var. tatarica (Fisch. ex Spreng.) Fernald & Wiegand, 1915.
Sono sinonimi i termini:
– Euphrasia parviflora Lange;
– Euphrasia asturica Pugsley;
– Euphrasia brevipila Burnat & Gremli;
– Euphrasia brevipila subsp. tenuis;
– Euphrasia condensata Jord.;
– Euphrasia ericetorum Jordan;
– Euphrasia majalis Jord.;
– Euphrasia pumila A. Kern.;
– Euphrasia reuteri Wettst.;
– Euphrasia tavastiensis W. Becker;
– Euphrasia tenuis (Brenner) Wettst. (1896);
– Euphrasia brevipila Burnat & Gremli subsp. brevi pila;
– Euphrasia stricta J. F. Lehm. subsp. stricta;
– Euphrasia stricta subsp. brevi pila;
– Euphrasia stricta subsp. brevipila (Burnat & Gremli) Hartl;
– Euphrasia stricta var. brevipila (Burnat & Gremli) Hartl;
– Euphrasia stricta var. tenuis (Brenner) Jalas.

Etimologia –
Il termine Euphrasia proviene dal greco “ευφρυσια euphrusia” ilarità, gioia (da ἐῧ éu vero, bene, buono e φρήν fren animo, mente): pianta che rallegra, induce gioia.
L’epiteto specifico stricta viene da stríngo stringere, comprimere, allacciare, serrare: significato da definire.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’eufrasia stretta è una pianta annua a disribuzione prevalentemente centroeuropea.
È presente in tutte le regioni dell’Italia continentale salvo che in Val d’Aosta. La distribuzione regionale è molto lacunosa, forse perché la specie è stata poco osservata.
Il suo habitat è quello degli incolti e prati-pascolo su substrati prevalentemente arenacei e su suoli a reazione subacido-subneutra ricchi in scheletro, aridi d’estate, dal livello del mare a circa 1000 m.
Le piante di questo genere sono emiparassite (parzialmente parassite) e ottengono alcuni elementi minerali dalla pianta ospite; a differenza delle piante totalmente parassite, possiedono radici e foglie verdi e possono anche sopravvivere per conto proprio.

Descrizione –
L’eufrasia stretta è una pianta che cresce ad una altezza massima di 10 – 40 cm.
Le radici sono dei piccoli fittoni.
La parte aerea del fusto è eretta, semplice o ramificata.
In questa pianta sono presenti sia foglie che brattee (simili alle foglie), mentre sono assenti le stipole. Le foglie hanno delle forme ovali con apice ottuso e con 3 – 6 dentelli laterali non acuminati. La disposizione delle foglie e delle brattee lungo il caule è opposta. Le bratteole sono posizione all’altezza dell’infiorescenza e sono più larghe delle foglie (con la massima larghezza nel terzo inferiore); sono provviste di 4 – 8 dentelli acuti (con angoli minori di 90°) e mucronati, lunghi 1,5 – 3,5 mm; normalmente sono glabre (o con qualche pelo ghiandoloso).
Le infiorescenze sono formate da singoli fiori raccolti in racemi spiciformi.
I fiori sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi) ed ermafroditi e zigomorfi, con una lunghezza di 7 – 10 mm. Il calice è costituito da 5 sepali saldati insieme ed è glabro (o con qualche pelo ghiandoloso), con una lunghezza di 4 – 5,5 mm. La corolla è composta da 5 petali (a volte embricati) è gamopetala e zigomorfa, ossia bilabiata; il labbro superiore ha una forma che ricorda un elmo squadrato dal bordo smarginato o anche bilobo con un orlo rovesciato all’indietro; il labbro inferiore è a tre lobi anch’essi con i bordi smarginati e a loro volta divisi in due lobi. La corolla è priva di sperone, sacco o gozzo. I due labbri formano un angolo retto. Il colore è bianco o giallo (talvolta è screziata di porpora); il labbro superiore è tinto di violetto. Lunghezza della corolla: 6 – 8 mm.
L’androceo possiede 4 stami didinami (2 lunghi e 2 brevi) con filamenti adnati alla corolla. Le antere sono sagittate, biloculari e deiscenti mediante due fessure longitudinali. Le sacche polliniche sono divergenti e il polline è tricolpato.
Il gineceo è supero e bicarpellare e normalmente è biloculare; la placentazione assile o parietale; lo stilo è unico con stigma bifido. Gli ovuli per ogni loculo sono numerosi. Il disco nettarifero è posizionato attorno alla base dell’ovario.
L’antesi è tra maggio e ottobre.
Il frutto è una capsula loculicida di 4-5,5(6) mm, 2-3 volte più lunga che larga, ovoide o ellissoide, troncata all’apice e compressa lateralmente, pelosa. Semi numerosi, ellissoidi, brunastri con coste longitudinali e piccole strie trasversali.

Coltivazione –
L’eufrasia stretta è una pianta annua che cresce spontanea in incolti e prati-pascoli su substrati prevalentemente arenacei, su suoli a reazione subacido-subneutra, ricchi in scheletro e aridi d’estate, dal livello del mare a 1000 m circa.
È una pianta emiparassite che ottiene alcuni elementi minerali dalla pianta ospite; a differenza delle piante totalmente parassite, possiede radici e foglie verdi e può anche sopravvivere per conto proprio. Fiorisce tra maggio e ottobre.

Usi e Tradizioni –
L’Euphrasia stricta è una pianta che trova da tempo impiego nella medicina popolare.
Vien usata in erboristeria per trattare le condizioni infiammatorie degli occhi, in particolare la congiuntivite allergica. A livello europeo la Commissione tedesca non ha ritenuto che vi fossero prove sufficienti per dimostrare che questa pianta sia utile per qualsiasi condizione. Di fatti mancano studi clinici sull’uomo per supportare le affermazioni tradizionali, sebbene l’assenza di prove non sia una prova di inefficacia.
Questa pianta possiede proprietà decongestionanti, stomachiche, amaro-toniche, astringenti, antinfiammatorie, antisettiche oculari e antiallergiche.
L’eufrasia è molto utilizzata per lavaggi ed impacchi oculari in presenza di congiuntivite e blefarite.
In tutta Europa, l’eufrasia conosce una larga e diffusa tradizione d’impiego popolare nel trattamento delle affezioni oculari; il sollievo da tali affezioni era motivo di grande gioia, da ciò il nome scientifico (dal greco euphrasia = gaiezza) e i numerosi appellativi popolari (in inglese la pianta è nota come Eyebright = occhio luminoso, mentre in Francia si parla di Casse-Lunettes = cervello occhiali).
Come accennato, l’eufrasia è una pianta dotata di un’attività antinfiammatoria che si esplica soprattutto a livello oculare. Per tale ragione, la pianta è frequentemente utilizzata all’interno di colliri o impacchi oculari, da impiegarsi in caso di congiuntiviti, blefariti o altre affezioni degli occhi (utilizzo che comunque non è stato ufficialmente approvato).
L’azione antiflogistica esercitata dall’eufrasia è imputabile all’aucubina in essa contenuta.
Questa molecola, inoltre, ha dimostrato di esercitare un’attività epatoprotettiva nei confronti dei danni causati da avvelenamenti da tetracloruro di carbonio e da alfa-amanitina, ma non solo. Infatti, da alcuni studi condotti in vitro è anche emerso che l’aucubina è in grado di inibire il virus dell’epatite B. Ad ogni modo, prima di poter approvare simili applicazioni mediche dell’eufrasia, è necessario condurre ulteriori e più approfonditi studi.
Infine, l’eufrasia viene anche impiegata in caso di raffreddore, rinorrea e febbre da fieno.
L’eufrasia è, inoltre, ampiamente impiegata anche in ambito omeopatico, dove la si può trovare sotto forma di granuli, gocce orali e collirio.
La medicina omeopatica sfrutta questa pianta in caso di riniti allergiche, congiuntivite, eccessiva lacrimazione, irritazione, bruciore e arrossamento oculare.
La quantità di rimedio omeopatico da assumersi può essere differente da individuo a individuo, anche in funzione del tipo di disturbo che è necessario trattare e a seconda della tipologia di preparazione e di diluizione omeopatica che s’intende impiegare.

Modalità di Preparazione –
Eufrasia stretta è ampiamente utilizzata per lavaggi oculari in presenza di affezioni come congiuntiviti, blefariti, orzaioli, ecc.
Per uso esterno è utilizzata anche come collirio nei casi di disturbi agli occhi: fenomeni di stanchezza, bruciore, fotofobia, orzaioli, blefariti.
Infine se ne suggerisce l’impiego come unguento nasale in presenza di rinorrea.
L’infuso di eufrasia si impiega per uso esterno al 2-3% sotto forma di impacchi per calmare gli occhi infiammati. A tal proposito si mette in infuso un cucchiaio di pianta secca in una tazza d’acqua bollente, si lascia intiepidire e si lavano gli occhi 2 o 3 volte al giorno. Si può anche intingere una pezzuola e posarla sugli occhi massaggiando leggermente. Spesso, per simili applicazioni, l’eufrasia è associata a piante ricche di mucillagini e/o ad azione antinfiammatoria e decongestionante (es. Camomilla, Meliloto, Piantaggine).

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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