Alchemilla alpina

Alchemilla alpina

La ventaglina alpina (Alchemilla alpina L.) è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Rosales, Famiglia Rosaceae e quindi al Genere Alchemilla ed alla Specie A. alpina.
Sono sinonimi i termini:
– Alchemilla alpina subsp. glomerata (Tausch) E.G.Camus;
– Alchemilla glomerata (Tausch) E.G.Camus3;
– Alchemilla argentea Lam.;
– Alchemilla glomerata (Tausch) Buser;
– Alchemilla viridicans Rothm.4.

Etimologia –
Il termine Alchemilla, secondo Giuseppe Dalla Fior, proviene dall’arabo alkemelyck alchimia, perché gli alchimisti impiegavano nella ricerca della pietra filosofale le stille d’acqua che si generano all’apice dei denti delle foglie per il fenomeno della guttazione, particolarmente frequente e vistoso nelle piante di Alchemilla; A. Coombes precisa che il modo in cui le foglie idrorepellenti respingono l’acqua era considerato magico.
L’epiteto specifico alpina viene da Alpes, la catena montuosa delle Alpi, quindi alpino in senso lato, d’ambienti sulle alte montagne in qualsiasi continente.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La ventaglina alpina è una pianta che cresce nel nord Europa e nelle regioni montuose più a sud come le Alpi e i Pirenei. Cresce anche nella Groenlandia meridionale. Il suo habitat naturale è quello della brughiera, i prati alpini, le scogliere, le rive del fiume e le aree coperte di cumuli di neve durante l’inverno, su substrati preferibilmente silicei, dai 1500 ai 3000 m. s.l.m..
In Italia, la distribuzione regionale, è lungo tutto l’arco alpino e sugli Appennini settentrionali e centrali, ma ancora poco nota nei dettagli.

Descrizione –
L’ Alchemilla alpina è una pianta erbacea perenne con un rizoma legnoso che cresce fino a un’altezza compresa tra 5 e 20 (30) cm.
Gli steli sono gracili e pelosi e si formano da una rosetta basale.
Le foglie sono palmate, lanceolate, con circa sette volantini con punte dentate, lisce nella pagina superiore e densamente pelose in quella inferiore, di colore verde lucido nella parte superiore, sericeo ed argentato nella pagina inferiore.
I fiori, ermafroditi, sono di colore verde chiaro – giallastro, in densi grappoli addossati al fogliame, con quattro sepali, senza petali, quattro stami e un carpello solitario.
L’antesi inizia a giugno ed i fiori svaniscono nel periodo di settembre.
I semi si sviluppano in maniera apodittica, senza essere quindi fecondati e possono essere raccolti da agosto a ottobre.

Coltivazione –
Per la coltivazione di questa specie si ricordi che predilige i suoli silicei e che i semi si sviluppano senza fecondazione incrociata, per cui le piante ottenute sono geneticamente tutte identiche.
Le eventuali mutazioni che possono verificarsi causano cambiamenti cumulativi nelle popolazioni e ci sono molte specie molto simili di questa specie.
Oltre per le sue qualità officinali la pianta viene coltivata è utilizzata per giardini rocciosi, lastricati e muretti, in terra normale.
Si consiglia di coltivarla con distanza tra le piante di 30 cm.

Usi e Tradizioni –
L’ Alchemilla alpina appartiene al complesso delle specie apomittiche (in cui l’embrione si forma senza fecondazione, originando cloni geneticamente identici alla pianta madre).
Il nome generico di questa pianta allude all’antico uso da parte degli alchimisti: in realtà non veniva usata la pianta, ma le minute goccioline di rugiada che si formano sulle foglie per il fenomeno della guttazione, che venivano raccolte e costituivano la cosiddetta ‘acqua celestiale’ o ‘acqua dei saggi’.
La ventaglina alpina è una pianta officinale con proprietà quindi farmaceutiche. La droga, in uso soprattutto nei paesi alpestri viene considerata dalla medicina popolare più attiva dell’Alchemilla comune.
Questa pianta contiene tannini, tracce di acido salicilico, sostanze attive ancora sconosciute.
Possiede proprietà astringenti, antiinfiammatorie, cicatrizzanti, antidiarroiche, antisettiche, diuretiche.
Le parti usate sono le foglie ed i fiori e viene raccolta soprattutto per le industrie farmaceutiche.

Modalità di Preparazione –
La pianta può essere impiegata anche in cucina, dove le foglie (secondo il Mattirolo) possono essere usate come succedaneo del the.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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