Prodotto Ecosistemico Lordo

Prodotto Ecosistemico Lordo

Che il PIL (Prodotto Interno Lordo) fosse un parametro oramai inadeguato per misurare i valori di ricchezza di un Paese era noto da tempo. L’accelerazione legata poi alle emergenza sociali ed ambientali (ed ultimo, in ordine di tempo, il COVID – 19), se mai ce ne fosse stato bisogno, ci ha fatto ancor più comprendere quanto l’uso di certi parametri e di una finanza disancorata dalla Natura appartengano ad un’epoca, purtroppo ancora presente, non più proponibile e, ci auguriamo, ricordo da cancellare.
Fa ingresso così, dopo anni di ricerche, di proposte di modelli innovativi, un nuovo sistema per contabilizzare la Natura nelle Economie: il Prodotto Ecosistemico Lordo.
Secondo il recente studio “Using gross ecosystem product (GEP) to value nature in decision making”, pubblicato su Proceedings of National Academy of Sciences da un team di ricercatori del Natural Capital Project, il modo in cui misuriamo la salute economica è imperfetto e fuorviante.
Questo perché quando si parla di valutazione economica di un Paese, ci si riferisce quasi sempre al PIL, calcolato in base ai beni e servizi prodotti e comprati in una economia. Ma il PIL non tiene conto di molti dei benefici che le persone e le economie ricevono dalla natura, come l’acqua pulita e la sicurezza climatica.
Così un team di ricercatori cinesi, statunitensi e britannici hanno sviluppato un nuovo strumento per misurare il valore dei contributi della natura all’attività economica.
Lo studio mostra come il Prodotto Ecosistemico Lordo (Gross Ecosystem Product – GEP) tiene traccia dei contributi vitali che vanno dalla natura alla società, informa per quanto riguarda gli investimenti nella loro protezione e aiuta a valutare le prestazioni dei leader e delle politiche. Per poter calcolare e contabilizzare il flusso dei benefici che la natura fornisce alle persone e realizzare l’equazione alla base del GEP, i ricercatori hanno utilizzato InVEST, che è un software di mappatura e modellazione open source del Natural Capital Project. Il GEP viene calcolato in modo parallelo al PIL, tenendo conto e aggregando tutti i contributi della natura alle persone in un’unica metrica monetaria. Questi contributi forniscono un nuovo obiettivo con cui valutare reddito e prestazioni.
Tale modello va a bilanciare quell’errore di valutazione che il PIL porta ogni anno nei nostri sistemi economici. Infatti, secondo Stephen Polasky, del Department of Applied Economics dell’università del Minnesota, negli ultimi 50 anni, il PIL globale è aumentato del 370% ma, contestualmente, si è assistito ad un progressivo degrado del capitale naturale che è alla base del benessere umano.
Il varo delle procedure per attivare il GEP è stato azionato dall’Accademia Cinese delle Scienze con una incredibile mole di dati ambientali, necessari per eseguire i calcoli.
La ricerca è stata guidata dal direttore del Centro di ricerca per le scienze ecologiche dell’Accademia e principale autore dello studio, Prof. Zhiyun Ouyang, mentre il team del Natural Capital Project ha utilizzato come banco di prova, per la nuova misura di benessere socio-economico, la provincia cinese del Qinghai, conosciuta come la “torre d’acqua dell’Asia” in quanto, nel suo territorio ospita le sorgenti dei fiumi Mekong, Yangtze e Giallo, che forniscono acqua a gran parte della Cina e ad altri Paesi del sud-est asiatico.
Il motivo di questa scelta è stata legata alla questione che il Qinghai è una provincia ricca di capitale naturale, ma il suo PIL non riflette quel valore.

Utilizzando questa nuova metrica, invece, il valore assume un altro significato in quanto, ad esempio, per l’approvvigionamento idrico, che il Qinghai attualmente esporta in altre province, non riceve credito nel calcolo del PIL.
Infatti le persone a valle che beneficiano dell’approvvigionamento idrico del Qinghai vivono nelle province cinesi con il PIL più alto e nelle aree urbane, spesso invece più povere secondo il GEP. Così utilizzando GEP, i leader cinesi stanno integrando i programmi di “eco-compensazione” che consentono che gli utenti della risorsa idrica a valle paghino per la protezione delle sorgenti d’acqua a monte.
L’obiettivo, secondo i ricercatori, è quello che questi tipi di programmi possono aiutare ad alleviare la povertà mantenendo i benefici dell’ecosistema fluidi.
In poche parole questo nuovo scenario consentirà ai Governi che utilizzeranno il GEP, per valutare il successo economico, di correggere le politiche economiche. Così l’attuale sistema che premia un’economia in crescita a spese dell’ambiente cambierà. In questo modo si equilibreranno le politiche con una finanza che preserverà la natura e non tenterà più di sfruttarla.
Ovviamente per passare da questo nuovo modo di concepire alla valutazione del Benessere alla Politica c’è molta strada da fare.
Infatti secondo Mary Ruckelshaus, amministratore delegato del Natural Capital Project, il GEP da solo è pura metrica, un numero; ma se usato per informare e guidare le politiche, può essere un nuovo potente strumento per cambiare il modo in cui comprendiamo e valorizziamo la natura a livello globale. Se i governi vengono ritenuti responsabili del reporting del GEP, questo può incentivarli a prendere decisioni che proteggono le risorse naturali dalle quali tutti dipendiamo.
Il concetto del GEP non è ovviamente nuovo, anche in Italia, come in altri Paesi, si tenta da alcuni anni di implementare una Contabilità Ambientale, a dire il vero con scarso successo.
Il GEP consentirà così ai Governi di confrontare più facilmente le opzioni e valutare i compromessi tra le diverse decisioni da prendere per la conservazione. L’obiettivo finale è quello di vedere i successi della sua attuazione in Cina applicati a livello globale, in modo che le economie di tutto il mondo traccino e garantiscano i valori della natura per la società.
È verosimile che tra cinque o dieci anni, potremmo essere in grado di misurare il GEP su scala globale, da una singola città a tutto il mondo. Non c’è dubbio che la natura abbia un valore, ma per proteggerla, bisogna essere in grado di misurarla.
Inoltre la sostituzione del prodotto interno lordo (PIL) con il prodotto ecosistemico lordo (GEP) consentirebbe ai Governi di confrontare più facilmente le opzioni e valutare i compromessi tra le diverse posizioni da assumere per la conservazione.
A corollario di questa buona notizia ci sembra doveroso dare merito a chi nel 1968 aveva intuito tutto ciò; ci riferiamo ovviamente al profetico discorso pronunciato da Robert Kennedy, quando il 18 marzo, presso l’Università del Kansas, tenne un durissimo discorso di critica all’uso del parametro PIL per misurare la ricchezza di un Paese: “… il Pil mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende il fucile di Whitman e il coltello di Speck, ed i programmi televisivi che esaltano la violenza al fine di vendere giocattoli ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Comprende le auto blindate della polizia per fronteggiare le rivolte urbane. Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori famigliari o l’intelligenza del nostro dibattere. Il Pil non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la devozione al nostro Paese. Misura tutto, in poche parole, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.”
Tre mesi dopo Robert Kennedy veniva ucciso durante la sua campagna elettorale che lo avrebbe portato, probabilmente, a divenire Presidente degli Stati Uniti e, quindi, ad essere un potenziale nemico di quei antichi fautori di una economia che non porta benessere né sociale né naturale ma solo grandi ricchezze e nelle mani di pochi.

Guido Bissanti

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