Bixa orellana

Bixa orellana

L’Achiote o Albero del Rossetto (Bixa orellana L.) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Bixaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Dilleniidae, Ordine Malvales, Famiglia Bixaceae e quindi al Genere Bixa ed alla Specie B. orellana.

Etimologia –
Il termine Bixa deriva dal nome vernacolare del Centro o Sud America biché o bija.
L’epiteto specifico orellana è derivato dalla provincia centro-settentrionale ecuadoriana di Orellana, dal nome dell’esploratore e conquistador spagnolo Francisco de Orellana (1511-1546) che prese parte alla conquista dell’Impero Inca, esplorò il Rio delle Amazzoni navigandolo dalle Ande fino alla foce.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Achiote è una pianta originaria dell’area tropicale del Sudamerica e del Messico e viene coltivata in questi Paesi, soprattutto in Brasile che è il maggiore esportatore. Oggi la Bixa orellana è coltivata in molti paesi di tutto il mondo.

Descrizione –
La Bixa orellana è un arbusto sempreverde che può raggiungere un’altezza variabile dai 3 ai 10 metri.
I fiori, portati a grappoli, hanno un diametro di 4-6 cm e sono di colore bianco o rosa, o combinazione dei due colori.
I frutti sono delle capsule ovoidali ricoperti da spine lisce ed hanno dimensioni di circa 4 cm, di colore variabile dal rosso scarlatto al giallo al verde/marrone al rosso intenso; al loro interno sono contenuti numerosi (30-45) semi carnosi, a forma di cono, ricoperti da una polpa rossa.
Quando è completamente maturo, il baccello si asciuga, si indurisce e si apre.

Coltivazione –
La Bixa orellana è una pianta che cresce facilmente nei climi subtropicali e tropicali, in regioni con inverni senza gelo e riparate dai venti freddi.
Questa specie predilige umidità per tutto l’anno, buon drenaggio e terreno moderatamente fertile, con esposizione in pieno sole o in penombra.
Per quanto riguarda la propagazione questa può essere effettuata sia per seme che per talea.

Usi e Tradizioni –
L’Achiote è una pianta di cui diverse parti (semi, foglie, radici, fiori) vengono usate per la preparazione di decotti, bevande e impacchi ad uso medicinale. La polpa dei frutti viene, inoltre, utilizzata come colorante per alimenti, repellente per insetti o per dipingersi corpo e capelli o come rossetto. In alcune culture vengono utilizzati anche come afrodisiaco.
Soprattutto nei tempi antichi, uno dei principali usi Bixa orellana era per la pittura del corpo, del viso e dei capelli, che venivano praticati tra varie tribù e antiche civiltà a scopo decorativo o come presagi per allontanare gli spiriti malvagi e le malattie.
Secondo alcuni reperti pare che fosse usato dalle tribù native brasiliane, dai nativi Taínos a Puerto Rico, dallo Tsáchila dell’Ecuador e da diverse tribù amazzoniche.
A seguito della Conquista spagnola, la Bixa orellana fu introdotta nella cultura di alcune tribù come gli Aztechi, gli Incas e i Mochicas che ne fecero anche un uso successivo. A quanto pare gli Aztechi usarono l’annatto come pigmento base per l’inchiostro rosso per la pittura di manoscritti nel XVI secolo.
L’annatto o E160b, nella codifica europea degli additivi alimentari, è un colorante giallo-rossiccio la cui struttura deriva appunto dal carotene estratto dalla Bixa orellana.
La Bixa orellana è usata nella medicina tradizionale e nell’Ayurveda, le pratiche di medicina popolare dell’India, dove diverse parti della pianta sono ritenute utili per uso terapeutico.
La pianta è, inoltre,apprezzata per la sua fibra di stelo per realizzare tappetini in corda e per la preparazione di gomma adesiva.
Dal punto di vista ecologico è una pianta mirmecofila che accoglie le formiche nei nettari extrafloreali e negli internodi.
Dai suoi semi viene ricavato un colorante naturale chiamato annatto o achiote. Questo colorante viene utilizzato come condimento e colorante in piatti come riso, pollo, aggiunto per colorare i formaggi, burro, bibite.
I suoi frutti non sono commestibili.
Tra i principi attivi contenuti ricordiamo alcuni coloranti, come carotenoidi, vitamina A, triterpeni, flavonoidi, ammine, tannini, alcaloidi, sesquiterpeni.
A questa pianta vengono attribuite proprietà diuretiche, antinfiammatorie, cicatrizzanti, antimalariche, digestive, depurative, espettoranti, cardiotoniche, epatoprotettive, antidiarroico.
Inoltre si ritiene che sia utile per la regolarità del transito intestinale e per il metabolismo dei carboidrati.
Prima che i coloranti sintetici rivoluzionassero l’industria, la Bixa orellana veniva piantata per ricavarne il suo pigmento; questo viene estratto dal pericarpo dei semi macinando prima i semi e quindi estraendo il pigmento mediante l’uso di enzimi, solventi o olio (olio di mais o olio di soia). I solventi utilizzati sono anche soluzioni alcaline come idrossido di sodio o idrossido di potassio, nonché solventi organici tra cui esano, acetone, cloroformio ed etanolo. Dalle estrazioni con solvente organico si produce il pigmento annatto.
Il pigmento annatto ricopre un ruolo economico di rilievo a livello mondiale in quanto è uno dei coloranti naturali più utilizzati per colorare alimenti, cosmetici e prodotti farmaceutici. È comunemente usato negli alimenti perché la colorazione non altera il sapore e non è, soprattutto, tossica.
L’annatto viene utilizzato principalmente per colorare gelati, salumi, latticini (formaggi, burro e margarina) e condimenti.
Tra i prodotti cosmetici prodotti si hanno: rossetto, prodotti per la colorazione dei capelli, smalto per unghie, saponi, lacche e vernici.
La tintura di annatto, di colore rosso-arancio, è ricca di pigmenti carotenoidi, l’80% è costituito da bixina (il pigmento rosso) e norbixina o orellina (il pigmento giallo).
L’olio di annatto è ricco di tocotrienoli, beta-carotene, oli essenziali, acidi grassi saturi e insaturi, flavonoidi e vitamina C.
Nel settore alimentare i semi di Bixa orellana macinati vengono spesso mescolati con altri semi o spezie per formare una pasta o polvere per usi culinari, soprattutto nelle cucine latinoamericana, giamaicana, chamorro e filippina. I semi vengono riscaldati in olio o strutto per estrarre la loro tintura e il loro sapore per l’uso in piatti e alimenti trasformati come formaggio, burro, zuppa, salsa, salumi, salumi e altri oggetti. I semi conferiscono al cibo un sapore e un aroma delicato e un colore variabile dal giallo al rosso-arancio-arancio. In Brasile, una polvere nota come colorau viene prodotta da semi macinati combinati con semi di riempimento come il mais. Questa polvere è simile e talvolta sostituisce la paprika.
Il condimento dello Yucatan chiamato recado rojo o “pasta di achiote” è composto da semi di Bixa orellana macinati combinati con altre spezie ed è un pilastro della cucina messicana e del Belize.
Un condimento chiamato sazón è comunemente usato nella cucina spagnola, latinoamericana e caraibica per carne e pesce. La parola spagnola sazón significa “stagione” o “condimento”. Il sazón è preparato con semi di Bixa orellana macinati e confezionato in piccoli pacchetti di fogli monouso per un facile utilizzo. Inoltre, in questi pacchetti di condimenti di sazón sono inclusi cumino, semi di coriandolo, sale e polvere di aglio.
Nelle isole dei Caraibi di lingua spagnola, il pigmento annatto viene anche utilizzato per produrre riso giallo e talvolta viene aggiunto al sofrito. Inoltre, nei Caraibi francesi, viene aggiunto a uno stufato di pesce o maiale chiamato blaff.
I principali produttori commerciali di Bixa orellana sono paesi dell’America Latina (in particolare Perù, Brasile e Messico) che costituiscono il 60% della produzione mondiale totale seguita dall’Africa (27% della produzione mondiale totale) e dall’Asia (12% della produzione mondiale totale).
La produzione mondiale annua di semi di annatto essiccati all’inizio del 21 ° secolo è stata stimata in circa 10.000 tonnellate, di cui 7.000 tonnellate sono entrate nel commercio internazionale. Il Perù è il maggiore esportatore di semi di annatto, ogni anno circa 4.000 tonnellate; Il Brasile è il maggiore produttore con circa 5.000 tonnellate. Il Kenya esporta ogni anno circa 1.500 tonnellate di semi ed estratti di annatto ed è il secondo maggiore esportatore, dopo il Perù. Anche la Costa d’Avorio e l’Angola sono esportatori.

Modalità di Preparazione –
L’annatto è, come detto, una spezia amatissima in Oriente e nel Sud America per le sue proprietà naturali; molto meno conosciuta in Occidente, ma apprezzata in cucina per essere colorante e per fornire un gusto forte e deciso.
Nella cucina sudamericana è facile trovare questa spezia per accompagnare e arricchire il gusto di carni, verdure e aromatizzare anche zuppe ed è lievemente piccante. Viene usato dall’Unione Europea (con il nome di E160b) per colorare il burro, il pesce affumicato, la margarina, alcuni formaggi noti come il cheshire, l’edam e il muenster.
Nella cucina tipica che caratterizza i Caraibi i semi sono fritti con olio e poi vengono rimossi tolgono; il liquido colorato che otteniamo viene usato come condimento per carni e soprattutto per le verdure. In Vietnam invece l’annatto serve per colorare il curry, e in Messico si crea una pasta di semi di annatto per marinare la carne.
Per l’uso nelle nostra cucina si possono scegliere due modi: cucinare i semi con gli altri ingredienti, oppure estrarne il colore usando l’acqua bollente. Partendo da questo punto potrete unirlo a qualsiasi preparazione di carne, a contorni di verdure e, in alcuni casi non poco rischiosi, anche a dessert a base di cioccolato, per esaltare, con il suo tocco piccante, il sapore dolce.
Se desiderate preparare delle patate al forno con un bel colore terracotta, unite due cucchiai di semi d’annatto a mezza tazza di olio di oliva e versatelo sulle patate pronte per essere infornate. In Italia si trova regolarmente in commercio la polvere di annatto che vi consigliamo di acquistare e aggiungere a un buon piatto a base di pollo accompagnato con pancetta e cipolline.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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