Come coltivare i chiodi di garofano

Come coltivare i chiodi di garofano

I chiodi di garofano sono i boccioli dei fiori della pianta, conosciuta come Eugenia caryophyllata (Syzygium aromaticum (L.) Merr. & L.M.Perry) che è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Myrtaceae.
Premettiamo che la coltivazione della pianta dei chiodi di garofano, al di fuori del suo areale di origine (Indonesia) non è facilissima.
Il Syzygium aromaticum è una pianta che in Italia e nei Paesi temperati può essere coltivata a condizione che si rispettino alcune condizioni pedoclimatiche.
È una pianta che soffre particolarmente le gelate, per cui può essere coltivata negli ambienti più meridionali, ed in riva al mare,, ove la possibilità di gelate è minima.
Può essere coltivata altrimenti in serra fredda o anche in appartamento (almeno nel periodo invernale per le piante in vaso) a condizione che si rispettino buone condizioni di luminosità ma mai posta alla luce diretta dei raggi solari.
Il terreno ideale per questa pianta è quello moderatamente umido, ben drenato e con un pH tendente all’acido. Quindi si tratta di suoli non calcarei, possibilmente silicei, e con tessitura tendente al medio impasto.
La propagazione del Syzygium aromaticum avviene per seme, avendo cura di seminare nel periodo primaverile; le piantine possono essere fatte sviluppare in vaso dopodiché potranno essere poste nel luogo di dimora definitiva.
Bisogna considerare però che, prima di vederle fiorire, bisognerà comunque attendere 4 o 5 anni.

Per quanto attiene ai fabbisogni idrici questa pianta va innaffiata con regolarità, avendo cura di verificare comunque, prima di ogni apporto idrico, che il terreno non sia eccessivamente umido.
Ovviamente in appartamento ed in vaso le condizioni igrometriche sono completamente differenti per cui è necessario porre le piante in grossi vasi, con alcuni cm di argilla espansa alla base per garantire un ottimo drenaggio. In vaso basta irrigare ogni due settimane circa, controllando sempre se il terreno nei primi strati non si sia asciugato troppo.
La concimazione cambierà se coltiviamo in pieno campo o in vaso.
In pieno campo è bene attuare una concimazione prima dell’impianto con sostanza organica ben umificata (come concimi stallatici) da apportare qualche giorno prima nella buca di impianto.
In vaso si può optare anche a humus di lombrico o altra sostanza organica ben umificata. Periodicamente poi si dovrà effettuare una integrazione annuale per le piante in pieno campo e semestrale, durante il periodo vegetativo) per quelle in vaso.
La pianta può andare soggetta ad attacchi di funghi, afidi e cocciniglie. Si consiglia di intervenire sempre con prodotti naturali, sia in vaso, per evitare pericolose derive di sostanze chimiche nell’ambiente dove si vive sia in pieno campo per scongiurare interferenze negative con la fauna e l’entomofauna.

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