Quando si pota l’Azzeruolo

Quando si pota l’Azzeruolo

L’azzeruolo (Crataegus azarolus L., 1753) è un albero da frutto della famiglia delle Rosaceae originario, molto probabilmente dell’Asia Minore o dell’isola di Creta, da cui si sarebbe diffusa come coltivazione in tutto il resto del Mediterraneo e dell’Europa.
Questa pianta è diffusa in Europa meridionale, Asia Minore e Nordafrica.
In Italia si incontra anche in una forma del tutto spontanea che si potrebbe interpretare sia come specie inselvatichita dovuta agli uccelli, sia come relitto di una antica distribuzione naturale della specie, molto più ampia di quella attuale.
La potatura dell’azzeruolo è una tecnica che va eseguita in vari momenti in funzione degli obiettivi che si prefigge.
Esiste infatti una potatura di formazione, una potatura di produzione, una potatura di rinnovo ed una potatura verde.

Epoca di potatura –
La potatura di formazione, che necessità di un periodo iniziale di circa 36 mesi, va eseguita nel periodo autunnale, o alla fine di quello invernale e va eseguita partendo da un astone centrale dando alla pianta la forma che si ritiene più opportuna.
La potatura di produzione, che inizia dopo il terzo o quarto anno della messa a dimora della pianta, va eseguita ogni anno, nel periodo di febbraio o marzo; in questo periodo andranno rimosse le ramificazioni vecchie e malate, quelle danneggiate dalle intemperie e che risultano spezzate.
La potatura di rinnovo va eseguita soprattutto su alberi vecchi e trascurati per molto tempo e prevede degli interventi per dare alla pianta di rigenerare una chioma o parti di questa per troppo tempo cresciute liberamente. L’intervento va eseguito preferibilmente alla fine della stagione produttiva, possibilmente entro il periodo di fine ottobre, per dare modo alla pianta poi di attraversare l’inverno e di sintetizzare tutte le sostanze necessarie ad una ripresa vegetativa più vigorosa.
La potatura verde è una pratica che si esegue nel periodo estivo o, al massimo, in quello autunnale. Come è noto con questo intervento si provvede alla cimatura dei rami misti che portano al loro apice i fiori. Con questa cimatura si ottiene l’anno successivo una maggiore produzione di fiori e quindi di frutti.
Per i dettagli della tecnica di potatura e delle forme di allevamento dell’azzeruolo si rimanda alla seguente scheda.

Cultivar e portainnesti –
Per l’azzeruolo le cultivar più diffuse, a carattere locale, si distinguono per colore, dimensione, sapore del frutto ed epoca di maturazione. Tra queste ricordiamo soprattutto:
– Bianca d’Italia o moscatella;
– Rossa d’Italia;
– Gialla del Canada;
– Si hanno altre cultivar che sono diffuse perlopiù in altri stati.
Si ricorda che alcune varietà di azzeruolo sono autosterili, quindi per avere la fruttificazione occorre impiantare o avere presenti, almeno due varietà diverse per impollinarsi a vicenda. Altre varietà sono parzialmente autofertili e con una sola varietà la produzione sarebbe limitata, quindi si avvantaggiano comunque dell’impollinazione incrociata (entro qualche decina di metri da altre varietà). Da notare che le piante originate da due semi diversi sono varietà diverse, mentre due piante innestate con la stessa varietà sono lo stesso clone e quindi non sono varietà diverse.
Per quanto riguarda i portainnesti si precisa che l’azzeruolo può essere riprodotto da seme; in questo caso anche se conserva le caratteristiche varietali, è molto lento nella messa a frutto.
L’azzeruolo si innesta preferibilmente su “biancospino”, ma sono utilizzabili anche il “pero franco”, il “cotogno” e il “nespolo”.

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