Come si prepara una talea di Prugno

Come si prepara una talea di Prugno

La produzione delle tale di prugno europeo, conosciuto anche come susino (Prunus domestica L., 1753) è un interessante metodo per la produzione di piante auto radicate.
Si tratta però di una tecnica in cui bisogna conoscere le risposte delle singole specie di prugno, quindi non solo di quello europeo ma anche di altre specie, per conoscere la capacità e la risposta di radicazione specifica.
Si ricorda, tra l’altro che la propagazione del susino può avvenire: per seme, talea , margotta e micropropagazione al fine di ottenere i portainnesti, mentre si usa l’innesto per la parte epigea.
A titolo di informazione per i portainnesti citiamo:
– Mirabolano da seme (P. cerasifera);
– Mirabolano 29C, siccome usato anche con l’albicocco sostituisce il B;
– Mirabolano B, adatto all’innesto;
– Marianna, di cui ne esistono diversi tipi, resistenti all’asfissia;
– Jaspi e Junior, il secondo è un po’ più pollonifero.
Tornando alla tecnica di propagazione del susino per talea si ricorda che la migliore tecnica è quella del riscaldamento basale del substrato ma si può partire anche su talee da far radicare su vasetti e utilizzando, ove possibile la pacciamatura o la copertura con film di plastica per aumentare il tenore di umidità relativo.
Il substrato in cui far radicare le talee di susino deve essere di sabbia silicea e terriccio nella proporzione 4:1 e il fondo del bancale o dei vasetti costituito da uno strato di 2 cm di argilla espansa o pietrisco di 1-2 cm di diametro. La presenza di questo strato consente un’ottimale drenaggio delle acque in eccesso ed evita l’insorgere di marciumi radicali che in questa fase sarebbero anche letali.

La tecnica del riscaldamento basale permette di avere buone percentuali di piante auto radicate e, tra l’altro, alcune cultivar cino-giapponesi mostrano di non avere necessità di trattamento ormonico che invece è consigliato nelle specie europee.
Gli astoni ottenuti con tale metodo, dopo 10 mesi di vegetazione, per diverse cultivar, sono già commercialmente accettabili.
Con il sacchetto di polietilene si ottiene percentualmente un numero inferiore di piante che con il riscaldamento basale ma con gli stessi sviluppi vegetativi .
Per la scelta degli ormoni radicanti si consiglia di utilizzare quelli in commercio oppure la possibilità di alcuni preparati in azienda.
Le talee vanno prelevate nel periodo vegetativo, quindi da inizio primavera, scegliendo rametti legnosi, con alcune gemme, la presenza, ove possibile, di una fogliolina basale ed una apicale, tagliando porzioni di rametto tra 10 e 15 cm.
Durante tutto il periodo della radicazione si evidenzia la necessità di mantenere le talee in zone ombrose, irrigando per mantenere sempre il substrato umido ma senza ristagni e nebulizzando, se non si è in serra, continuamente per mantenere alta l’umidità relativa.
Il segno che la talea inizi a radicare si avrà quando questa inizierà ad emettere germogli e, soprattutto, foglioline.




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