Adiantum capillus-veneris

Adiantum capillus-veneris

Il Capelvenere (Adiantum capillus-veneris L., 1753) è una felce appartenente alla famiglia delle Adiantaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Pteridophyta, Classe Polypodiopsida, Ordine Polypodiales, Famiglia Adiantaceae e quindi al Genere Adiantum ed alla Specie A. capillus-veneris.

Etimologia –
Il termine Adiantum proviene da adiantum capelvenere in Plinio (dal greco ἀδίαντον adíanton in Teofrasto, formato dal prefisso privativo α- a- e da διαίνω diáino bagnare, inzuppare): che non si bagna, riferimento alle fronde idrorepellenti di queste felci
L’epiteto specifico capillus-veneris viene da capillus capello e dal genitivo di Venus Venere: capelli di Venere; il collegamento tra l’epiteto e le caratteristiche di questa pianta è costituito dal fatto che, secondo la mitologia romana, quando Venere uscì dalla spuma del mare aveva i capelli asciutti, riferimento alle proprietà idrorepellenti delle fronde.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Capelvenere è una pianta di provenienza delle aree temperate e tropicali, diffusa in Europa, Africa, Nord America ed America Centrale.
Questa pianta predilige un habitat caratterizzato da luoghi ombrosi e umidi, dove cresce preferibilmente in terreni calcarei vicino alle cascate, all’imboccatura delle grotte, negli anfratti umidi, nei pozzi, tra il livello del mare ed i 1.500 metri.

Descrizione –
Il Capelvenere è una felce di piccole dimensioni che cresce tra 10 e 40 centimetri, geofita e rizomatosa, con rizoma strisciante di colore bruno-nero.
Pianta caratterizzata da fronde pendenti, che possono essere lunghe più di 60 cm, leggere ed esili e foglie cuoriformi, con lamina ovata divisa fino a 4 volte, lunghe 5-10 millimetri, di colore verde tenue che sono inserite su un sottile rachide di colore nero e lucente.
Pinnule di misure variabili, picciolulate, flabellate, con base cuneata e apice irregolarmente lobato. Sporangi in 2-10 linee parallele al margine dei lobi ripiegati a formare un falso indusio cartilagineo. Sori corti, perpendicolari al bordo del lobo.
Nella pagina inferiore delle foglie i si trovano le spore che sono di 34-49 µm globose, trilete e granulose.

Coltivazione –
L’ Adiantum capillus-veneris viene coltivata di frequente la delicatezza delle sue foglie, pur se è una pianta molto delicata ed esigente.
Per la sua coltivazione, come tutte le felci, richiede luce diffusa e non deve essere esposta ai raggi diretti del sole.
Richiede annaffiature abbondanti in estate e più limitate durante il periodo invernale, in misura sufficiente a mantenere il terreno costantemente umido. Si riproduce per suddivisione dei cespi.
Per i dettagli della tecnica di coltivazione si rimanda alla seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Il Capelvenere o Barba di Giove è una pianta legata anche a leggende mitologiche per il suo legame alle ninfe delle acque. Teocrito racconta che la pianta si trovava, tra altre, presso la fonte ove Hylas, uno degli Argonauti, si recò per cercare l’acqua per la sua nave. Secondo un altro mito, legato alla ninfa Driope, questa si innamorò di un ragazzo e lo rapì in una grotta subacquea, nelle cui vicinanze cresce una pianta di Capelvenere.
Il Capelvenere un tempo veniva utilizzato dalla medicina popolare come analgesico, regolatore delle mestruazioni e come vermifugo.
Attualmente viene utilizzata in erboristeria e fitoterapia dove viene impiegata per uso interno con l’infuso, o con la tintura, nel trattamento di raffreddore, tosse, catarro, laringite, faringite, asma, bronchiti.
In alcune zone viene utilizzata con un decotto per trattare problemi di forfora,e sgrassare i capelli.
Questa pianta contiene mucillagini, tannini, olio essenziale, sostanze amare.
La direttiva del Ministro della Salute (dicembre 2010), consente di inserire negli integratori alimentari gli estratti vegetali di questa pianta, ed in particolare cita folium, herba.

Modalità di Preparazione –
L’Adiantum capillus-veneris, oltre agli impieghi terapeutici, con la preparazione di infusi e decotti, veniva usato nei tempi trascorsi come sostitutivo del tè, soprattutto in Piemonte da cui il sostantivo piemontese “Capilèr”, arrivato a identificare in generale qualsiasi infuso fatto con erbe aromatiche.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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