Come si prepara una talea di Pesco

Come si prepara una talea di Pesco

Il pesco (Prunus persica (L.) Batsch) è una specie appartenente alla famiglia delle Rosaceae di cui si coltivano innumerevoli varietà.
La riproduzione del pesco, come per altre fruttifere, può avvenire per via gamica o per via agamica.
La riproduzione per via gamica è quella ottenuta per seme, ed in questo caso le piantine ottenute avranno una variabilità genetica legata al patrimonio originario dei due genitori. La riproduzione per via agamica può essere fatta, normalmente, per margotta o per talea; in questo caso si otterranno piantine identiche alla pianta madre ed è una delle tecniche più idonee per riprodurre popolazioni omogenee di piante.
Si precisa subito che la coltivazione del pesco si fa su portainnesto che, normalmente, viene scelto sulla base di una serie di criteri, quali, ad esempio: condizioni climatiche, pedologiche, vigoria, ecc..
In questo contributo capiremo come ottenere una talea di pesco precisando subito che purtroppo le talee di pesco come per altre piante da frutto non sempre riescono con facilità, e anche lo sviluppo successivo della pianta può avere dei problemi.
Questo è uno dei motivi per cui le piante da frutto vengono in genere innestate su portainnesti particolari, per renderle fruttifere, sane e vigorose.
Comunque sia, se intendete far radicare una talea del ramo di pesco, potete provare a prelevarne una piccola porzione, immergerla in un ormone radicante, anche preparato artigianalmente, e posizionarla in un vasetto, con terriccio fresco e umido.

Precisiamo che il terriccio va preparato utilizzando una miscela di sabbia e torba nera nel rapporto di 4:1 e che la sabbia, preferibilmente, dovrebbe essere silicea. Inoltre sul fondo dei vasetti va posto uno strato di 2-3 cm di argilla espansa o pietrisco per aumentare la capacità di sgrondo e drenaggio delle acque in eccesso.
Tornando alle talee si tenga conto del fatto che le talee si praticano utilizzando rami nuovi, che abbiano già una consistenza semi legnosa, prelevate nel periodo della primavera inoltrata, oppure legnosa, a fine estate; inoltre, tra tutti i rami, si prelevano porzioni per farne talee, da quelli che non hanno fiorito, perché hanno maggiori probabilità di radicare.
Per avere un maggiore numero di talee, e quindi un maggior numero di probabilità di talee che attecchiscono, conviene ridurre in talee l’intero ramo.
Le talee prelevate devono avere lasciata, possibilmente, una fogliolina in posizione apicale ed una in posizione basale. Questo garantirà una non eccessiva traspirazione e, nel contempo, la possibilità che le foglioline provvedano ancora a sintetizzare le sostanze necessarie ad una buona radicazione.
Una volta ottenute le porzioni di rametto, che devono avere una lunghezza tra 10 e 15 cm, queste vanno immerse per qualche ora negli ormoni radicanti, poste all’interno dei vasetti e tenute in ambiente con umidità relativa elevata (sarebbe ottima una serra fredda) o per lo meno effettuando continue nebulizzazioni durante il giorno.
Il luogo di radicazione non deve essere esposto al sole ma in una zona ombreggiata da altre piante ed il terriccio tenuto costantemente umido ma senza provocare ristagni.
La certezza della radicazione si avrà quando le giovani talee inizieranno ad emettere le prime foglioline. Solo dopo 1-2 mesi dalla radicazione si potranno spostare i vasetti in una zona in penombra, al di sotto di una vegetazione meno fitta della precedente.




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