Come si prepara una talea di Giuggiolo

Come si prepara una talea di Giuggiolo

Il giuggiolo (Ziziphus jujuba Mill.) è un albero da frutto della famiglia delle Rhamnaceae, conosciuto anche come dattero cinese, natsume o tsao (cinese semplificato: 枣; cinese tradizionale: 棗; pinyin: zǎo).
I frutti di questa pianta si chiamano giuggiole.
In Italia non esistono cultivar selezionate, ma solamente dei tipi indicati genericamente:
– a frutto lungo;
– a frutto tondo.
Entrambe le cultivar sono dotate di buone caratteristiche organolettiche e di buona produttività.
Per quanto riguarda la sua propagazione è possibile il metodo per talea.
Il periodo adatto è sempre quello primaverile (massimo mese di giugno) in modo da fare radicare le talee prima dell’arrivo del gelo e sufficientemente caldo per innescare il processo ormonale.
Per la radicazione delle talee di giuggiolo il luogo ottimale è quello delle miniserre o delle serre fredde per mantenere un valore dell’umidità sufficientemente elevato.

Bisogna prelevare rami di due anni, che abbiano più gemme, operando un taglio netto, in alto e in basso e lasciando, possibilmente una fogliolina in posizione apicale ed una in posizione basale.
Inoltre si possono separare i polloni basali, che se vengono estratti con piccole porzioni di radici attecchiscono molto facilmente.
Per quanto riguarda il substrato si consiglia di preparare una miscela di sabbia + terriccio organico nel rapporto 2:1 e creando sul fondo dei bancali o dei piccoli vasi uno strato di pochi cm di materiale drenante (ghiaia grossa o argilla espansa). Questo garantirà un perfetto drenaggio al substrato che va mantenuto sempre abbastanza umido.
Prima di immergere la talea nel substrato è bene cospargerla di una polvere radicante ormonale che potete preparare anche artigianalmente.
La certezza che le talee saranno radicate si avrà quando le talee emetteranno germogli stabili che si svilupperanno ben presto con delle foglioline.
Per il trapianto bisogna attendere l’anno successivo quando la giovane piantina sarà oramai ben radicata e formata.
Il periodo ottimale di trapianto va da fine novembre a fine febbraio – primi di marzo anche in funzione dell’andamento stagionale e della latitudine dove vi trovate.

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