Artemisia genipi

Artemisia genipi

Il Genepì maschio o Genepì nero (Artemisia genipi Weber) è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Asteroideae, Tribù Anthemideae, Sottotribù Artemisiinae e quaindi al Genere Artemisia ed alla Specie A. genipi.

Etimologia –
Il termine Artemisia proviene da Ἄρτεμις Artemis Artemide, nome greco della dea Diana, genere già citato in Plinio; secondo alcuni autori, Artemisia II di Caria (Αρτεμισία Artemisía ?-350 a.C.), sorella e moglie di Mausolo, avrebbe dato il suo nome a questa pianta.
L’epiteto specifico genipi viene dal francese génépy, termine generico che gli abitanti delle regioni montane utilizzano per varie piante aromatiche delle Alpi.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Genepì maschio è una pianta che cresce in ambiente alpino, tra morene, spaccature nelle rocce e macereti, ad altitudini comprese tra 1500 e 3500 m s.l.m..
Seppure abbastanza rara, la si trova sulle Alpi, prevalentemente sulle Alpi occidentali.

Descrizione –
L’ Artemisia genipi è una pianta erbacea perenne, alta 5-15 cm, con consistenza bianco lanosa, che porta fusti semplici e rami striscianti, eretti o ascendenti.
Le foglie basali sono brevemente picciolate ed hanno una lamina spatolata, tripartita, con lacinie a loro volta triforcate.
I capolini sono quasi sessili e disposti in dense spighe più o meno allungate.
Ogni capolino è largo 5-8 mm, ovoide o globoso, è formato da 10-20 fiori color giallo oro.
L’antesi si ha nel periodo tra luglio ed agosto.

Coltivazione –
Il Genepì maschio è una pianta spontanea caratteristica delle regioni alpine dove cresce abbarbicata tra i massi in piccoli ciuffi ad altezze comprese, come detto, tra i 1500 e i 3500 metri.
Viene raccolta per l’ingrediente base nella preparazione del liquore aromatico Genepì.
Il Genepì maschio cresce in natura su terreni silicei-acidi in ghiaioni, morene, fessure nelle rocce ;lo troviamo in Italia in tutto l’arco alpino, Liguria esclusa.
Bisogna considerare che questa specie è divenuta rara per le raccolte sconsiderate di tutta la pianta, radice compresa. Trattandosi di una pianta a rischio di estinzione, endemica delle Alpi, è ovunque protetta ovunque. Per questo motivo se ne sconsiglia assolutamente la raccolta e se ne auspica la coltivazione, cosa che è piuttosto agevole.

Usi e Tradizioni –
L’ Artemisia genipi possiede molteplici proprietà farmaceutiche: a scopo medicinale si utilizzano le giovani piantine fiorite, raccolte all’inizio della fioritura e fatte essiccare in luogo ombroso e ventilato. Si può impiegare anche la radice raccogliendola in estate. Ha proprietà toniche, antispasmodiche e diaforetiche.
Ma l’ Artemisia genipi viene anche utilizzata in cucina; infatti le proprietà del genepì e delle varietà consimili sono sfruttate per i principi amari in esse contenuti che le rendono eccellenti per confezionare aperitivi e digestivi. Inoltre possono essere utilizzate per combattere le affezioni dell’apparato respiratorio
Gli abitanti delle aree montane utilizzano le molte specie di genepì macerandole nella grappa per ottenere un liquore stomachino che sembra abbia la capacità di guarire il mal di montagna. In generale questa pianta è molto utilizzata soprattutto per usi liquoristici.
Bisogna sapere, inoltre, che alcune artemisie contengono il tuione, un composto che in passato era associato ad una patologia specifica: l’absintismo. La moderna ricerca ha ridimensionato la tossicità del tuione, che, inoltre,è contenuto in piccole quantità nell’assenzio delle Alpi Occidentali, caratterizzato dalla presenza di un altro terpene, l’ocimene ossido. Molte artemisie contengono terpeni non volatili amari, come l’absintina, un composto in grado di essere percepito come amaro alla diluizione omeopatica di 1 mg in 30 litri di acqua. Anche se ridimensionato dal punto di vista tossicologico, il problema del tuione rimane dal punto di vista regolatorio, dato che la EU ha fissato un limite massimo per la sua presenza nei liquori preparati con artemisie (35 mg per litro).

Modalità di Preparazione –
A scopo medicinale si utilizzano la pianticella fiorita raccolta all’inizio della fioritura e fatta essiccare in luogo ombroso e ventilato. Si può impiegare anche la radice raccogliendola in estate.
Le proprietà del genepì e delle varietà consimili s’incentrano sui principi amari in esse contenuti che le rendono eccellenti per confezionare aperitivi e digestivi. Inoltre può essere utilizzato per combattere le affezioni dell’apparato respiratorio
I montanari utilizzano le molte specie di genepì macerandole nella grappa ottenendone un liquore stomachino che sembra abbia la capacità di guarire il mal di montagna.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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