Empoasca decipiens

Empoasca decipiens

La Cicalina verdastra (Empoasca decipiens Paoli, 1930) è un piccolo insetto appartenente alla famiglia dei Cicadellidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Auchenorrhyncha, Infraordine Cicadomorpha, Superfamiglia Membracoidea, Famiglia Cicadellidae, Sottofamiglia Typhlocybinae e quindi al Genere Empoasca ed alla Specie E. decipiens.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Cicalina verdastra è un insetto presente in gran parte del territorio europeo, nell’ecozona paleartica orientale, nel Nord Africa, nel Vicino Oriente e nell’ecozona afro-tropicale.
In Italia è diffuso su tutto il territorio e può essere ritrovata nei diversi stadi di sviluppo su numerose piante ospiti, coltivate e non: barbabietola, melanzana, patata, peperone, fava, fagiolo, tabacco, erba medica, sambuco, clematide, essenze spontanee, ecc..
Allo stadio adulto infesta numerose piante arboree ed arbustive come ligustro, nocciolo, lonicera, fico, sofora, arancio, rovo, acero, pioppo, salice e ontano.
Sporadiche infestazioni di adulti possono verificarsi, a fine estate, su vite e agrumi.

Morfologia –
L’Empoasca decipiens è un insetto i cui adulti raggiungono i 3-4 millimetri di lunghezza, ed hanno colorazione verde omogeneo con segni biancastri sul pronoto e sul vertice.
L’assenza di queste strisce chiare può facilmente distinguerlo dalla specie simile E. vitis, ma per una distinzione da altre specie simili è necessario un esame al microscopio.
Maschio caratterizzato da tubo anale dotato di processi corniformi diretti in avanti e verso il basso, con il IX urotero (pigoforo) fornito di un processo appuntito e incavato, a forma di unghia.

Attitudine e Ciclo biologico –
L’ Empoasca decipiens trascorre l’inverno allo stadio di adulto, in rifugi tra la vegetazione.
Questo insetto su si riproduce per via sessuale e le femmine, una volta fecondate deporranno le uova nel tessuto o nello stelo di una pianta ospite tramite il loro ovopositore. Le larve si schiuderanno dopo 1-4 giorni; successivamente l’insetto va incontro a metamorfosi incompleta, il che significa che le ninfe assomigliano all’insetto adulto durante i loro cinque stadi ninfali, ma non sviluppano ali fino al quarto stadio.
Lo sviluppo completo richiede 10-37 giorni a seconda della temperatura e della pianta ospite su cui l’insetto si sviluppa. La temperatura ottimale per lo sviluppo delle uova è di 24 °C e l’insetto manifesta la sua preferenza di sviluppo su piante di fava; lo sviluppo da uovo ad adulto, durante il periodo estivo, si completa in circa un mese.
Giunta nel periodo primaverile l’insetto inizia a nutrirsi a spese di varie piante erbacee, come la Patata, la Barbabietola, il Cotone ed alcune Leguminose.
Alla fine del periodo estivo, in agosto-settembre, si porta sugli Agrumi dove punge i frutti. Questo insetto compie più generazioni (fino a 4) all’anno nelle zone temperate ma può arrivare a 10 generazioni in climi più caldi, come nel Nord Africa.

Ruolo Ecologico –
Gli adulti e le forme preimmaginali di Empoasca decipiens infestano le foglie delle piante ospiti, attraverso punture di suzione sulle nervature principali e secondarie.
Sono comunque gli stadi preimmaginali dell’insetto i maggiori responsabili dei danni: la loro scarsa mobilità li spinge a concentrare la loro attività trofica sulla stessa foglia. Gli individui della seconda generazione, attivi nel periodo più caldo dell’estate, risultano particolarmente pericolosi se le piante ospiti si trovano in uno stato di stress idrico.
Le lesioni causate dall’insetto provocano l’insorgere di imbrunimenti delle nervature, ostacolando la circolazione della linfa elaborata, con conseguente docciatura della parte periferica del lembo verso la pagina inferiore; inoltre si manifestano necrosi del margine stesso, precedute dall’ingiallimento dei tessuti (nei vitigni bianchi) e dall’arrossamento degli stessi (vitigni rossi). Tali necrosi possono estendersi all’intero margine fogliare o solo in settori circoscritti, talora in profondità dei tessuti vegetali.
Le foglie colpite disseccano e cadono prematuramente; quelle più giovani appassiscono e disseccano senza manifestare le alterazioni cromatiche descritte.
Per quanto riguarda le condizioni di maggiore dannosità queste si verificano con tempo più umido ed ombreggiamento della vegetazione che spingono l’insetto a spingersi sulle foglie in accrescimento poste nella parte interna della vegetazione.
Per quanto riguarda il pesco Empoasca decipiens attacca le foglie localizzate all’apice dei germogli provocando accartocciamenti, mancato sviluppo del lembo e necrosi della parte apicale. Su actinidia, invece, le suzioni cagionano la necrosi del bordo fogliare, con susseguenti conseguenze sullo sviluppo dei frutti.
Queste alterazioni vengono chiamate “maculatura gialla”, oppure “fetola”; i sintomi deprezzano notevolmente il frutto e sono più frequenti su Mandarino, Clementine, Arancio e Limone.
Gli interventi mirati al contenimento di questo insetto devono preliminarmente essere indirizzati all’eliminazione delle piante delle piante erbacee che ospitano, in primavera-estate, l’ Empoasca decipiens prima che si trasferiscano su agrumi o altre frutticole.
Gli intereventi di lotta chimica vanno eseguiti solo in caso di estrema necessità e comunque con una soglia di circa 3% di frutti colpiti; essa consiste nell’esecuzione, nel momento della migrazione dei fitofagi sugli Agrumi; di un trattamento di irrorazione delle chiome con Fosforganici.
Si consideri però che se è avvenuta l’infestazione, quasi sempre, è perché l’ecosistema produttivo agricolo è stato progettato con criteri non agroecologici (eccessive specializzazioni, errate concimazioni, sesti troppo stretti, ecc.). Si ricorda infatti che in natura questo insetto, se tutte queste condizioni vengono rispettate è controllato da alcuni Imenotteri.
Una volta iniziati i trattamenti chimici è molto complesso poi ripristinare determinate biocenosi naturali.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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