Lutra lutra

Lutra lutra

La Lontra europea (Lutra lutra, Linnaeus 1758) è un mammifero appartenente alla famiglia dei Mustelidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Classe Mammalia, Ordine Carnivora, Famiglia Mustelidae, Sottofamiglia Lutrinae e quindi al Genere Lutra ed alla Specie L. lutra.
È sinonimo il termine:
– Lutra nippon Imaizumi & Yoshiyuki, 1989.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Lontra è un mammifero di medie dimensioni diffuso nell’area Euroasiatica, nell’Indomalesia, Palestina, Marocco e Algeria.
Nel continente europeo la sua attuale distribuzione è molto frammentaria e in diversi paesi (ad esempio Paesi Bassi, Liechtenstein, Svizzera) è ormai estinta mentre in altri (Italia, Francia, Belgio, Germania) è presente con popolazioni residue poco numerose e isolate. È in aumento in Svezia.
In Italia, dove la specie era originariamente diffusa in tutta la penisola, è presente oggi principalmente lungo i corsi d’acqua di Basilicata, Campania, Calabria, Puglia (fiumi Picentino, Calore lucano, Sele, Tanagro, Calore irpino, Ofanto, Alento, Mingardo, Bussento, Bradano, Basento, Cavone, Agri, Sinni, Noce, Lao e fiumara di Atella). È presente anche in Abruzzo e in Molise (bacino del Sangro e alto bacino del Volturno) e in alcune aree di risorgiva del Friuli-Venezia Giulia, nonché forse in stazioni isolate di altre regioni (Lazio, Toscana, Liguria, Emilia Romagna) dove un tempo era sicuramente presente.
Il suo habitat ideale è quello degli ambienti acquatici di pianura e di montagna, come laghi, stagni, torrenti, fiumi, lagune, delle aree europee ed asiatiche, fino a 1500 m s.l.m..

Descrizione –
La Lutra lutra è un mammifero che può raggiungere anche i 120 cm, compresa la lunga coda ed ha un colore del mantello bruno scuro dorsalmente e più chiaro nella zona ventrale.
La lunghezza testa-corpo è di 60-65 cm, coda di 35-55 cm, altezza alla spalla 30 cm, per un peso di 6-15 kg.
Presenta una testa appiattita, con orecchie molto piccole e arrotondate, collo breve e poco distinguibile; il corpo è lungo con zampe provviste di membrane interdigitali per nuotare anche sottacqua.
Il muso è tozzo e coperto di baffi robusti. Le orecchie sono molto piccole.
Gli occhi sono provvisti di un particolare meccanismo di accomodamento del cristallino che le permette di vedere bene anche in immersione.

Biologia –
La Lontra ha un periodo riproduttivo con due probabili periodi di calore: uno tra dicembre e marzo e l’altro tra giugno e luglio.
La gestazione si protrae per un periodo di 9-10 mesi. La femmina partorisce 2-4 cuccioli che rimangono ciechi fino a 28-35 giorni.
I piccoli divengono autosufficienti verso i 6-9 mesi e lo sviluppo si completa verso i 2 anni.
Gli individui diventano sessualmente attivi poco prima dei tre anni di età. Gli esemplari adulti vivono isolati o in piccoli gruppi familiari, tuttavia le femmine tengono presso di sé la prole per molto tempo.
Questo mammifero ha una durata della vita media che oscilla tra 13 e 15 anni.
Per quanto riguarda i rifugi dove vive e porta a termine la gestazione, questo animale, per costruirsi la tana approfitta quasi sempre delle buche che le acque dei fiumi lasciano sulle rive; raramente utilizza le cavità naturali tra le radici di vecchi alberi o le tane abbandonate da tassi o volpi perché sono state già abitate in precedenza.
La sua tana presenta un entrata subacquea ed almeno di una sfiatatoio sulla terra ferma.

Ruolo Ecologico –
La lontra è un mammifero che si adatta a vivere solo in zone non antropizzate ed è molto sensibile all’inquinamento.
È un’ottima pescatrice che è entrata in competizione con l’essere umano per cui negli ultimi 2-3 secoli la convivenza non è stata per nulla facile.
Inoltre questo animale è stato molto cacciato durante il XX secolo anche per la sua pelliccia, usata per l’abbigliamento femminile.
È prevalentemente notturna, caccia da sola o in piccoli gruppi. In acqua usa la coda come propulsore la coda e come timone, soprattutto in profondità gli arti.
La lontra ama molto giocare, rotolandosi sulle rive fangose e prendendo sassi che getta in acqua per poi ripescarli.
Il territorio di caccia di questo mustelide è alquanto ampio, variando tra 5 e 15 km e viene marcato lungo le rive dei fiumi o laghi.
Durante la caccia afferra la preda in superficie se si tratta di uccelli oppure in profondità se si tratta di pesci. Segno inconfondibile della sua presenza sono le numerose lische di pesce lasciate lungo le rive.
È un’ottima nuotatrice e la sua dieta consiste quasi esclusivamente in pesce. Si nutre in particolare anche di gamberetti e altri invertebrati e non disdegna nemmeno gli uccelli acquatici. Sulla terra preda arvicole, conigli e altri piccoli mammiferi.
In Italia, un tempo, la lontra era diffusa in tutta la penisola, ma attualmente la popolazione risulta confinata in due nuclei lungo i corsi d’acqua che si estendono tra Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.
Recenti ritrovamenti indicano comunque un progressivo ritorno nei fiumi trentini e friulani dai bacini limitrofi di Austria e Slovenia.
Le principali minacce per la specie sono l’inquinamento delle acque da composti polifenolici, il depauperamento della fauna (biomassa) ittica, la cementificazione degli argini, le collisioni con gli autoveicoli e le uccisioni illegali dovute anche al conflitto con la pesca e l’allevamento ittico (C. Prigioni & L. Boitani in Boitani et al. 2003, Loy et al., 2010). Le recenti estinzioni di alcune popolazioni isolate (delta del Po negli anni 1970, più recentemente il nucleo del Farma-Merse) potrebbero essere state causate da fattori demografici e stocastici.
La Lutra lutra è elencata nell’appendice II della Convenzione di Berna (1979) e in appendice II, IV della direttiva Habitat (92/43/CEE). Inclusa nell’appendice I della CITES e indicata come Quasi Minacciata (NT) dalla Red List of Threatened Species della IUCN (Temple & Terry 2007). Legalmente protetta in Italia dal 1977, tuttavia buona parte del territorio che occupa non gode di nessuna forma di tutela (C. Prigioni & L. Boitani in Boitani et al. 2003).
Per assicurare una concreta protezione delle residue popolazioni occorre mantenere e migliorare la qualità dell’ ambiente attraverso la conservazione della vegetazione riparia o il suo ripristino, il controllo delle opere di arginatura artificiale dei tratti fluviali, la regolamentazione dell’ attività estrattiva di inerti dal greto e dalle rive dei fiumi, il controllo dell’ inquinamento industriale delle acque, il ripristino qualitativo e quantitativo dei popolamenti ittici per mantenere una soddisfacente disponibilità alimentare per la specie, la tutela delle vie di dispersione degli individui tra bacini idrografici (M. Spagnesi in Spagnesi & Toso 1999, Carranza et al. 2011).
Nel 2006 la popolazione di lontre in Italia fu stimata fra 220 e 660 esemplari, presenti in diversi nuclei su Alpi, Appennini e alcuni grandi fiumi di pianura. La popolazione è considerata in incremento numerico e in espansione geografica.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guida dei mammiferi d’Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La grande enciclopedia degli animali. Gribaudo Editore.

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