Rosa sempervirens

Rosa sempervirens

La Rosa sempreverde o Rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens L.) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Rosales, Famiglia Rosaceae e quindi al Genere Rosa ed alla Specie R. sempervirens.

Etimologia –
Il termine Rosa viene da rósa rosa (in greco ῥόδον rhódon): la regina dei fiori. L’epiteto specifico sempervirens proviene da semper sempre e da virens verdeggiante: sempreverde.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La rosa sempreverde è una specie mediterranea presente in tutte le regioni d’Italia ad eccezione del Piemonte, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.
Il suo habitat è quello delle macchie e degli ambienti più caldi dei boschi caducifogli e relativi mantelli, sia su calcare che su marne ricche in basi, su suoli argillosi abbastanza profondi, aridi d’estate, al di sotto della fascia montana inferiore, con optimum nella fascia mediterranea fino alle valli riparate nel sud della Francia.

Descrizione –
La Rosa sempervirens è una pianta arbustiva, perenne, rampicante con steli molto spinosi, che può raggiungere i 3 – 4 m di altezza.
I fusti portano delle spine curve, foglie sempreverdi, lucie, composte da 5-7 segmenti lanceolati, acuti, dentati, verde-scuri e lucidi di sopra.
I fiori sono bianchi, leggermente profumati, con i petali a cuore, leggermente ondulati, perfettamente candidi e il ciuffo degli stami dorati al centro, che si sviluppano in infiorescenze di 1 – 4 fiori.
L’antesi è tra maggio e giugno.
Il frutto, di colore rosso brillante, è un cinorrodo (pometo) di 0,5-1,6 cm di diametro, dapprima ovoide con ghiandole poi subglobosa, glabra e rossastra. Acheni ± piramidali con 2 lati piani ed uno convesso, apice acuminato, ± peloso, di 4-4,8 x 2-2,5 mm, con superficie solcata longitudinalmente, opaca.

Coltivazione –
La Rosa sempreverde va coltivata in luoghi ben soleggiati onde favorire un’abbondante fioritura, in terreni calcarei ma ben lavorati e profondi.
Quando viene posta a dimora è bene praticare una buca ampia, con una fine lavorazione del terreno, aggiungendovi stallatico ben maturo e, ove necessario, anche del terriccio universale soffice e ricco. Posizioniamo la rosa evitando di interrare eccessivamente in profondità il colletto, se acquistiamo una rosa in vaso cerchiamo di porla a dimora lasciandola alla stessa profondità a cui era nel vaso.
Va irrigata nel periodo da marzo-aprile, fino a settembre annaffiamo il terreno solo quando è ben asciutto, evitando di bagnare il fogliame in modo eccessivo, per prevenire la comparsa dell’oidio. A fine inverno vanno potati i getti danneggiati, per favorire una buona emissione di nuovi getti nella primavera successiva.
Come tutte le rose va soggetta agli afidi, soprattutto nel periodo primaverile ed in climi molto umidi, cosa che è favorita anche dalla presenza di terreni eccessivamente dotati di azoto.

Usi e Tradizioni –
La Rosa sempervirens è una pianta leggermente profumata ed è la progenitrice di poche ma magnifiche rampicanti tra cui Félicité e Perpetué e degli ibridi prodotti da Henri Antoine Jacques , giardiniere del re Luigi Filippo I di Francia.
I falsi frutti di questa pianta sono ricchi di vitamina C e possono venir usati per la preparazione di marmellate.
Questi frutti, come quelli di altre rose selvatiche, possono essere utilizzati per combattere le infezioni alle vie respiratore (orecchie, naso e gola); accrescono la possibilità di assorbimento del ferro contenuto in altri alimenti, controllano il livello di colesterolo nel sangue, rende attiva la vitamina B9 (acido folico) e si rivelano un ottimo antiossidante. Hanno un’azione immunostimolante nel prevenire influenze e raffreddori, in particolare nell’infanzia; sono dei tonici naturali, perché favoriscono l’utilizzo, da parte delle cellule, dell’energia disponibile nell’organismo; neutralizzano l’azione distruttiva di radicali liberi e sostanze tossiche, come i derivati del fumo; migliorano la compattezza della struttura del collagene dei tendini.
I frutti contengono, oltre alle grandi quantità di vitamina C anche: polifenoli, acidi organici, tannini e pectine.
È da sconsigliare l’uso di questi frutti comunque nel caso di calcolosi renale.

Modalità di Preparazione –
I frutti freschi, possono essere utilizzati nei casi di cui sopra. A questo scopo vanno raccolti quando sono ben maturi e privati di semi e dei piccoli “peli”.
Si può preparare il decotto mettendo una manciata di frutti freschi in 1/2 l d’acqua e far bollire per 10 minuti. Dolcificare con miele per esaltare ancora di più il gusto. Va preso nella quantità di una tazza 3 volte al dì.
Si possono preparare anche tisane essiccando i frutti e conservandoli in un luogo asciutto in recipienti di vetro. Si può preparare la tisana schiacciando prima i frutti in un mortaio nella quantità che più aggrada e quindi metterli in infusione in acqua bollente. Questa tisana è leggermente rosata, acidula, gradevolissima. Va presa nella quantità di una tazza 3 volte al dì.
Si possono preparare bagni tonificanti preparando un decotto con 50 grammi di bacche di Rosa sempervirens e lasciarlo raffreddare. Filtrare e aggiungere 3 cucchiai di bicarbonato e 3 di sale, quindi versarlo nella vasca da bagno colma di acqua calda. Rimanere immersi nell’acqua una decina di minuti e quindi asciugarsi.
Come detto, in cucina, si possono preparare delle ottime marmellate unendo ai frutti pestati e ridotti in polpa uguale peso di zucchero, ottenendo così una conserva di gusto gradevole, dall’effetto rinfrescante e lassativo, particolarmente adatta ai bambini.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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