Adansonia digitata

Adansonia digitata

Il Baobab africano (Adansonia digitata L.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Bombacaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Malvales, Famiglia Bombacaceae e quindi al Genere Adansonia ed alla Specie A. digitata.

Etimologia –
Il termine Adansonia del genere è stato dedicato da Linneo al naturalista, botanico ed esploratore francese d’origine scozzese, Michel Adanson (1727-1806) che scoprì il baobab in Senegal nel 1750 circa.
L’epiteto specifico digitata deriva da dígitus dito: con parti che sembrano delle dita.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Baobab africano è un grande albero, nativo della parte semi arida dell’Africa sub-sahariana ed è diffuso in gran parte dell’Africa, soprattutto in quella di origine, dove emerge, per la sua imponenza costituendo paesaggistiche formazioni in consociazione con piante tipiche delle aree dove cresce.

Descrizione –
L’ Adansonia digitata è un grande albero caducifoglie caratterizzato da un tronco rigonfio, che può raggiungere i 25 m di altezza, con un diametro di 3-10 m; la corteccia è liscia, di colore variabile dal rosso-brunastro al grigiastro e spessa sino a 10 cm.
Le foglie sono alterne, digitate (da cui il nome specifico) con 3-9 digitazioni che sono lunghe 5-15 e larghe 3-7 cm, di colore verde scuro e a margine intero.
I fiori sono bisessuali, actinomorfi, con un diametro sino a 20 cm; questi presentano un calice profondamente lobato e petali di consistenza cerosa, di colore biancastri; gli stami, che sono molto numerosi, formano un fiocco centrale; l’ovario è supero, con 5-10 concamerazioni. La fioritura inizia all’imbrunire e dopo appena 24 ore i fiori appassiscono assumendo un colore bruno.
Il frutto, che varia nella forma da globosa a ovoidale, è lungo 12 cm o anche più ed è costituito da un epicarpo legnoso, ricoperto da una lanugine di colore giallo-verdognolo, e da un endocarpo polposo, suddiviso da filamenti fibrosi in 5-10 spicchi, in cui sono contenuti i semi.

Coltivazione –
Il Baobab africano è un albero che si coltiva in luoghi soleggiate e può sopportare anche temperature di poco al di sotto dello zero, ma per periodi molto brevi, e soltanto se in luogo completamente asciutto.
La pianta ha bisogno di un suolo sciolto e molto ben drenato, non tropo ricco di materia organica; si può preparare un terreno ideale mescolando due parti di lapillo, una parte di sabbia ed una parte di terriccio bilanciato.
Essendo una pianta originaria di climi caldi non si può pensare che a latitudini più nordiche queste specie diano dei grandi risultati ma con alcuni accorgimenti anche i baobab possono essere coltivati con successo, in parte all’interno delle abitazioni o in serra e in parte all’esterno.
Per quel che riguarda le annaffiature,queste piante, necessitano di essere annaffiate soltanto durante il periodo vegetativo, da marzo a ottobre, attendendo sempre che il terreno sia perfettamente asciutto tra un’annaffiatura e l’altra. Durante i mesi freddi si evita di annaffiare, lasciando il terreno completamente asciutto, soprattutto se la pianta è posta in luogo non riscaldato.
Per quel che riguarda i mesi caldi, questa pianta non richiede comunque particolari attenzioni per quel che riguarda l’irrigazione essendo originaria di climi estremamente aridi con piogge limitate ad intensi eventi occasionali.
La moltiplicazione del baobab avviene per seme, in primavera; i semi di baobab in genere germinano dopo essere rimasti sul terreno per mesi, o talvolta anche dopo che i frutti sono stati digeriti dagli animali, è quindi necessario favorire la germinazione ponendo i semi in acqua calda per almeno 24 ore prima della semina. Si può, inoltre, favorire la germinazione anche utilizzando una lima, con la quale assottigliare leggermente la cuticola rigida che ricopre i semi. comunque i baobab si propagano anche per talea.
Si ricorda che l’impollinazione viene operata da diverse specie di pipistrelli. Tra le specie il cui coinvolgimento è stato dimostrato vi sono Eidolon helvum, Epomophorus gambianus e Rousettus aegyptiacus. Un ruolo minore sembrano giocare alcuni primati notturni quali Galago senegalensis e Otolemur crassicaudatus ed alcune farfalle notturne quali Heliothis armigera, Diparopsis castanea ed Earias biplaga.

Usi e Tradizioni –
L’ Adansonia digitata è un albero leggendario per l’eccezionale longevità e per le notevoli dimensioni che il tronco, ricco di ramificazioni, può raggiungere.
Questa pianta, che è diffusa, come detto, in gran parte dell’Africa, viene chiamata dagli Africani “Albero Magico”, “Albero Farmacista” e “Albero della Vita”, il nome Baobab deriverebbe dal nome arabo “bu- hibab”, (il frutto dai molteplici semi). Per i popoli africani il Baobab è cibo, medicina e luogo sacro tanto che solo i saggi possono arrampicarsi tra i suoi rami.
La polpa, estratta dal guscio dei suoi frutti, è ricchissima di fibre, vitamine, minerali ed aminoacidi, soprattutto vitamine del gruppo B e la vitamina PP, fondamentali per lo sviluppo dell’organismo. Di rilievo è il contenuto in vitamina C. Tale quantitativo è considerevole e risulta sei volte maggiore rispetto a quello di un’arancia. L’assunzione di circa 5 grammi al giorno di polvere del frutto è utile per mantenere lo stato di benessere dell’organismo, in quanto regolarizza l’intestino, la glicemia e i valori di colesterolo ematico, dona forza, energia e resistenza, riequilibra il tono dell’umore e allevia i disturbi mestruali, inoltre è antianemica, antifebbrifuga e antinfiammatoria.
Recentemente è stato effettuato uno studio presso la facoltà di Farmacia dell’Università di Ferrara sulla capacità antiossidante di prodotti derivanti dal frutto del Baobab in comparazione con altri frutti ed estratti vegetali ed è emerso che la polpa del baobab rispetto ad altri prodotti derivanti da fonti naturali quali fragola, kiwi, arancia, e mela presenta un’ attività antiossidante superiore.
Tra gli utilizzi di questa pianta si ricorda che i frutti, le foglie e i fiori sono una importante risorsa nutrizionale per il loro contenuto in vitamina C. I semi sono ricchi di proteine e vengono utilizzati per l’estrazione di un olio ad uso alimentare.
Le fibre della corteccia sono utilizzate per realizzare funi, ceste, indumenti, cappelli.
Varie parti della pianta sono utilizzate nella medicina popolare: la corteccia e le radici ridotte in polvere vengono utilizzate come rimedio contro la malaria; la polpa dei frutti mischiata con il miele viene utilizzata contro la tosse; le foglie vengono impiegate per trattare diarrea e febbri. Per tali sue virtù la pianta è oggetto di venerazione presso molte popolazioni africane.

Modalità di Preparazione –
Il Baobab africano è indubbiamente una di quelle piante di cui si utilizza tutto; con le foglie giovani, utilizzate fresche, si ricava una verdura eccellente, mentre, una volta essiccate possono essere usate come ingredienti per condimenti e salse.
La polpa dei frutti, farinosa e bianca, mescolata all’acqua è una bevanda molto rinfrescante e ricca di vitamine.
Le pianticelle giovani e le loro radici si mangiano come asparagi.
Con la corteccia dei giovani baobab si fanno corde, cestini tappeti o altri oggetti d’uso intrecciati.
I semi del frutto contengono olio e proteine e, ridotti in farina, sono usati per l’alimentazione dei bambini.
Il legno del baobab, che contiene molta acqua, può essere masticato in caso di siccità, da uomini ed animali, per calmare la sete.
Dalle radici si ricava una tintura rossa, molto utilizzata.
Numerose sono le utilizzazioni per fini terapeutici: il decotto di foglie calma le infezioni intestinali, la dissenteria, le coliche, l’asma.
Un decotto di corteccia viene usato contro il rachitismo.
La polpa dei frutti può essere impiegata contro la diarrea dei bambini e per rafforzarne la crescita.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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