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Cossus cossus

Il rodilegno rosso (Cossus cossus L. 1758) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Cossidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Panorpoidea, Ordine Lepidoptera, Sottordine Glossata, Infraordine Heteroneura, Divisione Ditrysia, Superfamiglia Cossoidea, Famiglia Cossidae, Sottofamiglia Cossinae e quindi al Genere Cossus ed alla Specie C. cossus.
All’interno di questa specie esistono diverse sottospecie che qui si elenacno:
– Cossus cossus cossus;
– Cossus cossus albescens Kitt, 1925 (Kazakistan, Russia);
– Cossus cossus araraticus Teich, 1896 (Georgia, Azerbaidzhan, Turchia, Iran);
– Cossus cossus armeniacus Rothschild, 1912 (Turchia);
– Cossus cossus chinensis Rothschild, 1912 (Cina: Shaanxi);
– Cossus cossus dauricus Yakovlev, 2007 (Russia: Transbaical);
– Cossus cossus dersu Yakovlev, 2009 (Russia: Ussuri meridionale, Primorsky Krai);
– Cossus cossus deserta Daniel, 1953 (Mongolia);
– Cossus cossus gueruenensis Friedel, 1977 (Asia Minore);
– Cossus cossus kopetdaghi Yakovlev, 2009 (Turkmenistan);
– Cossus cossus kossai Wiltshire, 1957 (Iraq, Giordania);
– Cossus cossus lucifer Grum-Grshimailo, 1891 (Tibet);
– Cossus cossus mongolicus Erschoff, 1882 (Mongolia);
– Cossus cossus omrana Wiltshire, 1957 (Iraq, Iran);
– Cossus cossus tianshanus Hua, Chou, Fang & Chen, 1990 (Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tadzhikistan, Afghanistan);
– Cossus cossus uralicus Seitz, 1912 (Uralsk).
Inoltre esistono diversi sinonimi che si riferiscono a questa specie; si ricordano:
– Phalaena cossus Linnaeus, 1758;
– Bombyx unguiculatus Fabricius, 1793.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il rodilegno rosso è un insetto polifago, che nelle sue differenti sottospecie, è diffuso dall’Europa all’Asia provocando su differenti specie danni anche di notevole consistenza. Piante ospiti sono: Pomacee, Drupacee, altri fruttiferi, forestali, ornamentali e di interesse paesaggistico.

Morfologia –
Il Cossus cossus si riconosce in quanto gli adulti sono delle farfalle di grandi dimensioni, con 70 -100 mm di apertura alare, con le ali anteriori di colore grigio-bruno e striate finemente di scuro.
Le larve sono di colore rosato o rosso scure sul dorso, a seconda dell’età, con zone ventrali di colore giallo-ocracee e capo scuro; le larve a maturità sono lunghe da 80 a 100 mm.
Le uova sono di colore nocciola-brunastro o rossastre ed hanno un diametro di circa 1-1,5 mm. Queste vengono deposte negli anfratti della scorza, generalmente alla base delle piante.
Inoltre è possibile riscontrare questi insetti osservando le parti colpite all’esterno: in queste aree il legno presenta i fori di passaggio ed uno sgretolamento, specie della corteccia, alla quale la pianta stenta a reagire. Inoltre è facile notare, nella zona colpita, delle protuberanze o rigonfiamenti tipici, dovuti alla reazione dei tessuti. Nel caso venga sezionato un tronco colpito da Cossus si possono notare le caratteristiche gallerie delle larve.
Inoltre se le piante hanno una corteccia di colore chiaro è possibile notare la fuoriuscita di un fluido denso e mucillaginoso, di colore nerastro, che è costituito dalla linfa alterata e mescolata ai cataboliti dell’attività larvale ed alle rosure.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il rodilegno rosso è un insetto particolarmente polifago, con le larve che sono xilofaghe e producono danni molto gravi ad un grande numero di specie coltivate.
Il danno è dovuto all’attività trofica delle larve che scavano profonde gallerie nel tronco e nelle branche; a seguito di quest’azione questi organi si indeboliscono sia dal punto di vista meccanico che per un graduale e progressivo deperimento generale della pianta. Inoltre nelle profonde ferite prodotte nella pianta, per lo scavo delle gallerie, si insediano funghi patogeni, agenti di cancro e di carie ed altri parassiti (Sesidi).
Ovviamente gli attacchi portati su piante da legno (quali Noce, Pioppo, ecc.) producono danni maggiori anche per il deprezzamento che ne consegue.
L’insetto si può comportare sia da fitofago primario, sui fruttiferi, che da secondario, sulle piante ornamentali e di interesse paesaggistico attaccando, specialmente, le piante già deboli o che presentano altri problemi patologici.
Il ciclo biologico di questo lepidottero si compie in due o tre anni, in funzione anche delle condizioni climatiche. Gli adulti iniziano a vedersi nel periodo che va dalla terza decade di maggio fino ad agosto, con un periodo di sfarfallamento abbastanza ampio e con un picco di presenze nel mese di luglio.
Dopo l’accoppiamento le femmine depongono le uova, a gruppi, soprattutto alla base delle piante o all’impalcatura delle grosse branche.
Una volta nate le larve, che sono gregarie, queste iniziano a scavare, dopo circa 10-12 giorni, delle piccole gallerie sub-circolari, distruggendo la zona cambiale.
In queste gallerie le larve del 1° anno trascorrono il primo inverno e giunte nella primavera successiva riprendono l’attività scavando gallerie singole, più profonde e di diametro maggiore e generalmente con direzione verticale sia verso l’alto che verso le radici o, come in certi casi, con direzioni oblique o iniziali nicchie trasversali.
Le larve hanno cura di mantenere queste gallerie pulite eliminando all’esterno le rosure e gli escrementi che si presentano sotto forma di una poltiglia rosso-brunastra che emette un intenso odore di cuoio alterato.
L’insetto, di norma, trascorre il 2° anno allo stadio larvale, continuando a scavare gallerie nel legno, per poi sfarfallare nell’estate del 3° anno, dopo un incrisalidamento avvenuto negli strati più esterni della galleria o nel terreno alla base della pianta colpita.
In condizioni climatiche più sfavorevoli il Cossus cossus può sfarfallare nel periodo primaverile – estivo del 4° anno solare, compiendo così una generazione in 3 anni.

Ruolo Ecologico –
Il Cossus cossus, come detto, è un insetto polifago che può interessare si Pomacee, Drupacee ed altri fruttiferi, o piante forestali, ornamentali e di interesse paesaggistico.
Secondo quanto riportato da Plinio il Vecchio, gli antichi romani sarebbero stati consumatori delle larve di un insetto che alcuni scrittori hanno identificato come Cossus cossus, ma Plinio specifica che il suo cossus si trovava tra le querce, il che rende improbabile questa identificazione. Il Cossus di Plinio, con maggiore probabilità potrebbe essere la larva del Cerambyx heros.
A parte questa curiosità di ordine storico la presenza di questo lepidottero può causare ingenti danni e la lotta contro di esso si è evoluta negli ultimi anni in seguito alle nuove tecnologie di lotta guidata ed integrata; tuttavia ancora oggi è un insieme di pratiche diverse che vengono applicate, di volta in volta, a seconda dei casi. Si ricorda infatti che questo insetto ha dei nemici naturali, tra i quali ricordiamo i Ditteri Larvevoridi (gen. Phorocera) ed alcuni Imenotteri parassitoidi. L’uso indiscriminato di insetticidi va a danneggiare, oltre ai pronubi, questa utile entomofauna che col tempo va ad avvantaggiare proprio il Cossus cossus.
Una soluzione sarebbe percorrere le gallerie con un filo di ferro al fine di infilzare la larva, ma si tratta di un metodo spartano, che può essere applicato su poche piante e che, comunque, nella maggior parte dei casi non risolve il problema.
La tecnica della lotta guidata prevede dei trattamenti specifici nel periodo dell’ovideposizione, anche se non sempre danno risultati soddisfacenti, in considerazione dell’ampio intervallo di sfarfallamento; per ovviare a questo inconveniente è possibile attuare il monitoraggio ambientale, con l’ausilio di trappole sessuali. In questo caso le trappole vanno installate circa nella prima metà del mese di maggio ed il trattamento va eseguito sugli organi legnosi nel periodo di massima cattura. In questa lotta si utilizzano insetticidi fosforganici eventualmente miscelati con Oli bianchi, per migliorare la persistenza e la penetrazione.
Se invece si è costretti ad intervenire con l’infestazione in atto si interviene con l’eliminazione delle larve con mezzi meccanici (fili di ferro che risalgono la galleria fino al raggiungimento della larva) o con mezzi chimici, insufflando nelle gallerie insetticidi allo stato di aerosol, saturando le gallerie stesse, e chiudendole con stucco.
Questo tipo di intervento è comunque spesso inadeguato, almeno per i fruttiferi, in quanto il danno è già avvenuto e viene pertanto eseguito più che altro per le piante ornamentali.
Viste le delicate questioni ecologiche e la necessità di implementare interventi di maggiore salvaguardia ambientale ed in linea con un sistema agroecologico negli ultimi anni sono si sono messe a punto nuove metodologie di lotta biologica e biotecnologica che utilizzano microrganismi, la prima, e feromoni per le trappole di cattura massale, la seconda.
Per operare la cattura massale vanno utilizzate delle trappole innescate con feromoni sessuali; in questo caso le femmine, che non sono state fecondate, depongono uova non fecondate operando una graduale sterilizzazione della popolazione.
Per questo tipo di lotta le trappole vanno piazzate con una densità di circa variabile da 5 a 20 per ettaro secondo il tipo di impianto, le condizioni climatiche, ecc.
La lotta microbiologica ha avuto invece interessanti risultati con l’ausilio di Nematodi Neoaplectana (Steinernema) carpocapsae e feltiae; questi, spruzzati con appositi strumenti nelle gallerie o semplicemente messi in battufoli di bambagia ai margini delle stesse, sono in grado di ricercare attivamente le larve xilofaghe ed aggredirle (anche se su Cossus sono meno attivi).
Inoltre sono allo studio l’impiego di funghi entomopatogeni, come la Beauveria bassiana; che è molto attiva, anche per parassitizzazioni naturali, nei confronti del rodilegno.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



[:en]

Cossus cossus

The goat moth (Cossus cossus L. 1758) is a moth belonging to the Cossidae family.

Systematics –
From a systematic point of view, it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Subgenus Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclass Hexapoda, Class Insecta, Subclass Pterygota, Cohort Endopterygota, Superorder Oligoneoptera, Subordinate Section, Infraorder Order Heteroneura, Division Ditrysia, Superfamily Cossoidea, Family Cossidae, Subfamily Cossinae and then to the genus Cossus and to the species C. cossus.
Within this species there are several subspecies that are listed here:
– Cossus cossus cossus;
– Cossus cossus albescens Kitt, 1925 (Kazakhstan, Russia);
– Cossus cossus araraticus Teich, 1896 (Georgia, Azerbaidzhan, Turkey, Iran);
– Cossus cossus armeniacus Rothschild, 1912 (Turkey);
– Cossus cossus chinensis Rothschild, 1912 (China: Shaanxi);
– Cossus cossus dauricus Yakovlev, 2007 (Russia: Transbaical);
– Cossus cossus dersu Yakovlev, 2009 (Russia: Southern Mussel, Primorsky Krai);
– Cossus cossus deserta Daniel, 1953 (Mongolia);
– Cossus cossus gueruenensis Friedel, 1977 (Asia Minor);
– Cossus cossus kopetdaghi Yakovlev, 2009 (Turkmenistan);
– Cossus cossus kossai Wiltshire, 1957 (Iraq, Jordan);
– Cossus cossus lucifer Grum-Grshimailo, 1891 (Tibet);
– Cossus cossus mongolicus Erschoff, 1882 (Mongolia);
– Cossus cossus omrana Wiltshire, 1957 (Iraq, Iran);
– Cossus cossus tianshanus Hua, Chou, Fang & Chen, 1990 (Kazakhstan, Kyrgyzstan, Uzbekistan, Tadzhikistan, Afghanistan);
– Cossus cossus uralicus Seitz, 1912 (Uralsk).
Furthermore there are several synonyms referring to this species; they remember:
– Phalaena cossus Linnaeus, 1758;
– Bombyx unguiculatus Fabricius, 1793.

Geographical Distribution and Habitat –
The goat moth is a polyphagous insect, which in its different subspecies, is widespread from Europe to Asia causing on different species damages also of notable consistency. Host plants are: Pomacee, Drupacee, other fruit-bearing, forestry, ornamental and of landscape interest.

Morphology –
The Cossus cossus is recognized as the adults are large butterflies, with 70 -100 mm wingspan, with gray-brown front wings and finely dark streaks.
The larvae are pink or dark red on the back, depending on the age, with ventral areas of yellow-ocher and dark head; the larvae at maturity are from 80 to 100 mm long.
The eggs are hazel-brownish or reddish in color and have a diameter of about 1-1.5 mm. These are laid in the recesses of the rind, generally at the base of the plants.
It is also possible to find these insects by observing the affected parts on the outside: in these areas the wood presents the passage holes and a crumbling, especially of the bark, to which the plant finds it hard to react. Furthermore, it is easy to notice, in the affected area, typical protuberances or swellings, due to the reaction of the tissues. If a trunk affected by Cossus is sectioned, the characteristic galleries of the larvae can be seen.
Furthermore, if the plants have a light-colored bark it is possible to notice the outflow of a thick and mucilaginous fluid, of a blackish color, which is constituted by the sap altered and mixed with the catabolites of the larval activity and the rosure.

Attitude and biological cycle –
The goat moth is a particularly polyphagous insect, with larvae that are xylophagous and produce very serious damage to a large number of cultivated species.
The damage is due to the trophic activity of the larvae that dig deep tunnels in the trunk and in the branches; following this action these organs weaken both from the mechanical point of view and from a gradual and progressive general deterioration of the plant. Furthermore, in the deep wounds produced in the plant, due to the excavation of the tunnels, pathogenic fungi, cancer agents and caries and other parasites (Sesidi) settle.
Obviously the attacks carried on wood plants (such as Walnut, Poplar, etc.) produce greater damage also due to the consequent depreciation.
The insect can behave both as a primary phytophagous, on fruit trees, as a secondary one, on ornamental plants and of landscape interest, attacking, especially, plants that are already weak or that present other pathological problems.
The biological cycle of this moth is completed in two or three years, depending also on the climatic conditions. The adults begin to see each other in the period from the third decade of May until August, with a period of quite large flickering and with a peak of presences in the month of July.
After mating the females lay their eggs, in groups, especially at the base of the plants or at the scaffolding of the big branches.
Once the larvae are born, which are gregarious, they begin to dig, after about 10-12 days, of the small sub-circular tunnels, destroying the draft area.
In these tunnels the first year larvae spend the first winter and when they arrive in the following spring they resume their activity digging single, deeper and larger diameter tunnels, generally with a vertical direction both upwards and towards the roots or, as in certain cases, with oblique directions or initial transverse niches.
The larvae take care to keep these tunnels clean by removing the roseae and droppings that come in the form of a red-brownish pulp on the outside that emits an intense smell of altered leather.
The insect, as a rule, spends the 2nd year at the larval stage, continuing to dig tunnels in the wood, and then flickers in the summer of the 3rd year, after an incalidation occurred in the outer layers of the tunnel or in the ground at the base of the affected plant.
In more unfavorable weather conditions the Cossus cossus can flicker in the spring – summer period of the 4th solar year, thus making a generation in 3 years.

Ecological Role –
The Cossus cossus, as mentioned, is a polyphagous insect that can affect Pomacee, Drupaceae and other fruit trees, or forest plants, ornamental and of landscape interest.
As reported by Pliny the Elder, the ancient Romans would have been consumers of the larvae of an insect that some writers have identified as Cossus cossus, but Pliny specifies that his cossus was among the oaks, which makes this identification unlikely. The Cossus of Pliny, most likely could be the larva of the Cerambyx heros.
Apart from this historical curiosity the presence of this moth can cause huge damages and the fight against it has evolved in recent years following the new technologies of guided and integrated struggle; however, even today it is a set of different practices that are applied, from time to time, depending on the case. It is recalled that this insect has natural enemies, among which we mention the Diptera Larvevoridi (gen. Phorocera) and some Parasitoid Hymenoptera. The indiscriminate use of insecticides goes on to damage, in addition to the pollinators, this useful entomofauna which over time goes to the advantage of the Cossus cossus.
One solution would be to walk the tunnels with a wire in order to pierce the larva, but it is a Spartan method, which can be applied to a few plants and which, in any case, in most cases does not solve the problem.
The guided fight technique involves specific treatments during the oviposition period, even if they do not always give satisfactory results, in consideration of the wide flicker interval; to remedy this inconvenience it is possible to implement environmental monitoring, with the help of sexual traps. In this case the traps must be installed approximately in the first half of May and the treatment must be performed on the wooden organs in the period of maximum capture. In this fight, phosphorganic insecticides are used, possibly mixed with white oils, to improve persistence and penetration.
If instead we are forced to intervene with the infestation in progress we intervene with the elimination of the larvae with mechanical means (iron wires that go up the tunnel until the larva is reached) or with chemical means, blowing insecticides into the tunnels in the state of aerosol, saturating the galleries themselves, and closing them with stucco.
This type of intervention is however often inadequate, at least for the fruit-bearing, as the damage has already occurred and is therefore performed more than anything else for ornamental plants.
Given the delicate ecological issues and the need to implement interventions of greater environmental protection and in line with an agro-ecological system, in recent years new biological and biotechnological control methods have been developed that use microorganisms, the first, and pheromones for traps of mass capture, the second.
To operate the mass capture, traps triggered with sexual pheromones must be used; in this case, the females, who have not been fertilized, lay unfertilized eggs, making a gradual sterilization of the population.
For this type of fight the traps must be placed with a density of about 5 to 20 per hectare depending on the type of plant, climatic conditions, etc.
Instead, the microbiological fight has had interesting results with the help of Nematodi Neoaplectana (Steinernema) carpocapsae and feltiae; these, sprayed with special instruments in the tunnels or simply placed in whacks at the edges of them, are able to actively search for xylophagous larvae and attack them (even if they are less active on Cossus).
In addition, the use of entomopathogenic fungi, such as Beauveria bassiana, are being studied; which is very active, also due to natural parasitisations, towards wood rod.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Russo G., 1976. Agrarian Entomology. Special Part. Liguori Editore, Naples.
– Tremblay E., 1997. Applied entomology. Liguori Editore, Naples.



[:es]

Cossus cossus

La mariposa de taladro rojo (Cossus cossus L. 1758) es una polilla perteneciente a la familia Cossidae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Animalia Kingdom, Subgenus Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclass Hexapoda, Class Insecta, Subclass Pterygota, Cohort Endopterygota, Superorder Oligoneoptera, Subderinate Section, Subderinate Section, Subderinate Order, Heteroneura, División Ditrysia, Superfamilia Cossoidea, Familia Cossidae, Subfamilia Cossinae y luego al género Cossus y a la especie C. cossus.
Dentro de esta especie hay varias subespecies que se enumeran aquí:
– Cossus cossus cossus;
– Cossus cossus albescens Kitt, 1925 (Kazajstán, Rusia);
– Cossus cossus araraticus Teich, 1896 (Georgia, Azerbaidzhan, Turquía, Irán);
– Cossus cossus armeniacus Rothschild, 1912 (Turquía);
– Cossus cossus chinensis Rothschild, 1912 (China: Shaanxi);
– Cossus cossus dauricus Yakovlev, 2007 (Rusia: transbaical);
– Cossus cossus dersu Yakovlev, 2009 (Rusia: Mejillón del sur, Krai de Primorie);
– Cossus cossus deserta Daniel, 1953 (Mongolia);
– Cossus cossus gueruenensis Friedel, 1977 (Asia Menor);
– Cossus cossus kopetdaghi Yakovlev, 2009 (Turkmenistán);
– Cossus cossus kossai Wiltshire, 1957 (Iraq, Jordania);
– Cossus cossus lucifer Grum-Grshimailo, 1891 (Tibet);
– Cossus cossus mongolicus Erschoff, 1882 (Mongolia);
– Cossus cossus omrana Wiltshire, 1957 (Iraq, Irán);
– Cossus cossus tianshanus Hua, Chou, Fang & Chen, 1990 (Kazajstán, Kirguistán, Uzbekistán, Tayikistán, Afganistán);
– Cossus cossus uralicus Seitz, 1912 (Uralsk).
Además, hay varios sinónimos que se refieren a esta especie; recuerda:
– Phalaena cossus Linnaeus, 1758;
– Bombyx unguiculatus Fabricius, 1793.

Distribución geográfica y hábitat –
La mariposa de taladro rojo es un insecto polífago que, en sus diferentes subespecies, está muy extendido de Europa a Asia causando daños a diferentes especies también de notable consistencia. Las plantas hospederas son: orujo, drupacee, otras frutales, forestales, ornamentales y de interés paisajístico.

Morfología –
El Cossus cossus es reconocido porque los adultos son grandes mariposas, con una envergadura de 70 a 100 mm, con alas delanteras de color marrón grisáceo y vetas finamente oscuras.
Las larvas son de color rosa o rojo oscuro en la parte posterior, dependiendo de la edad, con áreas ventrales de color amarillo ocre y cabeza oscura; Las larvas en la madurez son de 80 a 100 mm de largo.
Los huevos son de color marrón avellana o rojizo y tienen un diámetro de aproximadamente 1-1.5 mm. Estos se colocan en los huecos de la corteza, generalmente en la base de las plantas.
También es posible encontrar estos insectos observando las partes afectadas en el exterior: en estas áreas, la madera presenta agujeros de paso y un desmoronamiento, especialmente de la corteza, a la planta a la que le resulta difícil reaccionar. Además, es fácil notar, en el área afectada, protuberancias o hinchazones típicas, debido a la reacción de los tejidos. Si se corta un tronco afectado por Cossus, se pueden ver las galerías características de las larvas.
Además, si las plantas tienen una corteza de color claro, es posible notar la salida de un fluido espeso y mucilaginoso, de color negruzco, que está constituido por la savia alterada y mezclada con los catabolitos de la actividad larval y la rosa.

Actitud y ciclo biológico –
La mariposa de taladro rojo es un insecto particularmente polífago, con larvas que son xilófagas y producen daños muy graves en una gran cantidad de especies cultivadas.
El daño se debe a la actividad trófica de las larvas que cavan túneles profundos en el tronco y en las ramas; Después de esta acción, estos órganos se debilitan tanto desde el punto de vista mecánico como por un deterioro general gradual y progresivo de la planta. Además, en las heridas profundas producidas en la planta, debido a la excavación de los túneles, se asientan hongos patógenos, agentes cancerígenos y caries y otros parásitos (Sesidi).
Obviamente, los ataques llevados a cabo en plantas de madera (como Walnut, Poplar, etc.) producen un daño mayor también debido a la consiguiente depreciación.
El insecto puede comportarse tanto como fitófago primario, en árboles frutales, como secundario, en plantas ornamentales y de interés paisajístico, atacando, especialmente, plantas que ya son débiles o que presentan otros problemas patológicos.
El ciclo biológico de esta polilla se completa en dos o tres años, dependiendo también de las condiciones climáticas. Los adultos comienzan a verse en el período comprendido entre la tercera década de mayo y agosto, con un período de parpadeo bastante grande y con un pico de presencia en el mes de julio.
Después del apareamiento, las hembras ponen sus huevos, en grupos, especialmente en la base de las plantas o en el andamiaje de las grandes ramas.
Una vez que nacen las larvas, que son gregarias, comienzan a cavar, después de unos 10-12 días, de los pequeños túneles sub-circulares, destruyendo el área de tiro.
En estos túneles, las larvas del primer año pasan el primer invierno y, cuando llegan en la primavera siguiente, reanudan su actividad cavando túneles individuales, más profundos y de mayor diámetro, generalmente con una dirección vertical tanto hacia arriba como hacia las raíces o, como en ciertos casos, con direcciones oblicuas o nichos transversales iniciales.
Las larvas se encargan de mantener limpios estos túneles eliminando las roseas y los excrementos que se presentan en forma de pulpa de color rojo parduzco en el exterior que emite un olor intenso a cuero alterado.
El insecto, por regla general, pasa el segundo año en la etapa larval, continúa cavando túneles en el bosque, y luego parpadea en el verano del tercer año, después de una incalidación en las capas externas del túnel o en el suelo en la base del planta afectada
En condiciones climáticas más desfavorables, el Cossus cossus puede parpadear en el período primavera – verano del cuarto año solar, lo que genera una generación en 3 años.

Rol Ecológico –
El Cossus cossus, como se mencionó, es un insecto polífago que puede afectar a Pomacee, Drupaceae y otros árboles frutales, o plantas forestales, ornamentales y de interés paisajístico.
Según lo informado por Plinio el Viejo, los antiguos romanos habrían sido consumidores de las larvas de un insecto que algunos escritores han identificado como Cossus cossus, pero Plinio especifica que su cossus estaba entre los robles, lo que hace que esta identificación sea poco probable. El Cossus de Plinio, muy probablemente podría ser la larva de los héroes Cerambyx.
Además de esta curiosidad histórica, la presencia de esta polilla puede causar grandes daños y la lucha contra ella ha evolucionado en los últimos años siguiendo las nuevas tecnologías de lucha guiada e integrada; sin embargo, incluso hoy es un conjunto de prácticas diferentes que se aplican, de vez en cuando, según el caso. Se recuerda que este insecto tiene enemigos naturales, entre los cuales mencionamos los Diptera Larvevoridi (gen. Phorocera) y algunos himenópteros parasitoides. El uso indiscriminado de insecticidas daña, además de los polinizadores, esta útil entomofauna que con el tiempo beneficia al Cossus cossus.
Una solución sería caminar los túneles con un alambre para perforar la larva, pero es un método espartano, que se puede aplicar a algunas plantas y que, en cualquier caso, en la mayoría de los casos no resuelve el problema.
La técnica de lucha guiada implica tratamientos específicos durante el período de oviposición, incluso si no siempre dan resultados satisfactorios, en consideración al amplio intervalo de parpadeo; Para remediar este inconveniente es posible implementar un monitoreo ambiental, con la ayuda de trampas sexuales. En este caso, las trampas deben instalarse aproximadamente en la primera quincena de mayo y el tratamiento debe realizarse en los órganos de madera en el período de captura máxima. En esta lucha, se usan insecticidas fosforgánicos, posiblemente mezclados con aceites blancos, para mejorar la persistencia y la penetración.
Si, en cambio, nos vemos obligados a intervenir con la infestación en curso, intervenimos con la eliminación de las larvas con medios mecánicos (alambres de hierro que suben por el túnel hasta llegar a la larva) o con medios químicos, soplando insecticidas en los túneles en el estado de aerosol, saturando las galerías y cerrándolas con estuco.
Sin embargo, este tipo de intervención a menudo es inadecuada, al menos para los fructíferos, ya que el daño ya ha ocurrido y, por lo tanto, se realiza más que cualquier otra cosa para las plantas ornamentales.
Dadas las delicadas cuestiones ecológicas y la necesidad de implementar intervenciones de mayor protección ambiental y en línea con un sistema agroecológico, en los últimos años se han desarrollado nuevos métodos biológicos y biotecnológicos que utilizan microorganismos, el primero y feromonas para trampas. de captura masiva, el segundo.
Para operar la captura masiva, se deben usar trampas activadas con feromonas sexuales; En este caso, las hembras, que no han sido fertilizadas, ponen huevos sin fertilizar, haciendo una esterilización gradual de la población.
Para este tipo de lucha, las trampas deben colocarse con una densidad de aproximadamente 5 a 20 por hectárea, dependiendo del tipo de planta, las condiciones climáticas, etc.
En cambio, la lucha microbiológica ha tenido resultados interesantes con la ayuda de Nepocadi Neoaplectana (Steinernema) carpocapsae y feeliae; Estos, rociados con instrumentos especiales en los túneles o simplemente colocados en golpes en los bordes de ellos, pueden buscar activamente larvas xilófagas y atacarlas (incluso si son menos activas en Cossus).
Además, se está estudiando el uso de hongos entomopatógenos, como Beauveria bassiana; que es muy activo, también debido a parasitaciones naturales, hacia la varilla de madera.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Russo G., 1976. Entomología agraria. Parte especial Liguori Editore, Nápoles.
– Tremblay E., 1997. Entomología aplicada. Liguori Editore, Nápoles.



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