Dryomys nitedula

Dryomys nitedula

Il driomio (Dryomys nitedula Pallas, 1778) è un piccolo roditore appartenente alla famiglia dei Gliridae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Classe Mammalia, Ordine Rodentia, Sottordine Sciuromorpha, Famiglia Gliridae, Sottofamiglia Leithiinae e quindi al Genere Dryomys ed alla Specie D. nitedula.
Visto l’ampio areale, e quindi la variabilità genetica, vengono riconosciute alcune sottospecie.
– Dryomys nitedula nitedula Pallas, 1778;
– Dryomys nitedula aspromontis von Lehmann, 1964;
– Dryomys nitedula intermedius Nehring, 1902;
– Dryomys nitedula ognevi Heptner e Formosov, 1928;
– Dryomys nitedula phrygius Thomas, 1907;
– Dryomys nitedula pictus (Blanford, 1875);
– Dryomys nitedula tichomirovi Satunin, 1920;
– Dryomys nitedula wingei (Nehring, 1902).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Driomio è una specie ad ampio areale euroasiatico, , diffuso in tutta la regione paleartica, che si estende da Germania, Italia, ex-Jugoslavia e Grecia fino a vaste zone dell’Asia centrale, sino alla regione cinese del Tien Shan, all’Afghanistan e all’Iran.
È presente anche in Giappone e nord Africa.
In Italia è presente intorno alle Alpi orientali e ad alcune località dell’Appennino Calabrese quali Aspromonte e Pollino, ove la sua presenza è stata segnalata in tempi piuttosto recenti.
Secondo alcuni reperti fossili comunque l’areale originario della specie un tempo doveva essere più ampio e continuo di quello attuale; l’attuale condizione di isolamento geografico delle popolazioni calabro-lucane sono probabilmente il frutto di una estinzione locale nelle altre regioni della penisola.
L’habita di questo roditore è quello dei boschi di latifoglie e misti del piano montano, sino ad un’altitudine di 3500 m, anche se può anche spingersi nelle aree coltivate e nei giardini.

Descrizione –
Il driomio è un piccolo roditore che misura, tra testa e corpo, 8-12 cm, per un peso di 17-40 grammi, con un leggero dimorfismo sessuale e col maschio generalmente più grosso della femmina.
La coda è lunga 7-10 cm e si presenta folta e ricoperta da pelo bruno-grigiastro con l’estremità grigio scuro.
Il mantello è superiormente di colore grigio o grigio-brunastro ed inferiormente bianco o biancastro.
La testa presenta una mascherina nera attorno agli occhi grandi, sporgenti, ed è allungata alla base degli orecchi, che sono brevi, ben visibili e tondeggianti.
Ha zampe corte, con le posteriori più lunghe, con 5 dita e 6 cuscinetti plantari.
I suoi versi sono dei brontolii, sibili, soffi, sbuffi, squittii ed, inoltre, ha un udito molto sviluppato.
Inoltre studi condotti su popolazioni in cattività hanno appurato che questa specie emette ultrasuoni, utilizzati nelle comunicazioni sociali, non rilevabili dall’orecchio umano.

Biologia –
Il driomio raggiunge la maturità sessuale nell’anno successivo a quello della nascita.
Il periodo di accoppiamento oscilla tra aprile ed agosto.
La stagione dell’accoppiamento varia in funzione delle differenti latitudini; nelle popolazioni europee, comprese quelle delle Alpi, questa va da maggio ad agosto, mentre in Medio Oriente si estende da marzo a dicembre. Nei climi freddi si osserva una sola figliata per stagione mentre nei climi più caldi possono esservene 2 o 3. La gestazione ha un periodo variabile da 21 a 30 giorni, al termine dei quali la femmina mette alla luce da 2 a 5 piccoli.
Alla nascita il peso di questi è di circa 2 g ed i piccoli aprono gli occhi dopo le due settimane di vita e sono indipendenti già a 4-5 settimane.
L’aspettativa di vita di questo piccolo roditore, in natura, è di circa 5 anni.
Il driomio, come molti generi della stessa famiglia, durante il periodo più freddo va in letargo, rifugiandosi in cavità del terreno, rocce, alberi, ecc.. Il periodo va, mediamente, da ottobre a maggio, nelle popolazioni alpine, mentre le popolazioni più meridionali possono restare attive durante tutto l’anno, anche se con fasi di torpore nelle ore più fredde.

Ruolo Ecologico –
Il driomio è un animale con abitudini soprattutto notturne ed arboricole.
La sua alimentazione è rappresentata da insetti, parti di vegetali, uova e nidiacei di piccoli uccelli.
È un roditore alquanto timido ed elusivo, tanto da essere estremamente difficile da osservare in natura.
Ha ottime capacità di arrampicatore ed è capace di saltare sino a 2 m da un ramo all’altro.
Durante le ore diurne si rifugia in nidi a forma di palla che costruisce alla base degli arbusti o nelle cavità degli alberi e che sono formati da uno strato esterno di ramoscelli e foglie e da un rivestimento interno di muschio e frammenti di corteccia; il nido comunica con l’esterno attraverso una stretta apertura circolare.
Questo roditore viene tenuto a bada da alcuni predatori, tra cui i principali sono i rapaci Strix aluco e Bubo bubo.
Per quanto riguarda il suo stato di conservazione, secondo l’IUCN, è a basso rischio di estinzione, anche se la frammentazione delle popolazioni europee, a causa della pressione antropica e della riduzione dell’habitat, fa temere che alcune di esse possano andare incontro ad estinzione locale.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guida dei mammiferi d’Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La grande enciclopedia degli animali. Gribaudo Editore.




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