Martes martes

Martes martes

La martora, conosciuta anche col nome di martora eurasiatica (Martes martes Linnaeus, 1758) è un mammifero appartenente alla famiglia dei Mustelidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Classe Mammalia, Superordine Laurasiatheria, Ordine Carnivora, Famiglia Mustelidae e quindi al Genere Martes ed alla Specie M. martes.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La martora è un mammifero carnivoro che vive nelle aree forestali della regione Paleartica occidentale: estende il proprio areale su tutta l’Europa dall’Irlanda e dalla Spagna settentrionale all’Italia meridionale, fino ai Balcani settentrionali, e al limite della vegetazione arborea in Scandinavia e Finlandia settentrionale; è diffusa inoltre dall’Asia Minore e dall’Iran alla Russia settentrionale e alla Siberia occidentale. È assente in Grecia ad eccezione dell’isola di Corfù, ma è presente in alcune isole del Mar Mediterraneo: Minorca, Maiorca, Corsica, Sardegna, Sicilia ed Elba.
In Italia è diffusa in aree di collina e montagna con una distribuzione frammentata. Tuttavia la sua distribuzione è in aumento, anche in zone di pianura, come dimostra il ritrovamento di un maschio investito a soli due chilometri dalla città di Crema avvenuto nell’agosto 2012. È stata avvistata anche a Porto Viro il 26 gennaio 2019. L’origine della martora in Italia e in Sicilia viene fatta risalire al tardo Pleistocene, mentre è incerta l’origine nell’Elba e in Sardegna. Si ritiene che in queste due isole l’introduzione della martora sia stata effettuata dall’uomo in epoca preistorica, ma non si hanno sufficienti informazioni in proposito.
Il suo habitat è preferenzialmente quello delle foreste d’alto fusto di grande estensione e con scarso sottobosco, siano esse di conifere, di latifoglie o miste, dalla pianura alla montagna, dove si spinge fino a 2.000 m s.l.m. È presente pure nelle zone a macchia molto fitta, mentre in genere è assente dalle aree prive di copertura arborea ed evita gli insediamenti umani e le aree circostanti, sebbene in circostanze particolari vi si possa avvicinare.
Infatti, in generale, preferisce però la vegetazione fitta, in grado di offrirle un’adeguata protezione e rifugge gli ambienti aperti; solo in periodi di ristrettezze alimentari si spinge fino alle fattorie per predare soprattutto i volatili domestici.
La presenza della specie in Sardegna e all’ Elba, dove abita ambienti di macchia mediterranea densa anche in assenza di alberi d’ alto fusto, conferma una certa plasticità ecologica.

Descrizione –
La martora è un mammifero con forma del corpo slanciata, arti relativamente corti e muso appuntito, tipica dei mustelidi.
Ha una lunghezza, tra testa e corpo, di 43-50 cm; la coda è lunga intorno a 22-25cm; l’altezza alla spalla è di 15 cm ed il peso oscilla mediamente tra 1 e 1,8 kg.
Il colore dominante della pelliccia che è caratterizzata da un pelo folto, morbido e lucente, è bruno acceso, mentre la gola e la parte anteriore del petto appaiono giallastri.

Biologia –
Martes martes è un mammifero il cui periodo riproduttivo cade in giugno-agosto.
Si riproduce una volta l’anno, con una gestazione che si protrae fino a 259-285 giorni a causa di un temporaneo arresto dello sviluppo dell’uovo fecondato. L’impianto nella mucosa uterina avviene solo dopo 220-240 giorni dall’accoppiamento, dopodiché lo sviluppo embrionale si svolge in maniera molto rapida (27-45 giorni).
I piccoli, tra 3 e 5, vengono messi alla luce nella primavera successiva, tra marzo e maggio, e vengono curati solo dalla madre rendendosi indipendenti al terzo mese.
L’allattamento dura circa 6-8 settimane e la vita media è intorno 10-12 anni.

Ruolo Ecologico –
La martora è un animale con abitudine notturne e di norma inizia la caccia al tramonto muovendosi sia a terra che sugli alberi.
Si tratta di un animale solitario e di abitudini notturne; di giorno si rifugia nella vegetazione, preferibilmente nella chioma degli alberi. Stabilisce di preferenza i propri rifugi sugli alberi che presentano cavità naturali o scavate da altri animali. Molto agile, è in grado di spostarsi rapidamente sulle chiome degli alberi compiendo anche lunghi salti.
La struttura sociale è basata sulla territorialità rigida sia dei maschi sia delle femmine. Oltre ad essere solitari, i maschi delimitano il loro territorio difendendolo dalle intrusioni di individui della stessa specie e dello stesso sesso. Il territorio di un maschio in genere coincide con quello di una o più femmine. I giovani dello stesso sesso sono tollerati fino a poco prima del raggiungimento della maturità sessuale e non oltre i 18 mesi.
La Martora, con la sua attività predatoria, si nutre di piccoli vertebrati, soprattutto uccelli, ma anche roditori e lagomorfi. Integra la dieta con invertebrati e frutta. La convinzione popolare che essa abitualmente, dopo aver assalito la preda, ne recida subito la carotide per berne il sangue, è errata.
A causa della rigida territorialità di questa specie, le principali minacce per la martora provengono dalla riduzione e dalla frammentazione degli habitat forestali per disboscamenti, incendi e per l’eccessiva penetrazione antropica. Non si hanno informazioni sufficienti sulla popolazione italiana, ma si ritiene che ci sia stato un calo proprio a causa della minore estensione del suo habitat naturale. Negli ultimi anni sono numerosi gli avvistamenti nel Molise, dove spesso restano vittime delle auto negli attraversamenti carrabili.
Anche se al momento non è ancora ritenuta specie a rischio a livello nazionale ed europeo, in Sardegna è classificata come specie rara.
Per un’ efficace protezione della specie è prioritaria la conservazione degli ambienti forestali maturi, anche attraverso una gestione mirata alla riconversione ad alto fusto di ampie superfici di bosco. La particolare biologia della specie, che presenta una territorialità molto rigida e conseguentemente densità particolarmente basse, rende indispensabile programmare ogni intervento di conservazione a scala di paesaggio. Inoltre la martora non è cacciabile in Italia (Legge 157/92), è inserita tra le specie protette dalla Convenzione di Berna (Allegato II) ed è elencata in appendice V della direttiva Habitat (92/43/CEE). È inclusa in aree protette ed è valutata Least Concern dallo European Mammal Assessment (Temple & Terry 2007).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guida dei mammiferi d’Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La grande enciclopedia degli animali. Gribaudo Editore.

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