Dragoncello

Dragoncello

Il dragoncello o estragone (Artemisia dracunculus, L.) è una specie erbacea perenne, utilizzata come spezia per le sue proprietà aromatiche e speziate.

Origini e Storia –
Il dragoncello è una pianta aromatica apprezzata per il forte aroma simile all’anice e il sapore speziato, un po’ acre.
Esistono due varietà principali di dragoncello, il quello francese dalle proprietà aromatiche più marcate e quello russo, meno profumato.
Fu soprannominato dragunculus (piccolo drago) forse perché a qualcuno parve di vedere nella forma del suo cespuglio qualcosa del mitico animale. Altri suppongono che il nome derivi dal fatto che nell’antichità si riteneva che la pianta avesse il potere di guarire le persone dai morsi degli animali velenosi. Alcuni sostengono che il nome dragoncello possa anche derivare dalla forma delle sue radici. Queste infatti ricordano in qualche modo un groviglio di code di drago o, addirittura, le fiamme sprigionati dagli stessi.
Il dragoncello è originario dell’Europa Orientale, può raggiungere il metro d’altezza ed ha un sapore amarognolo e pungente. Nella nostra penisola cresce in modo spontaneo in luoghi soleggiati caratterizzati da terreni fertili.
Non si tratta solamente di una spezia ma anche di un potente medicinale. In Francia, grazie alle sue proprietà terapeutiche, viene addirittura chiamato il re delle erbe.
Per la sua proprietà di ristabilire il flusso mestruale, questa pianta si vuole sia stata chiamata più genericamente anche “artemisia” in onore di Diana Artemide.
Il dragoncello, originario della Russia meridionale e della Siberia, venne conosciuto ed apprezzato dagli Arabi che contribuirono a portarlo nell’area del Mediterraneo.
Diverse le tesi sulla sua diffusione in Italia: secondo una di queste il dragoncello arrivò in seguito alle crociate, l’altra, sostenuta dai senesi, dice che il dragoncello giunse in Toscana nel 774 al seguito di Carlo Magno, dove fu piantato e coltivato nell’orto dell’Abbazia di S.Antimo.
Comunque sia, grazie alle sue proprietà terapeutiche antifermentative intestinali e digestive, con il termine di “drago, draco, draconzio” risulta già ben presente nei testi medioevali di medicina. Sembra invece, che come ingrediente gastronomico sia stato citato per la prima volta solo verso il ‘500 dal Messisbugo.
Attualmente in Italia il dragoncello non è molto utilizzato, anche se fresco e tritato è ottimo nelle insalate e conferisce un gusto particolare all’olio e all’aceto in cui viene fatto macerare. Purtroppo sta scomparendo pure l’antica preparazione senese di una salsa di dragoncello, aglio e mollica imbevuta d’aceto, fatta per accompagnare manzo e pollo lessi.
In Francia, il dragoncello è invece un’erba molto apprezzata, al punto di essere compresa nelle omelette o associata a pollo, zuppe, burro aromatizzati, funghi e certi tipi di senape.
Secondo alcuni fitoterapeuti il dragoncello è ottimo per chi vuole limitare il sale nella dieta. Secondo gli esperti quest’erba può sostituire anche il pepe e l’aceto nelle insalate.

Descrizione –
Il dragoncello è una pianta erbacea con un fusto che forma dei cespugli che possono raggiungere l’altezza di circa un metro.
I fiori sono piccoli e di colore verde-giallastro, riuniti in infiorescenze a forma di pannocchia.
Le foglie sono sottili, lucenti e di colore verde scuro.
Il frutto è di colore scuro ed è grande 1-2 millimetri.
I semi sono generalmente sterili.

Principi attivi –
Il dragoncello contiene sostanze in grado di apportare alcuni benefici alla salute del nostro organismo, per la presenza, tra le altre, di vitamine e sali minerali in esso contenuti.
Per 100 grammi di dragoncello essiccato si hanno mediamente:
– Acqua g 7,74;
– Proteine g 22,77;
– Carboidrati g 50,22;
– Fibre g 7,4;
– Grassi g 7,24;
– Ceneri g 12,03;
– Omega 3 mg 2955;
– Omega 6 mg 742;
– Calcio mg 1139;
– Rame mg 0,677;
– Ferro mg 32,30;
– Magnesio mg 347;
– Manganese mg 7,96;
– Fosforo mg 313;
– Potassio mg 3020;
– Selenio mcg 4,4;
– Sodio mg 62;
– Zinco mg 3,90;
– Vitamina A IU 4200;
– Vitamina A, RAE mcg 210;
– B1 mg 0,251;
– B2 mg 1,3;
– B3 mg 8,950;
– B6 mg 2,410;
– Vitamina C mg 50;
– Folati mcg 274.
La spezia contiene anche 81 mg/100 g di fitosteroli. Questi composti, secondo la ricerca scientifica, hanno un ruolo attivo nella riduzione del colesterolo cattivo.
Inoltre 100 grammi di dragoncello hanno un apporto cdi 295 kcal.

Proprietà ed Usi –
Il dragoncello o estragone è un’erba aromatica, amara, speziata, appartenente alla famiglia delle Asteracee, conosciuto anche come “dragone”, “tarfone”, “tragone”, “serpentaria”.
Questa pianta è coltivata nell’Europa occidentale per i suoi usi gastronomici. Foglie e fiori vengono raccolti nei mesi più caldi. È molto utilizzata nella cucina toscana e in quella francese per insaporire pesce, uova ed altre pietanze. È uno dei componenti principali della salsa bernese che si usa per insaporire la carne alla griglia.
Il dragoncello è una pianta con proprietà terapeutiche già note dall’antichità, i suoi benefici sono particolarmente utili alla salute dell’apparato digerente, ha inoltre un effetto analgesico.
In aromaterapia l’olio essenziale di dragoncello viene utilizzato per risolvere i problemi di insonnia e nervosismo. Tali proprietà si devono alla presenza di eugenolo e limonene.
Tra i vari utilizzi curativi ricordiamo:
– Digestivo e Carminativo; viene utilizzato come blando sedativo per curare il mal di stomaco, per aiutare il processo digestivo e per eliminare i gas intestinali. Queste proprietà sono da ricondursi alla presenza di monoterpeni e flavonoidi che stimolano la produzione di succhi gastrici. Gli oli presenti nell’erba, grazie all’azione dei carotenoidi, favoriscono il processo digestivo. Secondo gli studi la spezia può essere d’aiuto in tutte le fasi del processo digestivo. Dalla secrezione della salive alla produzione dei succhi gastrici fino al movimento peristaltico nell’intestino. La maggior parte di questi benefici è dovuta alla presenza di carotenoidi. Uno studio irlandese ha esaminato gli effetti sulla digestione delle erbe che contengono carotenoidi. I risultati hanno confermato che queste erbe favoriscono all’assunzione di carotenoidi bioaccessibili. Questa proprietà migliora la salute dell’apparato digerente.
– Ulcera e Gastrite; ha un buon contenuto di nerolo, un costituente efficace nel trattamento della gastrite. Il composto è in grado di contrastare il batterio dell’H. pylori ed ha proprietà anti ulcera.
– Mal di Denti; nella tradizione popolare le sue foglie fresche sono state utilizzate come rimedio casalingo per trattare il mal di denti. L’effetto antidolorifico è dovuto agli alti livelli di eugenolo, un composto anestetico presente nella pianta. Anche il contenuto di cumarine questa erba ha proprietà analgesiche. Le sue radici applicate sui denti doloranti sono in grado di lenire il dolore.
– Stimola l’Appetito; l’infuso viene anche utilizzato per stimolare l’appetito e, nelle donne, per favorire il flusso mestruale. L’infuso si prepara facendo bollire per poco tempo un cucchiaio di foglie secche di dragoncello nell’equivalente di una tazza d’acqua.
– Depurativo; la tisana di dragoncello viene invece consigliata per combattere i parassiti dell’intestino. Ha inoltre proprietà depurative nei confronti di fegato e reni.
– Antibatterico; vi sono studi scientifici che dimostrano come il suo olio essenziale sia in grado di inibire la crescita batterica negli alimenti e di disinfettare le ferite. Uno studio condotto in Iran ha dimostrato l’attività antibatterica della pianta nei confronti di due pericolosi batteri. Uno è lo Staphylococcus aureus è l’altro l’Escherichia coli. Lo studio non solo ha dimostrato che l’olio essenziale può uccidere i batteri ma è anche un eccellente conservante naturale. Uno studio americano ha invece dimostrato che il suo olio essenziale ha effetti positivi nel trattamento dell’eccessiva proliferazione batterica intestinale.
– Alito Cattivo; grazie alle sue capacità di eliminare i batteri, la pianta può essere utilizzata anche per arginare i problemi di alito cattivo.
– Fluidifica il Sangue; l’estragolo ha proprietà antiaggreganti, fluidifica il sangue e favorisce la circolazione. Gli studi hanno confermato che questa caratteristica della pianta risulta utile per il trattamento della trombosi e per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Non va assunta da chi prende farmaci anticoagulanti.
– Glicemia e Sensibilità all’Insulina; l’insulina è un ormone che aiuta a trasportare lo zucchero alle cellule in modo che possa venire utilizzato per produrre energia. L’alimentazione e l’infiammazione possono portare all’insulino resistenza, con conseguente aumento dei livelli di zucchero nel sangue. Uno studio su animali suggerisce che il dragoncello può migliorare la sensibilità all’insulina. I ricercatori hanno rilevato che l’assunzione di questa spezia può ridurre i livelli di zucchero nel sangue del 20 %. Un altro studio del 2016 condotto su 24 persone ha rilevato gli effetti benefici della spezia sui livelli di zucchero nel sangue.
– Infiammazione; le citochine sono proteine che possono avere un ruolo attivo negli stati infiammatori. Uno studio sui topi ha evidenziato una significativa riduzione delle citochine dopo il consumo di estratto di dragoncello per 21 giorni.
Tra le controindicazionisi ricorda che a dosi normali il dragoncello non presenta particolari controindicazioni. In alcune persone particolarmente sensibili all’estragolo può provocare irritazioni della pelle. È inoltre sconsigliato alle donne in gravidanza a causa della presenza di tujone che può avere effetti abortivi.

Preparazioni –
Grazie alle proprietà aromatiche del dragoncello, questa pianta viene utilizzata in cucina per la preparazione di piatti a base di carne, pesce, formaggio e verdure. Il suo ampio utilizzo è dovuto alla sua capacità di esaltare il sapore della maggior parte degli alimenti. A tal proposito è bene sottolineare il fatto che l’aroma del dragoncello viene esaltato dal calore della cottura.
Il dragoncello fresco ha un sapore dolce ed un aroma intenso simile a quello dell’anice e della liquirizia.
Tra i suoi utilizzi pratici basta masticare le foglie fresche per produrre un effetto anestetico sulle papille gustative. Tale effetto può agevolare l’assunzione di sciroppi o medicine dal gusto sgradevole.
Solitamente le foglie si usano tramite un infuso. Le radici danno sollievo al mal di gola e l’infuso di foglie stimola l’appetito.
Per la preparazione della tisana occorrono 15 grammi di foglie secche e mezzo litro di acqua bollente. Le foglie vanno messe in infusione nell’acqua bollente per 15 minuti circa. In seguito si filtra il tutto e se ne bevono 2 tazze al giorno. Una appena svegli e l’altra prima di coricarsi per la notte.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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