Canis lupus

Canis lupus

Il lupo grigio o semplicemente lupo (Canis lupus Linnaeus, 1758) è un mammifero appartenente alla famiglia dei Canidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Mammalia, Sottoclasse Theria, Infraclasse Eutheria, Superordine Laurasiatheria, Ordine Carnivora, Sottordine Caniformia, Famiglia Canidae, Sottofamiglia Caninae, Sottotribù Canina e quindi al Genere Canis ed alla Specie C. lupus.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il lupo grigio trova il suo habitat soprattutto nell’emisfero boreale ed i luoghi ideali sono rappresentati dai boschi ma ha buona capacità di adattamento in altri ambienti purché ampi e selvaggi, inclusi i deserti, pianure e la tundra dell’Artide.
In Italia lo si ritrova nella fascia tra gli 800 e i 2000 m di altitudine ma è scomparso in molte regioni, anche se ultimamente ed in maniera timida, soprattutto in alcune aree di riserva o parchi, sta facendo la sua comparsa.

Descrizione –
Il Canis lupus è caratterizzato da una notevole variabilità di caratteri. In generale, comunque, questo animale ha una lunghezza di 100-150 cm, una coda di 30-40 cm, con un’altezza alla spalla di 70-80 cm ed un peso che può variare tra 25 e 50 kg. Il suo mantello invernale è lungo e folto, di colore prevalentemente grigio variegato. Alcuni esemplari presentano anche mantelli bianchi, rossi, bruni o neri.
La forma è alquanto slanciata, con la testa ed il muso allungati, occhi di media grandezza con pupilla rotonda ed orecchie relativamente grandi ed erette.
A livello tassonomico di questa specie esistono differenti sottospecie, tuttavia queste classificazioni hanno avuto, col tempo, varie revisioni.
Nel 1944, lo zoologo Edward Goldman descrisse 23 sottospecie nordamericane, basandosi sulla pura morfologia. Tuttavia nel 1995 Ronald Nowak, basandosi sulle dimensioni del cranio, giunse alla conclusione che ve n’erano solo cinque: C. l. occidentalis, C. l. nubilus, C. l. arctos, C. l. baileyi e C. l. lycaon. Costui descrisse anche altre cinque sottospecie sul continente eurasiatico: C. l. lupus, C. l. albus, C. l. pallipes, C l. cubanensis e C. l. communis. Infine nel 2003, riconobbe anche C. l. arabs, C. l. hattai, C. l. hodophilax e C. l. lupaster.
Comunque, a partire dal 2005, la Mammal Species of the World (MSW) riconosce 37 sottospecie, compresi il cane domestico, il dingo, il lupo orientale e il lupo rosso e considera il C. l. italicus come sinonimo del C. l. lupus. Inoltre la presunta sottospecie africana Canis lupus lupaster fu nel 2015 confermata essere membro della specie Canis lupaster.
Infine nel 2018, fu riconosciuto la distinzione del lupo siciliano, C. l. cristaldii.

Biologia –
Il lupo è un predatore notturno che caccia in un territorio che può andare da 200 a 800 kmq.
È una specie che è fornita di buon udito e buon olfatto e vive solitario o in coppie.
Forma piccoli gruppi di 6-14 individui con una determinata gerarchia tra classi di età e robustezza. Questa suddivisione e la gerarchia è funzionale ad una migliore efficienza durante la caccia che viene condotta mediante l’inseguimento oppure abbinando quest’ultima tattica all’agguato.
L’inizio del ciclo biologico è determinato dalla stagione degli amori va dal mese di febbraio ad aprile. Questo animale, che è monogamo, raggiunge la maturità sessuale verso i 22 mesi e la gestazione è di 60 giorni; la femmina mette alla luce 4-5 cuccioli.
I cuccioli vengono protetti in tane scavate durante l’estate; sono normalmente dei ripari naturali, come le aperture nelle rocce ricoperte da vegetazione. In certi casi le tane possono essere quelle abbandonate da altri animali come volpi, tassi e marmotte. Raramente le femmine scavano una tana nuova e comunque queste si trovano mediamente a 500 metri da una fonte d’acqua, posseggono da 1 a 3 entrate, sono poco profonde ed orientate quasi sempre verso sud onde evitare con l’esposizione al sole l’accumulo di neve. Inoltre, anche se tendono a evitare zone occupate dagli uomini, possono costruire la loro tana vicino alle case e alle ferrovie.

Ruolo Ecologico –
Il Lupo è l’unico Canis presente sia nel vecchio che nel nuovo continente. Questa specie apparve per la prima volta in Eurasia nell’era del Pleistocene, giungendo in Nordamerica almeno tre volte durante l’epoca Rancholabreana. Il suo parente più vicino è il cane domestico, con cui condivide un progenitore comune che si divise 14.900 anni fa.
Canis lupus è un mammifero con una dieta alquanto varia a seconda degli ambienti frequentati e dalla stagione. Normalmente si nutre di animali selvatici e in mancanza di questi di anfibi, rettili, topi, molluschi ed altri invertebrati ma, spesso si avventa contro gli animali domestici a causa della maggiore facilità con cui questi possono venire catturati. Tra gli altri primati predati troviamo gli entelli e le amadriadi.
Pur tuttavia. Durante i periodi di carestia possono nutrirsi di carogne, avvicinandosi talvolta persino ai mattatoi. Il cannibalismo è presente ma raro: durante gli inverni duri, i branchi attaccano lupi indeboliti o feriti, e possono anche cibarsi dei corpi dei loro familiari morti.
Si possono nutrire anche occasionalmente, di esseri umani.
Sebbene la paura dei lupi sia caratteristica di tante culture umane, la maggior parte degli attacchi sugli umani sono stati attribuiti ad animali rabbiosi. I lupi non rabbiosi hanno attaccato e ucciso esseri umani, soprattutto bambini, solo sporadicamente, essendo timidi per natura.
La dieta dei lupi è integrata, inoltre, da frutta e vegetali; infatti si nutrono volentieri delle bacche dei sorbi e di mughetti e mirtilli ma anche di morelle, mele e pere.
Si è verificato, anche che durante il periodo estivo abbia causato danni ai raccolti di melone.
Presso le tane del lupo si possono trovare i resti delle loro prede e del loro cibo e l’odore spesso attrae uccelli spazzini come gazze e corvi.
La presenza del Lupo è pertanto correlata all’abbondanza di prede, alla profondità della neve, all’assenza o alla bassa presenza di bestiame o di strade, alla presenza umana e alla topografia.
Il Canis lupus era un tempo uno dei mammiferi più diffusi al mondo, soprattutto nell’emisfero boreale, prima che la grandi persecuzioni da parte dell’uomo provocasse la sua estinzione in gran parte dell’Europa occidentale, del Messico e degli Stati Uniti d’America.
Anche in Europa il calo demografico è avvenuto un po’ ovunque e attualmente in Italia esistono (dati al 2007) circa 500 esemplari di lupo (con la sottospecie Canis lupus italicus).
Questo declino progressivo si è arrestato negli anni settanta con una reintroduzione artificiale in zone in cui un tempo era estinto. Questo cambiamento è avvenuto grazie alla protezione legale e ai cambiamenti nella gestione rurale; tuttavia la concorrenza con l’uomo per il bestiame e la selvaggina, le preoccupazioni sulla possibilità di aggressioni e la frammentazione del suo habitat, continuano a rappresentare una minaccia per la specie. Malgrado ciò il lupo grigio viene classificato, secondo la lista rossa, del IUCN a “rischio minimo d’estinzione”.
In Italia, secondo gli esperti gli esemplari di questa specie garante della qualità dell’ambiente e degli ecosistemi in cui vive, non hanno ancora raggiunto un numero sufficiente da assicurare la loro sopravvivenza nel lungo periodo. Rispetto al passato, però, sono stati fatti passi in avanti: dal 1974, quando si contavano soltanto 100 esemplari, sono stati fatti molti passi avanti, creando le condizioni per un ripopolamento. Il lupo è tornato a popolare le Alpi italiane, mentre la sua costante presenza è stata accertata anche sulla dorsale appenninica, sino alla media e bassa collina.
Una delle principali cause di mortalità del lupo risulta ancora il bracconaggio, che incide per il 20% annuo.
Dal punto di vista ecologico i lupi grigi tendono a regolare il numero di alcuni animali sia di piccola che anche grossa taglia.
Così per esempio l’aumento dei cinghiali o di altre specie di animali è legato alla mancanza di questo mammifero che un tempo svolgeva un importante ruolo nell’equilibrio dell’ecosistema.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guida dei mammiferi d’Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La grande enciclopedia degli animali. Gribaudo Editore.

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