Artemisia stelleriana

Artemisia stelleriana

L’Artemisia canuta o Artemisia polverosa (Artemisia stelleriana Besser.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Asteroideae, Tribù Anthemideae, Sottotribù Artemisiinae e quindi al Genere Artemisia ed alla Specie A. stelleriana.
Sono sinonimi i termini:
– Artemisia chinensis Pursh;
– Artemisia stelleriana var. sachalinensis Nakai;
– Artemisia stelleriana var. vesiculosa Franch. & Sav..

Etimologia –
Il termine Artemisia proviene da Ἄρτεμις Artemis Artemide, nome greco della dea Diana, genere già citato in Plinio; secondo alcuni autori, Artemisia II di Caria (Αρτεμισία Artemisía ?-350 a.C.), sorella e moglie di Mausolo, avrebbe dato il suo nome a questa pianta.
L’epiteto specifico stelleriana è in onore di Georg Wilhelm Steller (1709-1746), esploratore e naturalista tedesco che che partecipò alla seconda spedizione di V. Bering in Siberia, Kamchatka e Alaska.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Artemisia stelleriana è una pianta originaria della Cina (isola di Heixiazi nella provincia di Heilongjiang) e presente in Giappone, Corea, Estremo Oriente russo (Sakhalin, Isole Curili, Yakutia, Penisola di Kamchatka) e Isole Aleutine negli Stati Uniti.
La specie è ampiamente coltivata come ornamentale e naturalizzata in vari luoghi nel Nord America, principalmente su dune costiere e altre località sabbiose, nonché in Scandinavia.

Descrizione –
L’artemisia stelleriana è una specie erbacea perenne con portamento prostrato simile alle altre artemisie, che raggiunge un’altezza massima di 20 cm – 25 cm e che si riconosce per le foglie di colore da verde chiaro a bianche, che sono coperte su entrambe le superfici con tricomi spessi, conferendogli un aspetto argento o biancastro.
I fiori sono di colore giallo e crescono in grappoli alti.
L’antesi è tra luglio e fine agosto.

Coltivazione –
L’Artemisia canuta è una pianta che cresce con vigore nei climi secchi e caldi.
È una pianta che viene coltivata soprattutto per scopi ornamentali e può riprodursi sia da seme, con semina primaverile o per talea.
Predilige suoli ben drenati, sciolti, possibilmente calcarei e concimati con sostanza organica all’inizio della primavera.
Se vive in piena terra bisogna bagnare saltuariamente nei mesi vegetativi, all’incirca da aprile a ottobre. Se piantata in vaso, bagnare regolarmente da marzo a ottobre.
La potatura consiste nell’eliminare con regolarità i fiori appassiti se non si vogliono produrre i semi. In particolare alla fine della fioritura ripulire dalle parti secche, lasciando le foglie basali.
È una pianta che sopravvive tra -10 e 40 °C.
Di questa specie sono state selezionate diverse cultivar che si differenziano sia per il colore delle foglie che per il portamento pianta.

Usi e Tradizioni –
L’ Artemisia stelleriana è una pianta con proprietà ed utilizzi simili ad altre artemisie per la presenza di oli essenziali ma che viene coltivata prevalentemente per uso ornamentale.
Ci sono poche notizie sui suoi utilizzi per scopi terapeutici nelle tradizioni mediche dei Paesi di origine.
Di questa specie sono state selezionate diverse cultivar tra cui si ricordano:
– Boughton Silver che è probabilmente la cultivar più conosciuta.
– Valerie Finnis, selezionata nel Regno Unito.
– Nana, che è una forma più eretta (30 cm), ma lassosa con foglie argentate meno profonde, anche questa coltivata nel Regno Unito.
– Elsworth, che è una forma più alta (45 cm) con foglie d’argento più profondamente tagliate.
– Shemya, selezione più corta (30 cm) con foglie verde argento.

Modalità di Preparazione –
Di questa pianta, pur con le sue similitudini con le altre artemisie, si usano le foglie per scopi terapeutici o per usi nella liquoreria. Ma, ripetiamo, molto frammentarie sono le indicazioni in tal senso.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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