Rumex crispus

Rumex crispus

Il Romice crespa (Rumex crispus L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Poligonacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Caryophyllidae, Superordine Polygonanae, Ordine Polygonales, Famiglia Poligonacee e quindi al Genere Rumex ed alla Specie R. crispus.

Etimologia –
Il termine Rumex viene da rumex giavellotto, lancia: per la forma appuntita delle foglie di molte specie di questo genere. Già in Plauto e altri col significato di romice.
L’epiteto specifico crispus viene invece da crispo increspare, arricciare: increspato, ricciuto, crespo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Rumex crispus è una pianta con ampia diffusione e naturalizzata in tutto il mondo, anche in Italia dove è presente su tutto il territorio nei luoghi freschi ed umidi fino alle regioni submontane.
Il suo habitat è quello dei terreni umidi e argillosi, nei prati e ai margini delle strade, ruderi, specie sinantropa frequente nei coltivi, frutteti, vigneti, prati concimati, incolti e ruderi, dove cresce dal livello del mare sino a 1.500 m s.l.m.

Descrizione –
Romice crespa è una specie erbacea perenne che cresce mediamente da 40 cm ad 1 m e con portamento cespitoso.
Il fusto è eretto e presenta un rizoma a fittone carnoso/legnoso che può crescere nel terreno fino a 80 cm di profondità.
Le foglie basali presentano un picciolo mediamente lungo e appiattito, a rosetta lanceolate con apice acuto; quelle del fusto sono piccole con picciolo ridotto.
I fiori sono ermafroditi, riuniti in racemi verde-rossicci emergenti dalle ascelle fogliari superiori formano una pannocchia densa e lunga.
L’impollinazione è anemofila e l’antesi è tra maggio e luglio.
Il frutto è un diclesio con valva triangolare, cuoriforme, intera o denticolata, acuta, di 3,5-5 x 3-5(6) mm. Acheni si 1,7-3(3,5) mmdi colore bruno rossastro.

Coltivazione –
Il Rumex crispus non è generalmente una specie coltivata in quanto, tra le altre considerazioni, è anche una specie altamente infestante che cresce soprattutto nelle aree coltivate, nei frutteti, vigneti, prati concimati, incolti e ruderi.

Usi e Tradizioni –
All’interno di questa pianta troviamo alcuni principi attivi interessanti quali: acido crisofanico, olio essenziale, tannini, fitosteroli.
Il Romice crespa è un’erba amara, astringente, depurativa, rinfrescante, antianemica.
Viene impiegata in caso di laringite,tosse secca e mal di gola.
La radice è molto ricca di ferro e viene utilizzata come antianemico, tonico-ricostituente, lassativo (sostitutivo del rabarbaro) e i frutti ricchi di tannini, contro la diarrea.
Da questa parte della pianta si ricavano, inoltre, dei coloranti naturali impiegati nella concia delle pelli.
Si può utilizzare per uso esterno, con cataplasmi di foglie che possono essere impiegati in presenza di dermatiti, affezioni cutanee, foruncoli.
Nell’Europa occidentale le foglie di questa pianta (così come del R. obtusifolius) erano un tempo un rimedio tradizionale utilizzato contro le punture da ortica.
Rumex crispus, in America, è fra le poche piante che naturalizzate dall’Europa, sono state adottate da alcune tribù indiane e utilizzate insieme ad altre specie native di Rumex; in particolare i teton dakota applicavano le foglie verdi tritate ai foruncoli per promuoverne il processo suppurativo. Le radici contenenti tannino erano invece utilizzate dai flambeau ojibwa per favorire la cicatrizzazione e la chiusura dei tagli.
Il genere Rumex comprende diverse specie di piante erbacee, molte sono considerate infestanti, altre vengono coltivate come ornamentali, altre ancora vengono utilizzate per ricavarne tannino.
Interessante è l’uso del Rumex crispus in omeopatia.
Il rimedio Rumex crispus è indicato nei pazienti con le seguenti alterazioni generali:
– sensibilità all’ aria fredda;
– infiammazione;
– calore e rossore al volto ed altri rimedi per particolari condizione dei pazienti.

Modalità di Preparazione –
Il Rumex crispus è una di quelle piante usata nei tempi passati e gradualmente abbandonata con l’avvento dell’era moderna e dei prodotti di sintesi.
Oltre agli impieghi farmaceutici, omeopatici e per l’estrazione dei coloranti può essere impiegata per uso alimentare.
Le giovani foglie possono essere usate nelle minestre, oppure miste ad altre erbe cucinate lesse.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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