Quando si pota il Cedro

Quando si pota il Cedro

Il cedro o citro (Citrus medica L.) è un albero da della famiglia delle Rutacee ed è ritenuto, assieme al pomelo ed al mandarino, una delle tre specie di agrumi da cui derivano tutti i membri del genere oggi conosciuti.
Questa pianta, pur avendo lo stesso nome, non va confusa con il Cedro del Libano, pianta appartenente ad una famiglia botanica molto distante che è quella delle Pinaceae.
Comunque sia il nome cedro, derivato dalla volgarizzazione del termine latino citrus che coincide con la traduzione di cedrus, nome dato alla conifera.
Il Cedro sembra sia originario dell’India e della Birmania e di questo agrume si hanno antichissime testimonianze. Pare che sia arrivato nei Paesi mediterranei ed in Italia, dalla Persia, intorno al III secolo a.C..

Epoca di potatura –
Per conoscere l’epoca di potatura del Cedro bisogna conoscere la sua biologia. Nel Cedro, come in altri agrumi, la fruttificazione avviene sui rami dell’anno precedente e l’accrescimento dei rami si verifica normalmente in tre periodi che sono: primavera, inizio estate e autunno.
L’induzione fiorale delle gemme inizia invece durante il periodo di riposo invernale, mentre il massimo contenuto di sostanze di riserva nelle foglie e nei rami lo si ha nei mesi di febbraio e marzo. Inoltre l’allegagione dei fiori è in funzione della quantità di sostanze di riserva presenti nella pianta.
Questa fisiologia, legata alle esigenze più particolari di questa pianta fanno si che la potatura non va mai eseguita in febbraio e marzo, quando si ha l’accumulo delle sostanze di riserva. Vanno evitati, altresì, i periodi in cui le temperature sono molto basse o molto alte.
Rimane pertanto una finestra di tempo che indica come periodo più ottimale quello prima della fioritura che, in questa pianta, è continua: più abbondante in primavera, in estate, che è quella più importante per la fruttificazione, e in autunno.
Fanno eccezione a questo intervento quello a carico dei succhioni e dei polloni che vanno tolti nel momento che vanno a formarsi per non sottrarre sostanze nutritive ed equilibrio alla chioma della pianta ed al rapporto tra capacità vegetativa e capacità produttiva. Per la tecnica di potatura si rimanda alla seguente scheda.

Varietà di Cedro –
Non esistono grandi differenze di potatura tra le varietà di Cedro.
Il cedro conta un gran numero di varietà. In Italia quella più diffusa viene coltivata in Calabria, sulla Riviera dei Cedri, ed è la “Liscia diamante”, comunemente detta di Santa Maria del Cedro. In Sicilia troviamo come cultivar più tipica quella bitorzoluta, a bassa acidità, buona per il consumo crudo; in Campania se ne coltiva una molto acida, dall’albedo amarognolo, e una dolce e grossa, chiamata “sfusato”.
Per quanto riguarda la catalogazione delle cultivar di Cedro queste vengono distinte in due categorie: quelle a polpa acida e quelle a polpa dolce:
– Le prime hanno fiori e germogli rosso-violocei e polpa acida; le seconde hanno fiori bianchi e polpa più dolce.
Tra i cedri acidi ricordiamo la Liscia diamante, la Etrog e la Mano di Budda (con frutti ornamentali privi di polpa); tra le cultivar dei cedri dolci ricordiamo la Corsican e la Salò.
Infine un cenno va fatto per i cosiddetti limoni cedrati, che possono essere considerati come degli ibridi fra limoni e cedri, che producono frutti che ricordano il cedro per la pezzatura e lo spessore della buccia, abbastanza idonea alla candidatura, mentre simile al limone è l’aspetto della pianta, che risulta meno esigente del cedro per quanto riguarda la temperatura.

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