Mimetismo vaviloviano

Mimetismo vaviloviano

Il mimetismo vaviloviano è una forma di mimetismo praticata in maggior modo dalle piante, che si verifica quando una pianta infestante si trova a condividere una o più caratteristiche con una pianta addomesticata attraverso un processo di selezione artificiale che porta l’uomo alla non intenzionale selezione.
Il mimetismo vaviloviano prende il nome da Nikolai Vavilov (in russo Николай Иванович Вавилов) (Mosca, 25 novembre 1887 – Saratov, 26 gennaio 1943) che è stato un agronomo, botanico e genetista russo.
Nikolai Vavilov ebbe il merito di identificare il centro di origine delle piante coltivate.
È noto come la selezione contro piante infestanti può essere innescata attraverso la separazione dei suoi semi da quelli delle colture domestiche infestate tramite meccanismi fisici di separazione come l’uso del crivello.
Questa operazione è stata fatta manualmente fin dai tempi del Neolitico, e in anni più recenti meccanicamente grazie all’ingegneria agraria.
Di fatto il mimetismo vaviloviano è un buon esempio di selezione praticata dall’uomo involontariamente.
Infatti anche se gli agricoltori possono essere consapevoli del loro impatto sul pool genico della vegetazione selvatica locale, questi effetti travalicano l’obiettivo primario e possono anche nuocere ai raccolti interessati.

Gli agricoltori cercano di ostacolare la crescita delle piante infestanti sempre più simili alla piantagione coltivata, che potrebbero quindi con essa confondersi e non essere individuate, ma l’unica altra opzione sarebbe di lasciare sviluppare la pianta infestante e permetterle di contendersi la luce solare e i nutrienti con le coltivazioni.
Situazioni simili possono causare resistenza agli antibiotici e agli erbicidi.
Questo fenomeno può essere contrastato con altre forme di selezione artificiale che agiscono in direzioni più favorevoli, come ad esempio la selezione genealogica.
Grazie all’acquisizione di molte qualità utili attraverso la sottoposizione a queste pressioni selettive, alcune piante selvatiche, tramite un meccanismo, chiamato mimetismo vaviloviano, possono in qualche caso essere addomesticate e coltivate a loro volta.
Questo fenomeno fu identificato dall’agronomo russo Vavilov che chiamava queste erbacce addomesticate “raccolti secondari”.

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