Chenopodium vulvaria

Chenopodium vulvaria

Il farinello puzzolente (Chenopodium vulvaria L.) è una specie erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Caryophyllidae, Ordine Caryophyllales, Famiglia Chenopodiaceae e quindi al Genere Chenopodium ed alla Specie C. vulvaria.
Sono sinonimi i termini:
– Ambrina graveolens Moq.;
– Anserina foetida (Lam.) Montandon;
– Atriplex vulvaria (L.) Garsault;
– Atriplex vulvularia (L.) Crantz;
– Botrydium schraderi Spach;
– Chenopodium effusum M.Martens & Galeotti;
– Chenopodium foetidum Lam.;
– Chenopodium graveolens Lag. & Rodr.;
– Chenopodium olidum Curtis;
– Chenopodium quercifolium Moq.;
– Chenopodium trilobatum Moq.;
– Chenopodium vulvaria var. microphyllum Moq.;
– Vulvaria vulgaris Bubani.

Etimologia –
Il termine Chenopodium proviene dal greco χήν chén oca e da πóδιον pódion piede: in riferimento alla forma delle foglie.
L’epiteto specifico vulvaria viene da vulva organo sessuale femminile: in riferimento al cattivo odore emanato dalla pianta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il farinello puzzolente è una pianta annua a distribuzione euro-mediterranea, anche se qualche esemplare è stato ritrovato in Australia, California e in alcune parti del Sud America.
La pianta è presente in tutte le regioni d’Italia ma più frequente al Centro-Sud.
Il suo habitat è quello degli incolti, in luoghi sassosi, tra le macerie, presso le strade, su suoli piuttosto primitivi e aridi. In Italia è presente dal livello del mare a circa 600 – 800 m in quella centro settentrionale e fino a 1850 m. in Sicilia.

Descrizione –
Chenopodium vulvaria è una pianta annua, raramente bienne, erbacea, con radice sottile, fusti prostrati e molto ramosi; tutta la pianta è bianco-polverulenta e raggiunge altezze di 10÷40 cm.
Le foglie sono lungamente picciolate, ovato-romboidali, bianco farinose su entrambe le pagine a margine intero.
I fiori sono biancastri, ermafroditi, riuniti in brevi spighe afille, all’ascella delle foglie.
Il perianzio è formato da 5 segmenti sepaloidi; 5 stami della lunghezza del calice e opposti ai segmenti del perianzio, antere rotonde ; ovario supero sormontato da uno stilo corto e bifido; 2 stimmi.
L’antesi è tra maggio e settembre.
I frutti sono utricoli (acheni) verdastri, ovoidi, con pericarpo non aderente al seme. Semi di 1-1,5 mm di diametro, orizzontali, dal contorno arrotondato e margine debolmente carenato, finemente rugosi, di colore bruno-nerastro.
La pianta emana un odore nauseante, di pesce marcio, dovuto alla presenza di trimetilamina.

Coltivazione –
Il farinello puzzolente che cresce allo stato spontaneo e che mal sopporta la competizione con altre specie cosa che lo fa crescere in luoghi incolti aridi e sassosi, tra le macerie e al margine delle strade.

Usi e Tradizioni –
Questa pianta, nota in Italia con i nomi di: Farinello puzzolente, Chenopodio puzzolente, Brinaiola, Connina è una specie erbacea che emana un caratteristico odore di pesce marcio in grado di permanere a lungo su mani e vestiti. Tra l’altro l’odore sgradevole di questa pianta persiste sulle mani anche dopo averle lavate energicamente con acqua e sapone.
Come detto questo è dovuto alla presenza di trimetilamina ma sono presenti anche sostanze tanniche, nitrati e fosfati di potassio e di calcio, carbonato di ammonio.
La pianta veniva usata in passato come moderato emmenagogo, lieve antispasmodico, lieve antielmintico e antisterico; si trovano indicazioni del suo impiego anche come antireumatico. Oggi l’uso dell’erba è stato abbandonato.

Modalità di Preparazione –
Gli usi di questa pianta, utilizzata in passato per varie applicazioni, è stato abbandonato anche per via del suo odore sgradevole e persistente.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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