Mangrovia

Mangrovia

Col termine di mangrovia si intende una formazione vegetale (o forestale) costituita da molte specie di piante legnose, che crescono nei paesi tropicali sulle sponde delle lagune salmastre, sulle spiagge basse e fangose, allagate permanentemente o durante l’alta marea, nonché lungo gli estuari dei grandi fiumi.
Le mangrovie costituiscono una fitta vegetazione, con caratteristiche singolari, per via delle grandi radici aeree e a trampolo, che si ramificano prima di raggiungere la superficie dell’acqua, e degli pneumatofori, portati spesso all’estremità di apici radicali fuoriuscenti dall’acqua.
Il WWF considera la mangrovia come un bioma, una delle quattordici maggiori tipologie di habitat in cui viene suddiviso il globo terrestre. Il termine mangrovia viene inoltre spesso impropriamente impiegato come nome comune di alcune singole specie arboree rappresentative di tale formazione vegetale.
Le mangrovie sono costituite generalmente da 9 famiglie di Dicotiledoni (Rizoforacee, Meliacee, Sonneratiacee, Verbenacee ecc.). Si possono distinguere le mangrovie occidentali, composte di sole 4 specie, diffuse lungo le coste occidentali dell’Africa e le coste americane, e le mangrovie orientali, estese dall’Africa orientale alla Micronesia. La forte insolazione cui sono esposte le parti vegetative, innanzi tutto le foglie, e il suolo pervaso da soluzioni saline concentrate, determinano varie strutture xeromorfe. Diverse Rizoforacee sono vivipare: la piantina si sviluppa e l’ipocotile si allunga di vari decimetri, a spese dell’albume, quando il frutto è ancora attaccato alla pianta. I disseminuli di molte specie sono atti a galleggiare e a conservare per lungo tempo la capacità germinativa, contribuendo così alla vasta dispersione di questi vegetali. La vegetazione a mangrovia rappresenta un habitat particolare che ospita numerose specie di Molluschi, Crostacei, Pesci, Rettili ecc., grazie all’abbondanza di nutrimento e di siti di rifugio.
Le specie che vivono nelle mangrovie sono altamente specializzate per poter sopportare e anzi utilizzare a proprio beneficio l’acqua salmastra delle lagune costiere, o salata del mare. L’eccesso di sale viene poi eliminato mediante ghiandole poste sulle foglie che essudano acqua salata. La forma è adattata anche per potere germogliare in un ambiente spesso battuto dalle onde e periodicamente allagato dal ciclo delle maree. Le forme più lussureggianti si trovano nelle zone interessate da correnti di acqua dolce che confluiscono per infiltrazione o percolazione in mare (paludi o acquitrini costieri), oppure direttamente agli estuari dei fiumi. Un ulteriore fattore impegnativo per le piante è la scarsa ossigenazione del suolo, che risulta inoltre quasi sempre instabile.

Inoltre le mangrovie sono normalmente costituite da quattro fasce parallele alla linea di costa: la prima è formata da piante quasi perennemente sommerse, la seconda (la mangrovia per antonomasia, formata in prevalenza da specie del genere Rhizophora) viene invasa regolarmente dall’alta marea, la terza è formata da formazioni arbustive e viene sommersa solo dalle alte maree maggiori, infine la quarta, formata da specie arbustive e arboree alòfile che non viene mai sommersa e ha un suolo con minore contenuto salino. Non sempre, però, le ultime due fasce sono presenti.
Inoltre la caratteristica morfologica che distingue le mangrovie, e cioè la presenza di “radici accessorie” che sollevano il tronco dal fango, si riscontra solo nella seconda e raramente nella terza fascia. Si stima che nel mondo le mangrovie ricoprano una superficie di circa 150.000 km², di cui la maggior parte si trova in Asia.
In una formazione a mangrovia la riproduzione può essere per via agamica, ma principalmente è per via sessuale.
Il biotopo a mangrovia ha sviluppato inoltre forme animali di diverso tipo (dagli insetti, anfibi, rettili ed uccelli) che si sono adattati e specializzati per tale ambiente esclusivo, che offre per loro indubbi vantaggi.
Dal punto di vista ecologico le foreste di mangrovie sono minacciate dal disboscamento, sono delle importanti asili per i piccoli dei pesci delle barriere coralline.
Secondo uno studio condotto in Belize e in Messico, le foreste di mangrovie svolgono l’importante funzione di “bambinaie”. Aiuterebbero i giovani esemplari dei pesci a proteggersi dai predatori durante il periodo in cui sono ancora piccoli. Le foreste di mangrovie sono infatti un’importante tappa provvisoria per i pesci che dall’habitat di nascita passano a quello da adulto, ossia quello corallino; se non ci fossero le mangrovie, i pesci migrerebbero verso le barriere prima di aver completato la crescita, rendendosi più vulnerabili alle prede.
I ricercatori dell’università di Exter, nel Regno Unito, hanno monitorato più di 100 mila esemplari, di 64 specie diverse, di diverse barriere coralline: sia quelle adiacenti alle foreste di mangrovie sia quelle distanti. I risultati hanno evidenziato una maggiore abbondanza di esemplari e di specie proprio dove barriere coralline e mangrovie risultavano affiancate. I risultati della ricerca sottolineano dunque l’importanza della conservazione delle foreste di mangrovie, attualmente distrutte ad un ritmo più veloce rispetto alle foreste pluviali tropicali.




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