Albizia anthelmintica

Albizia anthelmintica

L’ Albizia anthelmintica (Albizia anthelmintica (A. Rich.) Brongn.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Mimosaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fabales, Famiglia Mimosaceae, Tribù Ingeae e quindi al Genere Albizia ed alla Specie A. antielmintica.
È sinonimo il termine:
– Albizia ambalusiana Sim..

Etimologia –
Il termine Albizia è stato dedicato al nobile fiorentino Filippo degli Albizzi che nel 1749, reduce da un viaggio a Costantinopoli, introdusse questo genere di piante a Firenze.
L’epiteto specifico antielmintica è un termine alternativo per anthelminthicus che a sua volta proviene dalla preposizione greca ἀντί antí avverso, che si oppone e da ἔλμινς, -νϑος hélmins, -nthos verme (specificamente vermi parassiti): quindi vermifugo, antielmintico.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Albizia anthelmintica è una pianta originaria dell’Africa e diffusa in un areale che comprende la Namibia, l’Africa del nord, attraverso l’Africa orientale fino al Kenya e alla Somalia.
Il suo habitat è quello delle boscaglie decidue o sempreverdi e della macchia, specialmente lungo i fiumi stagionali e sui boschetti, dove cresce anche sui cumuli di termiti o anche nei prati boscosi, ad altitudine compresa tra 400 e 1.500 metri s.l.m..

Descrizione –
L’Albizia anthelmintica è un albero spinoso, deciduo, a stelo multiplo, che cresce fino a circa 8 metri di altezza.
Le foglie sono di colore verde, ovate o quasi circolari, opposte, decidue, composte, con 2-4 paia di pinne e composte da molte coppie di foglioline.
I fiori sono profumati, a forma di piumino, con colorazione che va dal bianco sporco al crema.
L’antesi va dal periodo di luglio a settembre.
I frutti sono dei grossi baccelli appiattiti, verdi da giovani e marroni a maturità, al cui interno sono presenti 3-8 grossi semi.

Coltivazione –
L’ Albizia antielmintica, come altre specie congeneri, se coltivata fuori dal suo areale, ha bisogno di esposizione soleggiata ma riparata dai venti freddi; preferisce sia argillosi, purché molto ben drenati, ma anche freschi, fertili leggeri, adattandosi però anche in quelli asciutti. Vanno generosamente irrigate nella stagione vegetativa. Si possono collocare a dimora in primavera.
È una pianta a crescita moderata che può essere seminata direttamente alla luce del sole. In questo modo le piantine sono pronte per il trapianto in circa 60 giorni.
Il seme non richiede alcun pretrattamento e può essere piantato direttamente in vaso, consigliando di usare due semi per vaso. La germinazione avviene 3-4 giorni dopo la semina con un tasso di germinazione fino al 90%.
Si ricorda che nel suo areale cresce con una temperatura media annuale fino a 40 ° C e una piovosità media annua nell’intervallo tra 400 e 1.000 mm.
L’albero è suscettibile ai danni del vento ma può resistere al gelo e alla siccità.
Questa specie ha una relazione simbiotica con alcuni batteri del suolo, questi batteri formano noduli sulle radici e fissano l’azoto atmosferico. Parte di questo azoto viene utilizzato dalla pianta in crescita, ma alcuni possono anche essere utilizzati da altre piante che crescono nelle vicinanze.

Usi e Tradizioni –
Questa Albizia viene spesso utilizzata in natura per un’ampia gamma di usi ma viene altresì impiegato come albero ornamentale per i suoi fiori profumati color crema.
Purtroppo a causa del suo elevato sfruttamento questa specie sta diventando rara allo stato naturale.
Le radici di questa pianta, nelle aree di origine, sono comunemente usate come additivo nelle zuppe.
È inoltre una pianta utilizzata per scopi medicinali; in questo caso la corteccia è ampiamente usata come purgante e antielmintica.
Una preparazione della corteccia e dei germogli è efficace contro i parassiti interni, in particolare il tenia.
In Somalia, si dice che l’albero fornisca una cura per la gonorrea; le radici vengono cotte nel brodo di pollo.
La pianta contiene tri- e tetra saccaridi, che hanno gruppi protesici triterpenici, responsabili di una potente attività molluschicida.
La corteccia è, inoltre, ricca di saponine.
Tra gli altri usi, questa pianta, è impiegata per coagulare il latte, mentre i ramoscelli vengono utilizzati come spazzolini da denti per l’igiene orale.
L’ Albizia antielmintica è una pianta che può ricoprire un importante ruolo ecologico in quanto, oltre ad essere, come detto, una pianta che utilizza l’azoto atmosferico e lo può cedere al terreno e ad altre piante, possiede un apparato radicale molto utile per la protezione dei suoli.
Dal suo legno, inoltre, caratterizzato da un durame di colore rosso-marrone chiaro, si ottengono pali, mobili, maniglie per attrezzi, cucchiai, sculture e materiale da torneria.

Modalità di Preparazione –
L’ Albizia antielmintica è una pianta utilizzata in ogni sua parte che a livello alimentare trova impiego, con le sue radici, come aggiunta nelle varie zuppe preparate dalle popolazioni locali.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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