Glyceria maxima

Glyceria maxima

Il Gramignone maggiore o Gliceria maggiore (Glyceria maxima, Hartm. et Holmb., 1919) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Poaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Sottoclasse Commelinidae, Ordine Cyperales, Famiglia Poaceae, Sottofamiglia Pooideae, Tribù Meliceae e quindi al Genere Glyceria ed alla Specie G. maxima.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Catabrosa hydrophila Link;
– Exydra aquatica (L.) Endl.;
– Festuca aquatica (L.) Mutel;
– Glyceria altissima Garcke;
– Glyceria aquatica var. scabra Peterm.;
– Glyceria maxima f. acuta (Peterm.) Soó;
– Glyceria maxima f. scabra (Peterm.) Soó;
– Glyceria spectabilis Mert. & W.D.J.Koch;
– Glyceria spectabilis f. acuta Peterm.;
– Heleochloa aquatica (L.) Drejer;
– Heleochloa aquatica (L.) Fr.;
– Hydrochloa aquatica (L.) Hartm.;
– Hydropoa spectabilis (Mert. & W.D.J.Koch) Dumort.;
– Melica aquatica (L.) Weber ex P. Beauv.;
– Molinia maxima Hartm. (Basionimo);
– Panicularia aquatica (L.) Kuntze;
– Poa aquatica L..

Etimologia –
Il termine Glyceria proviene dal greco γλῠκύς glycýs dolce, amabile.
L’epiteto specifico maxima è il superlativo di magnus grande: massimo, il più grande, per le dimensioni rispetto a quelle delle specie congeneri.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il gramignone maggiore è una specie a vasta distribuzione circumboreale presente in quasi tutte le regioni d’Italia (manca in Valle d’Aosta, Puglia, Basilicata e Calabria).
Il suo Habitat è quello all’interno dei fossi, nelle paludi, lungo le sponde dei fiumi, su suoli fangosi periodicamente inondati, al di sotto della fascia montana.

Descrizione –
La Glyceria maxima è una erba acquatica che spesso assume un carattere infestante.
Ha fusti eretti, o leggermente arcuati, che si dipartono da grosse radici rizomatose o stolonifere, che tendono a costituire ampi ciuffi, molto fitti e densi.
I fusti crescono fino a 50-100 cm, sono di colore verde, o verde bluastro.
Le foglie sono lineari, larghe pochi millimetri, ruvide e rigide, di colore verde.
A all’apice dei fusti si trovano in estate sottili pannocchie costituite da piccoli fiori, a cui fanno seguito i piccoli semi allungati. Talvolta i fusti sommersi di questi esemplari radicano agli internodi.
Il periodo di fioritura è tra luglio-agosto.
Il frutto è un antecario con cariosside ellissoide, di 1,5-2 mm, embrione lungo 2/10 della cariosside e ilo lineare lungo quanto la cariosside. Spighette 5-7flore, screziate di bruno, lanceolate, compresse lateralmente, di 2 x 7-8mm, che si disarticolano a maturità sopra le glume e sotto ogni fiore fertile. Glume persistenti subeguali di 2,5 mm. Lemmi di 2,5-3 mm.

Coltivazione –
Le piante di Glyceria maxima sono molto vigorose e possono essere poste a dimora sia al sole, sia all’ombra; le glyceria maxima non temono il freddo e possono sopportare anche temperature vicine ai -20 °C, anche se spesso durante l’inverno vanno in riposo vegetativo e la parte aerea dissecca completamente.
Non temono neanche il caldo estivo. Si pongono a dimora nei pressi dei giardini acquatici, sulle rive degli specchi d’acqua, o anche sommerse; negli anni tendono a formare ampie colonie, è quindi bene tenere contenuti i cespi, per evitare che invadano lo stagno o il lago in cui sono state poste diventando una varietà infestante e difficile poi da contenere.
Crescono senza problemi in qualsiasi terreno, anche sommerso costantemente dall’acqua stagnante; in genere, quando le piante vengono sistemate in terreni molto ricchi e soffici, tendono a diventare infestanti molto rapidamente. Queste piante acquatiche si possono sviluppare anche in terreni emersi, purché vicini a corsi d’acqua in modo tale da avere un elevato grado di umidità che consenta lo sviluppo di questo genere di arbusti.
È bene controllare che la zona in cui vengono coltivate queste piante presenti un terreno in grado di mantenere una buona umidità, altrimenti lo sviluppo di questi arbusti sarà piuttosto limitato.
Per quanto riguarda le annaffiature, come è facile immaginare, essendo una varietà acquatica, questo genere di pianta ha bisogno di una costante fornitura d’acqua, sempre che non si trovi già all’interno di uno stagno o di un terreno sommerso. Se viene coltivata in contenitore è necessario controllare che l’umidità rimanga sempre piuttosto elevata, con l’accortezza di sostituire l’acqua stagnante presente nel contenitore con una frequenza regolare, ogni 15/ 20 giorni.
La moltiplicazione del Gramignone maggiore, per ottenere nuovi esemplari avviene, di solito, per divisione; è possibile prelevare porzioni dei cespi, oppure i germogli basali che si sviluppano normalmente ai piedi della pianta. Data l’elevata diffusione e la facilità di propagazione di questo genere di pianta, risulta molto facile ottenere nuove piantine.

Usi e Tradizioni –
La Glyceria maxima, o Gramignone Maggiore, ma meglio conosciuta come gramigna di palude è una pianta graminacea palustre che forma fitti ciuffi di colore verde brillante adatta alle rive dei laghetti e alla fitodepurazione.
Per questo motivo può essere inserita, con le dovute valutazioni, all’interno di impianti di fitodepurazione, con una funzione molto importante di depurazione sia fisica che biochimica.
È importante accertarsi preliminarmente che le caratteristiche di umidità, pedologiche e climatiche corrispondano alle esigenze di questa pianta.
La Glyceria maxima viene utilizzata anche per prati ornamentali, li dove le condizioni pedoclimatiche siano ottimali.

Modalità di Preparazione –
Oltre agli utilizzi ornamentali e come pianta di fitodepurazioni non si conoscono utilizzi rilevanti per la Glyceria maxima.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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