Parnassius apollo

Parnassius apollo

La farfalla apollo (Parnassius apollo Linnaeus, 1758) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Papilionidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Panorpoidea, Ordine Lepidoptera, Sottordine Glossata, Infraordine Heteroneura, Divisione Ditrysia, Superfamiglia Papilionoidea, Famiglia Papilionidae, Sottofamiglia Parnassiinae, Tribù Parnassiini e quindi al Genere Parnassius, al Sottogenere Parnassius ed alla Specie P. apollo.
Questa farfalla, anche a causa dell’isolamento dovuto all’ultima era glaciale, annovera numerose sottospecie; tra queste ricordiamo:
– Parnassius apollo alpherakyi Krulikowsky, 1906;
– Parnassius apollo apollo L.;
– Parnassius apollo atrides van der Poorten & Dils;
– Parnassius apollo bartholomaeus Stichel, 1899;
– Parnassius apollo democratus Kulikowsky, 1906;
– Parnassius apollo filabricus Sagarra, 1933;
– Parnassius apollo gadorensis Rougeot & Capdeville, 1969;
– Parnassius apollo geminus Schawerda, 1907;
– Parnassius apollo graecus Ziegler, 1901;
– Parnassius apollo hesebolus Nordmann, 1851;
– Parnassius apollo hispanicus Oberthür, 1909 Central (Spain);
– Parnassius apollo limicola Stichel, 1906;
– Parnassius apollo merzbacheri Fruhstorfer, 1906;
– Parnassius apollo nevadensis Oberthür, 1891 (Sierra Nevada);
– Parnassius apollo provincialis Kheil, 1905;
– Parnassius apollo pyrenaica Harcourt-Bath, 1896;
– Parnassius apollo rhodopensis Markowitsch, 1910 (Greece, Balkans);
– Parnassius apollo rhaeticus Fruhstorfer, 1906;
– Parnassius apollo rhea Poda, 1761;
– Parnassius apollo rubidus Fruhstorfer, 1906;
– Parnassius apollo sibiricus Nordmann, 1851;
– Parnassius apollo sicilae Oberthür, 1891;
– Parnassius apollo valesiacus Fruhstorfer, 1906;
– Parnassius apollo vinningensis Stichel, 1899.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La farfalla apollo è un lepidottero che occupa un areale alquanto discontinuo e che comprende le regioni in quota dell’Europa continentale tra cui: Spagna, Scandinavia, Europa centrale, nei Balcani fino alla Grecia settentrionale e nelle Alpi tra Italia e Francia.
In Italia è abbastanza comune sulle Alpi e più sporadica sugli Appennini, soprattutto nell’Appennino tosco-emiliano e in Umbria, ma in queste zone è comunque in grande declino. Si trova poi nella Sicilia settentrionale e nell’Aspromonte, mentre è presumibilmente scomparsa nella Sila.
È presente, inoltre, anche in alcune aree dell’Asia centrale (Sakha).
Questa specie richiede condizioni climatiche specifiche (inverno freddo, estate soleggiata), nonché spazi aperti (con una copertura di arbusti inferiore al 5%) e una grande superficie di prati (almeno il 50%). La presenza della pianta ospite per i bruchi è fondamentale.
Inoltre il suo habitat è caratterizzato da aree in quota dove predilige i prati e le vallate fiorite, ma anche pendii rocciosi. Come le altre specie del suo genere, è vulnerabile per l’isolamento successivo all’ultima era glaciale, ma nei luoghi dove presente risulta abbastanza comune. Farfalla tipica delle alte quote, è presente dai 400 ai 2500 metri, sebbene sia di gran lunga più presente al di sopra dei 1000 metri.

Morfologia –
La farfalla apollo ha un’apertura alare tra i 50 e gli 80 mm e si riconosce per la livrea bianca e con le ali punteggiate da piccole macchie nere nella zona anteriore e di due o più grandi macchie rosse, circolari e bordate di nero, mentre l’estremità delle ali anteriori spesso sono trasparenti, soprattutto nella femmina.
Rispetto alla Parnassius phoebus, con cui è alquanto simile, si distingue soprattutto per il bianco interno alle macchie rosse e per il colore di fondo bianchissimo con parecchie piccole macchie nere, ma in alcune variazioni queste particolarità sono presenti anche nel Febo, per cui per accertarsi è sempre meglio controllare il funicolo antennale che nella farfalla apollo è a strisce bianco-grigio chiarissimo e termina con una clava nera, mentre nel Febo le strisce e sono bianche e nere.
I bruchi di questa farfalla hanno una colorazione nero blu vellutato con piccole macchie arancioni.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Parnassius apollo è una farfalla che ha una sola generazione annua, potendola osservare da maggio a settembre, con variazioni a seconda della località e della temperatura.
Durante l’accoppiamento i maschi depositano sull’addome della femmina una secrezione gelatinosa che impedisce alla femmina di accoppiarsi una seconda volta.
Le femmine depongono le uova durante l’inverno e si schiudono in primavera l’anno successivo.
La deposizione avviene su tronchi, piante secche o su foglie di piante sempreverdi in prossimità delle piante di cui si nutrono i bruchi.
Questi si nutrono principalmente di piante del genere Sedum, più che altro Sedum album ma anche, più raramente, Sedum telephium, Sedum rosum, Sedum annuum, Sedum villosum, e poi Sempervivum tectorum e Rhodiola rosea.
Il bruco preferisce nutrirsi al sole e si impupa tra i sassi o il muschio.

Ruolo Ecologico –
Le farfalle apollo adulte si possono vedere volare, come detto, nel periodo tra maggio a settembre, periodo in cui si nutrono di nettare dei fiori.
I bruchi si nutrono di specie del genere Sedum, principalmente Sedum telephium, Sedum album, Sedum rupestre e Sedum ropsea ed anche Hylotelephium caucasicum ed altri.
La Parnassius apollo è una farfalla segnalata sulla lista rossa delle specie minacciate, nell’Appendice II della CITES ed è menzionata nell’allegato IV della Direttiva Habitat.
Le principali minacce a cui è sottoposta questa farfalla non sono perfettamente conosciute ma come per altre specie potrebbe essere legate alla frammentazione degli habitat e ad alcune forme di inquinamento.
In alcuni casi, in alcuni habitat, bisogna evitare la riforestazione e contrastare il collezionismo che ha generato una particolare caccia a questa farfalla.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *