Daemonorops propinquus

Daemonorops propinquus

Il sangue di drago malese (Daemonorops propinquus Becc.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Arecaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Sottoclasse Arecidae, Ordine Arecales, Famiglia Arecaceae, Sottofamiglia Calamoideae, Tribù Calameae, Sottotribù Calaminae e quindi al Genere Daemonorops ed alla Specie D. propinquus.

Etimologia –
Il termine Daemonorops deriva da Daemon che è la parola latina derivata dal greco antico daimon (δαίμων: “dio”, “divino”, “potere”, “destino”), che originariamente si riferiva a una divinità minore o spirito guida.
L’epiteto specifico propinquus viene da própe vicino a, accanto a: vicino, somigliante, strettamente imparentato a specie affini.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Daemonorops propinquus è una pianta originaria del sud est asiatico dove cresce spontanea ma che viene coltivata, in alcune parti come nell’isola di Sumatra.
Il suo habitat è quello delle foreste con clima equatoriale, con temperature calde e umido e piovosità lungo tutto l’arco dell’anno. In queste aree la temperatura media annuale è intorno ai 30 °C e in un anno cadono oltre 1000 mm di pioggia.

Descrizione –
Il sangue di drago è una palma sempreverde che porta in posizione terminale un grappolo di steli non ramificati lunghi fino a 15 metri che possono arrampicarsi nella vegetazione circostante.
È una pianta dioica per cui è necessario coltivare sia la forma maschile che quella femminile se si vogliono ottenere frutti e semi.

Coltivazione –
La Daemonorops propinquus è una pianta delle pianure delle zone tropicali umide.
Crescono meglio con le radici all’ombra ma con uno spazio sufficiente per far sviluppare la loro chioma in presenza di luce.
Si avvantaggiano della presenza di terreni ricchi di humus.
La propagazione è per seme e la raccolta viene effettuata arrampicandosi su un albero vicino alla pianta e raccogliendo i frutti a mano. I frutti vecchi contengono più resina.

Usi e Tradizioni –
Il sangue del drago malese è una resina ottenuta da D. propinquus e da altre specie.
In passato era impiegato in medicina come astringente, ma è quasi o del tutto inerte e ora non viene più somministrato internamente. A volte è usato per conferire colore agli intonaci.
Il sangue di drago è una resina inodore e insapore, insolubile in acqua, ma solubile in alcool, etere e oli volatili e fissi, con i quali forma soluzioni rosse. Secondo Herberger, consiste di 90,7 parti di una resina rossa, che chiama draconina, 2,0 di olio fisso, 3,0 di acido benzoico, 1,6 di ossalato di calcio e 3,7 di fosfato di calcio. Tschirch (Harze und Harzbehälter , 1900, p. 189) ha svolto uno studio elaborato sul sangue di drago e ha trovato il 2,5% di draco-alban, C20H4O4, che è una sostanza bianca che si scioglie con decomposizione a circa 200 °; 13,58 per cento di draco resen, una sostanza resinosa gialla di formula C26H4 4 e 56,86 per cento di draco resina, un estere di resina o una miscela di esteri, benzoici e esteri dracoresino tannolici e benzoilaceticdraco-resinotannol estere, ed, infine, il 18,4 per cento di sostanze insolubili.
Sulla superficie del frutto, a maturità, c’è un essudato, che viene separato per sfregamento, o agitazione in un sacchetto, o per esposizione al vapore dell’acqua bollente, o infine per decotto. La resina più fine viene ottenuta con i due metodi precedenti. Si presenta in due forme: talvolta in piccole masse ovali (le cosiddette lacrime di sangue di drago) di dimensioni variabili da quella di una nocciola a quella di una noce, ricoperte dalle foglie della pianta e collegate in fila come perline in una collana; talvolta in bastoncini cilindrici, lunghi 45 cm e di diametro variabile da meno di un cm. a 1,3 cm., e fittamente ricoperti di foglie di palma e legati in tondo con sottili strisce di canna.
Secondo la medicina tradizionale questa resina ha le seguenti indicazioni:
– per fermare la diarrea;
– mantenere il sistema digestivo anche per curare la dissenteria;
– alleviare i sintomi delle afte come labbra screpolate, ecc.;
– usato come astringente per preparare dentifrici;
– come trattamento del dolore agli occhi dovuto a irritazioni come occhi rossi e occhi irritati;
– per curare pus e sangue nelle urine;
– per ridurre i dolori addominali;
– prevenire l’infezione e accelerare la guarigione delle ferite;
– proprietà antinfiammatoria che permette di curare l’infiammazione come gonfiore o lividi;
– per fermare l’emorragia soprattutto sulle ferite;
– come potente analgesico per ridurre vari dolori;
– per ridurre traumi dovuti a lesioni da frattura;
– per aumentare la consistenza dei tessuti e previene ferite in decomposizione.

Modalità di Preparazione –
Il sangue di drago, a scopo medicinale, è stato assunto, di solito, utilizzando la frutta bollita e poi bevendo l’acqua. Questo modo tradizionale è stato utilizzato a lungo ed è persino diventato una ricetta per generazioni.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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