Pyrus spinosa

Pyrus spinosa

Il pero mandorlino o perastro (Pyrus spinosa Forssk.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Rosales, Famiglia Rosaceae e quindi al Genere Pyrus ed alla Specie P. spinosa.
Sono sinonimi i termini:
– Crataegus amygdaliformis (Vill.) Chalon;
– Pyrus amygdaliformis Vill.;
– Pyrus amygdaliformis Vill. var. oblongifolia (Spach) Nyman;
– Pyrus angustifolia Decne. ;
– Pyrus communis L. subsp. amygdaliformis (Vill.) Braun-Blanq.;
– Pyrus communis L. var. amygdaliformis (Vill.) Fiori in Fiori & Paol.;
– Pyrus cuneifolia Guss.;
– Pyrus oblongifolia Spach;
– Pyrus parviflora Desf.;
– Pyrus pyrainus Raf.;
– Pyrus salviifolia DC. var. amygdaliformis (Vill.) Griseb.;
– Pyrus sinaica Thouin.

Etimologia –
Il termine Pyrus proviene dal greco πῦρ, πῠρός pyr, pyrós fuoco: per la forma conica dei frutti.
L’epiteto specifico spinosa viene da spina spina: spinoso, coperto di spine.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il pero mandorlino è una specie steno-mediterranea, diffusa dalla Spagna fino alla Turchia con particolare riferimento alle seguenti regioni: Catalogna, Provenza, Italia centro-meridionale, Istria, Dalmazia, Serbia meridionale, Peloponneso, Creta, Rodi, Bitinia e Tracia.
Vive dal Lauretum al Fagetum in forma sporadica, ma talora anche in macchie. Lo troviamo nelle garighe percorse dal fuoco, spesso unico alberello che riesce a resistere ai ripetuti passaggi del fuoco; lo troviamo ancora lungo le scarpate ferroviarie. Vegeta nelle macchie, nelle radure, lungo i sentieri. Il suo habitat è quello delle zone tra 0 e 1100 m s.l.m..
È presente nell’Italia meridionale e nelle isole. Nel versante tirrenico sale sino in Liguria.
Lo si trova frequentemente come arbusto alto sui 3 metri ma può raggiungere i 10 metri di altezza e i 4 metri di circonferenza come il monumentale pero di Pianetti a Gratteri nel parco delle Madonie.

Descrizione –
Pyrus spinosa è un arbusto o piccolo alberello, spinoso e assai ramoso che cresce tra 1 e 6 m di altezza e a lento accrescimento.
Il fusto è di colore bruno-grigio, lisco e macchiettato negli esemplari giovani, fessurato in placche negli alberi vetusti, rami giovani tomentosi.
Le foglie sono oblunghe-lanceolate, a margine intero, presenti su peduncoli di 1-2 cm. I fiori sono di colore bianco, con petali lunghi circa 1-2 cm, di forma ellittica lievemente bilobi.
Il periodo di fioritura è tra marzo e maggio.
I frutti sono globosi, di 3-4 cm, di colore bruno-giallognolo, duro e di sapore aspro.

Coltivazione –
Il pero mandorlino è una specie particolarmente resistente e longeva, tanto che viene usata spesso come portainnesto per i peri fruttiferi; anche per realizzare siepi divisorie nei coltivi; raramente anche come pianta ornamentale.
I frutti maturi nel periodo autunno – inverno, di sapore sgradevole, duri e assai aspri, per essere consumati necessitano di un lungo periodo di ammezzimento.
Il periodo di raccolta va da settembre a novembre.

Usi e Tradizioni –
Di questa pianta si utilizzano i frutti maturi; come le nespole e le sorbe, prima del consumo necessitano di un lungo periodo di ammezzimento. Usati anche cotti in vino e zucchero, per fare sciroppo, gelatina e marmellata.
Per le sue piccole dimensioni viene utilizzato anche come pianta ornamentale nei casi in cui ci sono piccoli spazi a disposizione o quando c’è necessità di avere altezze contenute.
Il suo legno, duro, può trovare impiego per lavori al tornio, ma per lo più è utilizzato come legna da ardere e in questo caso si rileva un buon combustibile.

Modalità di Preparazione –
Del pero mandolino vengono consumati i frutti ma, come avviene per le sorbe e le nespole, solo dopo un periodo di ammezzimento.
I frutti possono inoltre essere usati anche cotti in vino e zucchero, per fare sciroppo, gelatina e marmellata.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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