Il Mondo delle Api

Il Mondo delle Api

La storia dell’Uomo, dell’agricoltura e delle Api è un torrente che da 10.000 anni scorre sereno ed indisturbato nell’alveo del reciproco rispetto.
In un’antichissima pittura rupestre si vede un uomo che, con il fuoco, scaccia le api da un alveare per impadronirsi dei favi colmi di miele.
Ben presto l’umanità comprese il valore delle Api, che non era solo quello di fornire il miele. Capì il grande ruolo di questi impollinatori.
Le tribù che in seguito divennero stanziali iniziarono a coltivare i campi, allevando il bestiame e le api. Con l’agricoltura nacque così l’apicoltura.
L’apicoltura dai tempi degli egizi ed antichi romani non ha significative evoluzioni fino al 1850.
Nel 1851 il reverendo americano Lorenzo Lorraine Langstroth scoprì lo “spazio d’ape” e perfezionò l’arnia a favi mobili per mezzo dei telaini.
Il rapporto di convivenza tra l’uomo e l’ape è andato avanti indisturbato fino al 1939, anno del primo utilizzo del, tristemente famoso, DDT.
Da allora è iniziata la guerra tra Uomo e Natura, dove a farne le spese sono oramai miliardi di esseri viventi e l’antica amata dall’Uomo: l’Ape.
La Api stanno drasticamente diminuendo, fenomeno osservato anche col CCD o Colony Collapse Disorder (sindrome dello spopolamento degli alveari).
Questa elevata mortalità, secondo i ricercatori, è imputabile ai pesticidi ed in particolar modo, ai neonicotinoidi.

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Le Api muoiono, i fiori non vengono impollinati, l’ecosistema collassa, il cibo diminuisce.
L’invenzione che doveva aumentare le produzioni e sfamare il Pianeta, cioè i biocidi, ci sta conducendo alla fine della Storia.
Adesso le Api, sono diminuite, più fragili, meno vitali e l’Umanità? Più povera, più sola e con meno speranza.
Adesso siamo ad un Bivio: o la strada che distrugge la Natura di cui siamo cellule o la Via della convivenza in cui diveniamo Persone.
Ma qualche multinazionale vorrebbe proiettarci in un futuro ancora più improbabile, con le api meccaniche, figlie di un dio minore.
La Natura non si può riprogrammare: ha un suo software, immenso, armonico, perfetto, unico.
L’Umanità è nelle mani di se stessa e, se non fosse chiaro quale può essere il suo destino ce lo ricordano le parole del grande Albert Einstein.
“Se le api scomparissero dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.”

Guido Bissanti




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