Gallinago media

Gallinago media

Il Croccolone (Gallinago media, Latham 1787) è un uccello appartenente alla famiglia degli Scolopacidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Aves, Ordine Charadriiformes, Sottordine Scolopaci, Famiglia Scolopacidae e quindi al Genere Gallinago ed alla Specie G. media.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Croccolone è un uccello con presenza nell’Europa nord-orientale, dalla Scandinavia alla Russia, denuncia un trend sfavorevole di conservazione, con popolazione europea in forte e progressivo declino.
La specie nidifica principalmente in Russia, Bielorussia e Norvegia, ma anche in Polonia, Svezia, Ucraina, Kazakistan e Repubbliche Baltiche. Nel periodo di agosto si sposta a sud e ad est: si incontra in Turchia e Cipro, nell’Europa mediterranea, compresa l’Italia, e in Egitto. Ad ottobre migra ancora più a sud in Africa, dalla fascia di Mauritania e Sudan fino alla Namibia e il Mozambico. È di passo nell’Africa nord-occidentale e occidentale, nella Penisola Iberica, nella Penisola Arabica, in India e Myanmar.
In Italia questa specie è regolare durante la migrazione primaverile e molto scarsa durante i movimenti post-riproduttivi, probabilmente a causa di una più orientale migrazione verso i quartieri di svernamento.
Gallinago media si è estinto in Germania, Paesi Bassi, Danimarca e forse anche in Finlandia.

Descrizione –
Il Gallinago media si riconosce per avere una lunghezza di 26-30 cm, con un’apertura alare di 43-50 cm.
I giovani sono molto simili agli adulti che sono solo leggermente più grandi ed indistinguibili tra loro, ma molto più ingombranti, del beccaccino comune e hanno un becco più corto.
Il capo ha una colorazione crema con due grosse strie scure che partono dal becco e passano sopra gli occhi arrivando fino alla nuca. Un’altra stria marrone parte dal becco e arriva alla nuca e infine altre due meno accennate sono sotto gli occhi. Il petto è crema con fitte screziature marroni che sfumano verso l’addome bianco e i fianchi sono bianchi con delle evidenti barrature nere. Le ali superiormente sono marroni con sottili bardature bianche (ma non sul bordo di uscita), mentre inferiormente appaiono abbastanza uniformemente marrone-grigie scure. Il becco è verde grigio e sfuma al nero verso la punta. Le zampe sono verdastre.

Biologia –
I maschi del Croccolone, durante la stagione riproduttiva, al tramonto, si esibiscono in una posa, in piedi eretti con il petto gonfio e la coda a ventaglio.
Possono saltare in aria e produrre una varietà di suoni, clic, ronzii e fischi.
Dopo l’accoppiamento le femmine depongono da tre a quattro uova che vengono deposte in un nido ben nascosto a terra.

Ruolo Ecologico –
Il croccolone si cibano, sondando il fango soffice, o raccogliendo il cibo a vista, principalmente di anellidi, lombrichi in particolare, ma non disdegna molluschi, insetti acquatici e loro larve ed anche semi di piante acquatiche.
Si tratta di uccelli difficili da vedere, essendo ben mimetizzati nel loro habitat.
Inoltre sono noti per le loro capacità di volo veloci e ininterrotte su enormi distanze. Possono volare fino a 97 km. Alcuni esemplari sono stati registrati con voli non-stop per 84 ore su 6.760 km.
Le loro ali non sono particolarmente aerodinamiche, mancano di punte appuntite e in genere, durante i lunghi voli, non si fermano a nutrirsi nonostante ne abbiano opportunità, in quanto fanno affidamento sulle loro riserve di grasso.
Per quanto concerne il loro status, nel 2012, si stima che ci fossero tra 15.000 e 40.000 esemplari in Scandinavia e tra 450.000 e 1.000.000 nella Siberia occidentale e nell’Europa nord-orientale.
Purtroppo la specie sta subendo un calo della popolazione, dovuto principalmente alla perdita di habitat, nonché alla caccia nell’Europa orientale e nel suo areale di svernamento africano. La specie è classificata dall’IUCNcome “quasi minacciata”. Il Gallinago media è una delle specie a cui si applica l’Accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori afro-eurasiatici (AEWA).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.

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