Luma chequen

Luma chequen

Il mirto cileno bianco o arrayán (Luma chequen (Molina) A.Gray) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Myrtaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Rosidae,
Ordine Myrtales,
Famiglia Myrtaceae,
Genere Luma,
Specie L. chequen.
Sono sinonimi i termini:
– Eugenia bella Phil. nom. illeg.;
– Eugenia chekan DC.;
– Eugenia chequen Molina;
– Eugenia gayana Barnéoud;
– Eugenia myrtomimeta Diels;
– Eugenia pulchra O.Berg;
– Luma gayana (Barnéoud) Burret;
– Myrceugenella chequen (Molina) Kausel;
– Myrceugenella gayana (Barnéoud) Kausel;
– Myrceugenella langerfeldtii Kausel;
– Myrtus chequen (Molina) Spreng.;
– Myrtus gayana (Barnéoud) O.Berg;
– Myrtus luma Schauer nom. illeg.;
– Myrtus uliginosa Miq..

Etimologia –
Il termine Luma è di etimologia poco nota;
l’epiteto specifico chequen è probabilmente legato al nome vernacolare di questa pianta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Luma chequen è una pianta originaria delle Ande centrali tra Cile e Argentina, a latitudini comprese tra 30 e 41° sud. Inoltre è stata introdotto come pianta ornamentale nella costa nord del Pacifico degli Stati Uniti.
Il suo habitat è quello delle paludi, vicino a corsi d’acqua, rive di laghi e fiumi, dove cresce ad altitudini fino a 2000 metri s.l.m..

Descrizione –
Il mirto cileno bianco è un arbusto sempreverde, raramente in forma di piccolo albero, che può raggiungere i 9 metri di altezza.
La corteccia è di colore grigio-marrone opaca.
Le foglie sono piccole, di colore verde scuro, di forma ovale, aromatiche, lunghe 0,5-2,5 cm e larghe 0,3-1,5 cm.
I fiori sono bianchi, a forma di coppa, di 1,5 cm di diametro e l’antesi è da inizio a metà estate. I
Il frutto è una bacca commestibile, di colore viola scuro, di 1 cm di diametro, matura all’inizio dell’autunno.

Coltivazione –
La Luma chequen è una pianta che predilige zone umide, con precipitazioni pressoché costanti e sopporta brevi periodi di siccità (generalmente non superiori a 1 mese).
La pianta cresce nell’acqua o ha le sue radici all’interno di un corso d’acqua permanente.
Predilige posizioni ombreggiate (con copertura vegetale che filtra il 40-80% della luce) ed in natura cresce spesso in pendii ripidi esposti a sud.

Usi e Tradizioni –
La Luma chequen è una pianta i cui nomi comuni in spagnolo sono chequén, huillipeta e arrayán blanco.
È una pianta utilizzata da tempi remoti dalle antiche popolazioni del Perù, Inca e Pre-Inca, e rientrava in un misto di cultura sacra e curativa per facilitare la salute, l’armonia e la bellezza dei propri corpi e spiriti.
Questa pianta è stata trovata nelle tombe di potenti capi e personaggi di alta levatura religiosa e culturale dei popoli andini.
Veniva usata in maniera cerimoniale permettendo che tutto il corpo trovasse un suo equilibrio e un’armonia molto speciali; per questi popoli era una delicatezza armonica che trasportava lo spirito a livelli molto sacri, in modo che sia il corpo fisico che spirituale si risvegliasse in un processo di rigenerazione, ma anche di aiuto affinché la L’energia di vita si purificasse e soprattutto si proiettasse in una dimensione più piena.

Modalità di Preparazione –
Con questa pianta si possono preparare, attraverso i suoi estratti delle lozioni e dei gel.
Con la lozione si può spruzzare un poco del liquido sul palmo delle mani, eseguendo una forma di rituale che prevede di chiudere gli occhi e rilassarsi, poi unire le mani e sfregarle una contro l’altra, portarle alle narici e respirare profondamente, sfregare nuovamente le mani e riportare alle narici per 3 volte, inalando ed espirando profondamente.
Il gel può essere impiegato per massaggiare varie parti del corpo massaggiandolo in modo circolare mentre si rimane con gli occhi chiusi e in totale relax, dopo aver terminato il massaggio in tutto il corpo ci si deve coprire per mantenere una temperatura confortevole e riposare o dormire per almeno mezz’ora.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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