Lepiota subincarnata

Lepiota subincarnata

La Lepiota subincarnata (Lepiota subincarnata J.E. Lange 1940) è un fungo potenzialmente letale appartenente alla famiglia delle Agaricaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Agaricomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Agaricaceae e quindi al Genere Lepiota ed alla Specie L. sub incarnata.
Sono sinonimi i termini:
– Lepiota josserandii Bon & Boiffard (1975);
– Lepiota josserandii var. Rosabrunnea Raithelh. (1988);
– Leucoagaricus josserandii (Bon & Boiffard) Raithelh. (1989);
– Leucoagaricus rosabrunneus (Raithelh.) Raithelh. (1989);
– Lepiota subincarnata var. josserandii (Bon & Boiffard) Gminder (1999).

Etimologia –
Il termine Lepiota proviene dal greco λεπίϛ λεπίδοϛ lepís lepídos squama e da οὖς, ωτόϛ oús, otós orecchio (cappello): fungo col cappello squamoso.
L’epiteto specifico subincarnata viene dal prefisso sub- quasi, simile a, meno di, e da incarnatus (vedi): di colore volgente al carnicino oppure simile alla specie congenere avente incarnatus, a, um.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Lepiota subincarnata è un fungo noto per contenere amatossine e il consumo di questo fungo può essere potenzialmente letale. Si trova in Asia, Europa e Nord America.
L’habitat di questo fungo è quello dei parchi, giardini, luoghi erbosi come aiuole e siepi, sotto conifere e latifoglie, dove si può trovare nel periodo estivo- tardo autunnale.

Riconoscimento –
La Lepiota subincarnata si riconosce per un cappello espanso fino a 40-60 mm, molto fragile, convesso, presto disteso, con piccolo umbone ottuso, superficie dissociata in squamette su fondo biancastro, più addensate al centro, margine sinuoso a volte inciso.
Le lamelle sono libere, poco fitte, biancastre poi con toni rosati a maturità.
Il gambo è alto 40-60 x 3-5 mm, slanciato o tozzo, cedevole, subconcolore al cappello sotto la zona anulare, rivestito di fioccosità chiare o squamule rosacee.
Il gambo è decorato da squamule concolori al cappello, bianco con sfumatura appena rosate all’apice, concolore al cappello nella parte restante, bruno in vecchiaia; odore leggero, fruttato.
La carne è di colore biancastro, rosata nel gambo, odore fruttato e dolciastro che ricorda quello della pasta di mandorle, sapore fungino. Sporata bianca.
Colorazioni pileiche ocra-rosa, queste ultime tinte più evidenti nei funghi giovani; la cuticola si lacera in scaglie appressate al centro che si diradano verso il margine, fondo biancastro.

Coltivazione –
La Lepiota subincarnata, per la sua tossicità, non è un fungo coltivato.

Usi e Tradizioni –
Questa specie descritta per la prima volta scientificamente dal micologo danese Jakob Emanuel Lange nel 1940, Successivamente Bon e Boiffard descrissero Lepiota josserandii nel 1974, che si rivelò essere la stessa specie.
Si tratta di un fungo tossico con sindrome falloidea.
L’avvelenamento dovuto a questa sindrome si verifica con una latenza che va dalle 7 alle 24-30 ore (quando non ingerita in commistione con altre specie).
I principali sintomi sono:
– I° fase, disturbi gastrointestinali (nausea, vomito alimentare poi biliare, diarrea coleriforme), disidratazione con conseguente ipotensione, sete intensa, dolori addominali;
– II° fase, apparente miglioramento;
– III° fase, insufficienza epatica acuta e comparsa di ittero, coagulopatia, talvolta grave disidratazione con insufficienza renale funzionale, sopore, coma e possibile decesso. In ogni caso, in conseguenza dell’insufficienza epatica acuta, il fegato potrà essere irreversibilmente compromesso, fino a necessitare di trapianto.

Modalità di Preparazione –
La Lepiota subincarnata per la sua tossicità è un fungo, ovviamente, da non raccogliere e quindi non destinabile ad alcuna preparazione.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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