Luteina

Luteina

La luteina, il cui termine nella nomenclatura ufficiale IUPAC è: β,ε-carotene-3,3’-diolo e la cui formula bruta o molecolare è: C40H56O2.
La luteina, conosciuta con la sigla E161b, nella codifica europea degli additivi alimentari, è una xantofilla.
La luteina è una sostanza di origine naturale, nota per le sue proprietà antiossidanti e protettive sulla vista ed è presente in alimenti dai colori vivaci come frutta e verdura, in particolare nelle verdure a foglia verde e negli alimenti di colore arancione e giallo.
Dal punto di vista commerciale la principale fonte di luteina è costituita dai fiori di Tagetes erecta. La luteina, nella forma di diestere palmitico (Helenen o Helenium), è contenuta nei petali di questi fiori, che sono ampiamente coltivati per questo scopo in America latina, e da cui viene estratta con solvente. Si ottiene così un estratto ad una concentrazione del 5-15% che può essere usato tal quale o sottoposto a saponificazione per ottenere la luteina sotto forma di alcol libero.
La luteina trova largo impiego nell’industria alimentare (come colorante naturale) e in quella zootecnica, dove viene aggiunta ai mangimi destinati all’alimentazione delle galline per accentuare la colorazione del tuorlo d’uovo.
Come per gli altri animali l’uomo non è in grado di sintetizzare la luteina e deve quindi procurarsela attraverso i cibi.
Una volta assunta tramite la dieta, questa sostanza si concentra nella macula, cioè nell’area centrale della retina dell’occhio, dove va ad assorbire la luce azzurra naturale proteggendola dai raggi UV nocivi.

Non è quindi un caso che in alcuni studi la luteina si sia dimostrata efficace nel prevenire la degenerazione maculare senile, che riconosce proprio nell’eccessiva esposizione alla luce abbagliante del sole uno dei suoi principali fattori di rischio (insieme al fumo di sigaretta, a fattori genetici e agli squilibri nutrizionali). Questa malattia si caratterizza per un processo degenerativo a carico della retina. Nei soggetti di età superiore a 55-65 anni che vivono nei paesi industrializzati, la degenerazione maculare senile rappresenta la principale causa di perdita progressiva e irreversibile della funzione visiva.
In minore quantità, la luteina è presente anche nel cristallino e a tal proposito le viene ascritta la capacità di contrastare la cataratta (una malattia dovuta proprio all’offuscamento del cristallino dell’occhio).
Nell’uomo il fabbisogno giornaliero di luteina è stimato in 4-6 mg (per soddisfarlo bastano, per esempio, 50g di spinaci al giorno).
L’uso di luteina, secondo le opportune indicazioni, si è generalmente rivelato sicuro e ben tollerato. Molto rari e clinicamente poco significativi sono stati gli effetti collaterali descritti.
Tra le controindicazioni l’uso di luteina è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo.
Inoltre l’assorbimento intestinale di luteina potrebbe essere compromesso dalla contestuale assunzione di principi attivi e alimenti quali colestiramina, colestipol, oli minerali, orlistat, beta-carotene e pectina.
Al contrario, il contestuale utilizzo di trigliceridi a media catena o di alcuni oli vegetali, come quello di mais, sembrerebbe incrementare l’assorbimento intestinale di luteina.

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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