Come coltivare la Tillandsia

Come coltivare la Tillandsia

La Tillandsia è un genere di piante appartenente della famiglia delle Bromeliaceae, originarie del Centro America.
Queste piante si contraddistinguono per la particolarità di riuscire a vegetare senza terreno grazie a peculiari caratteristiche anatomiche e fisiologiche presenti sulle foglie e all’interno della pianta, che hanno permesso loro di adattarsi in natura nei luoghi più disparati e spesso a climi e ambienti ostili.
Di questo genere esistono numerose specie delle quali citiamo alcune di quelle più coltivate per uso ornamentale:
– Tillandsia capitata;
– Tillandsia albertiana;
– Tillandsia recurvifolia;
– Tillandsia ionantha;
– Tillandsia velutina;
– Tillandsia usneoides;
– Tillandsia brachycaulos multiflora;
– Tillandsia xerographica.
In questa scheda vedremo come coltivare la Tillandsia, considerando che in condizioni ambientali idonee è una pianta che se ben accudita va in fiore quando giunge a maturità. Una volta fiorite, le infiorescenze che si presentano in spighe o grappoli, hanno una durata che va da diversi giorni a qualche mese, a seconda della specie. Queste spesso sono di colore molto vivo, che oscilla dall’arancio al fucsia e con un profumo intenso.
Per la coltivazione di queste piante si consideri che nei nostri climi si adattano perfettamente all’interno delle abitazioni. Queste piante, anche in composizione, trovano facile e gradevole collocazione in qualsiasi angolo della casa semplicemente poggiandole su un qualsiasi supporto o contenitore che ne valorizzi la forma.
Sono piante che per loro natura sono estremamente frugali. Si adattano bene quasi ad ogni ambiente purché molto luminoso, nella maggior parte delle nostre Regioni possono vivere all’aperto quasi tutto l’anno. Per questo motivo le Tillandsia, durante la bella stagione si consiglia di collocarle, possibilmente, all’esterno, in una zona ombreggiata, leggermente fissate su rami o tronchi di piante, ai quali in seguito si aggrapperanno con il loro apparato radicale.
La temperatura minima limite è di 5-7°C che può essere sopportata solo per qualche ora al giorno.
La particolarità di queste piante, come detto, è che, per quelle collocate all’esterno ed a meno che non si trovino in zone particolarmente siccitose, riescono a sopravvivere, in quanto Tillandsia è in grado di catturare efficacemente l’umidità della notte e l’acqua piovana ed è capace poi di conservarla per lungo tempo.
Per una ottimale coltivazione comunque, nel periodo estivo, è bene nebulizzare spesso le foglie con acqua a temperatura ambiente e possibilmente non calcarea (anche due volte al giorno) alla quale aggiungere poco fertilizzante in polvere solubile, povero di Azoto, con micro e macro elementi da sciogliere prima della nebulizzazione.
Queste piante dal periodo di ottobre ad aprile rallentano il loro ciclo vegetativo, ma spesso in questa fase possono anche fiorire.

In questo periodo bisogna comunque diradare le nebulizzazioni ogni 15 giorni, evitando di bagnare il centro delle rosette.
Evitate di fissare le piante su sassi calcarei quali il travertino che sciogliendosi con le innaffiature potrebbero portare alla formazione di incrostazioni sui tricomi danneggiandoli, preferendovi piuttosto rami con corteccia sugherosa, o listelli di legno leggero come l’Abete.
Le piante vanno fissate ai supporti su cui devono crescere con dei legacci, dello spago o del filo di togna, magari ponendo dello sfagno tra la base della pianta ed il supporto, per facilitare la radicazione della pianta. Evitare di posizionare le piante in ambienti poco aerati, con umidità persistente, poco luminosi,evitando quindi corridoi e la cucina (in quanto i vapori grassi sono estremamente deleteri), mentre molto adatti sono gli ambienti come il bagno e ben illuminati, meglio vicino ad una finestra.
Si ricorda che, nei luoghi più umidi, le Tillandsia fioriranno solo se esposte al sole. In generale le specie con foglie più verdi e più delicate richiedono meno sole e più umidità e tendono a prosperare in un ambiente fresco.
Quelle con le foglie più rigide e più grigie preferiscono più luce e di solito sono da aree più calde. Molte specie xeriche non traspirano e perdono acqua più velocemente come farebbero in un ambiente secco. La velocità con cui una pianta perderà la sua acqua interna è in funzione di temperatura e umidità.
Si ricorda che durante periodi di poca umidità, i raggi solari possono ustionare le foglie.
Le tillandsia amano le zone con brezze, specialmente se allevate in ambiente umido.
Sempre in merito all’apporto di umidità e di acqua, inoltre, è fondamentale la frequenza con cui queste piante sono bagnate e non quanto vengono bagnate.
Ovviamente la frequenza cambia tra le specie più xeriche che non possono essere bagnate troppo eccetto che rimangano umide solo per un paio di giorni.
Evitare comunque e sempre di bagnare la parte della rosetta e ristagni nei punti di ancoraggio.
Se le Tillandsia vengono invece tenute in casa più di un mese bisogna porre particolare attenzione.
Anche se le Tillandsia possiedono la capacità di adattarsi ad un vasto intervallo di condizioni climatiche, spesso cresceranno (o almeno non moriranno) anche all’interno. In ogni caso queste piante, quando vengono allevate in casa devono ricevere molta luce da una finestra vicina (preferibilmente affacciata a est, ovest o sud). Se non è fattibile, sono disponibili lampade fluorescenti ad ampio spettro che forniscono il 92% della luce solare quando sono posti a 15–30 cm dalla pianta.
Un’ultima curiosità riguarda la capacità purificante di queste piante.
Le Tillandsia sono infatti in grado di assorbire e di trattenere le sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera, come la formaldeide presente in tutti gli ambienti di vita e di lavoro, ma anche i PM10, molecole inquinanti prodotte durante i processi di combustione che normalmente le altre piante non sono in grado di assorbire.

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