Calicotome villosa

Calicotome villosa

Lo sparzio villoso (Calicotome villosa (Poir.) Link) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Faboideae, Tribù Genisteae e quindi al Genere Calicotome ed alla Specie C. villosa.
Sono sinonimi i termini:
Cytisus laniger DC., Cytisus spinosus (L.) Lam, Spartium lanigerum Desf., nom. illeg., Spartium villosum Poir. e Spartium laniger Desf..

Etimologia –
Il termine Calicotome proviene dal greco κάλυξ, υκοϛ cályx, -ykos calice, involucro e τομή tomé sezione, taglio: calice tagliato, riferimento al calice che si divide in due all’antesi.
L’epiteto specifico villosa viene dal latino víllus pelame o da véllus lana tosata: dotato di un indumento di lunghi peli.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Lo sparzio villoso è una pianta tipica degli ambienti di gariga e macchia mediterranea, dove vegeta in consociazione con lentisco, olivastro e fillirea, soprattutto lungo i versanti soleggiati e nelle macchie degradate su substrato acido.
In Italia è una specie comune nelle coste dalla Toscana alla Calabria, Basilicata e Puglia, Sicilia, Sardegna, Corsica ed Isole minori, dove cresce nell’intervallo altimetrico tra 0 e 1200 m s.l.m..

Descrizione –
Calicotome villosa è una specie arbustiva che può crescere sino a 1–2 m di altezza.
Si riconosce per i suoi rami spinescenti che sono striati longitudinalmente, con spine acute divergenti, bianco-pubescenti all’apice.
Le foglie sono di colore bianche-argentino nella pagina inferiore e subglabre in quella superiore, con 3 segmenti obcuneati (1-2 X 4-6 mm).
I fiori sono raccolti generalmente in fascetti di 2-15, con peduncolo di 5-6 mm, e calice bianco-sericei. Denti calicini all’antesi caduchi, cosicchè il calice appare ridotto al solo tubo (2-3 mm) troncato. La corolla è gialla di 10-14 mm, vessillo largo fino a 8 mm, brevemente bidentato all’apice.
Il periodo di fioritura è tra Marzo e Giugno.
I frutti sono legumi larghi 5–6 mm e lunghi 30 mm, villosi per peli bianchi allungati e subpatenti, con due ali larghe fino a 2 mm alla sutura ventrale, spesso non annerente alla disseccazione, con 4-5 Semi ovato-ellittici, gialli.

Coltivazione –
Lo sparzio villoso, come per altre ginestre, predilige posizioni soleggiate e non teme la siccità, anche se prolungata. È una pianta adatta per i giardini rocciosi mediterranei, con terreno poroso e sabbioso, completamente privo di ristagno idrico, che può rapidamente causare la morte delle piante. Predilige, inoltre i suoli tendenti ad un pH acido.
Pur sopportando tranquillamente la siccità, per avere una fioritura continua è consigliabile, comunque, annaffiare regolarmente, attendendo però che il terreno asciughi perfettamente tra due annaffiature. Le specie e varietà con fusti poco ramificati, tendono con il tempo a lignificare nella parte bassa, sospendendo le fioriture, per questo motivo si sconsiglia di potare le piante a inizio autunno, lasciandole a circa 25-35 cm dal terra, in modo da favorire lo sviluppo di arbusti più compatti.

Usi e Tradizioni –
La Calicotome villosa è una ginestra che dopo il passaggio degli incendi tende a formare intricatissimi agglomerati che, per la copiosa presenza dei rami spinosi, risultano di difficile e doloroso attraversamento.
Questa specie si presta alla coltivazione ornamentale soprattutto in ambienti aridi e nei giardini rocciosi, soprattutto per la densità e la ricchezza dei fiori.
Da questa pianta si può ricavare un eccellente materiale da ardere che brucia con fiamma intensa; nel passato con i rami affastellati si pulivano i camini e, quando ancora il pane si cuoceva a legna, se ne facevano fascine da vendere ai fornai.

Modalità di Preparazione –
Lo sparzio villoso è una specie che non ha particolari utilizzi dal punto di vista alimentare o farmaceutico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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