Luciola italica

Luciola italica

La Lucciola italica (Luciola italica L. 1767) è un coleottero appartenente alla famiglia dei Lampyridae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Coleopteroidea, Ordine Coleoptera, Sottordine Polyphaga, Infraordine Elateriformia, Superfamiglia Elateroidea, Famiglia Lampyridae, Sottofamiglia Luciolinae, Tribù Luciolini e quindi al Genere Luciola ed alla Specie L. italica.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Lucciola italica è presente solo in Italia e nei Balcani occidentali dove necessita di ambienti completamente bui per sopravvivere perché i lampioni e inquinamento luminoso in generale ostacolano o addirittura impediscono l’incontro tra i due sessi. Il suo habitat è inoltre rappresentato da zone umide e calcaree dove si nutre principalmente di lumache.

Morfologia –
La Lucciola italica si riconosce allo stadio adulto per avere i maschi sono alati, con un corpo lungo e snello, con una lunghezza media di 5-9 mm ma che può superare anche il centimetro. Questi sono in grado di volare a circa un metro da terra o di posarsi su steli. Le femmine presentano un leggero dimorfismo sessuale, sono più rare, sono alate, ma hanno il corpo più tozzo e corto e vivono normalmente a terra appena nascoste dall’erba.
Sia nei maschi che nelle femmine il pronoto non ricopre totalmente il capo e può presentare una macchia rossiccia centrale. Le elitre sono di colore marrone scuro e ricoprono tutto il corpo. Nella parte ventrale, la parte terminale dell’addome è di colore bianco ed è in questa zona che, tramite le reazioni biochimiche, si ha l’emissione di luce.

Attitudine e Ciclo biologico –
Luciola italica è un insetto che, allo stadio adulto, hanno lo scopo di riprodursi mentre la fase nutritiva è relegata quasi esclusivamente a quello dello stadio larvale.
Le larve infatti, per nutrirsi, predano chiocciole e le limacce che trattengono con le potenti mandibole mentre iniettano nel loro corpo un liquido digestivo che le riduce in poltiglia. Con questo sistema le larve possono nutrirsi gradualmente di prede molto più grandi di loro.
Raggiunta la fase di maturità, dopo alcune mute, si arriva allo stadio di adulto che, tra fine maggio e giugno, iniziano ad accoppiarsi.
Durante questa fase le femmine preferiscono attendere il compagno sugli steli delle piante, rispondendo ai richiami luminosi che questo emette. La caratteristica infatti di questo insetto di emettere luce è strettamente legata alla fase riproduttiva.
L’emissione di luce dei due sessi è differente tra i due sessi ma anche in funzione delle diverse specie. Normalmente il maschio emette luce ad intermittenza mentre la femmina in maniera più continuativa. La luce è prodotta nel periodo che va dal crepuscolo alla notte.

Ruolo Ecologico –
La Lucciola italica, come altre lucciole, svolge un importante ruolo di controllo delle lumache e dei limacidi soprattutto in quelle aree dove le condizioni di produzione agricola sono perfettamente agroecologiche. In ambienti molto inquinati, a causa anche dell’uso di pesticidi o per la presenza eccessiva di luminosità, che interferisce sulla fase dell’accoppiamento, la popolazione di questi insetti diminuisce drasticamente fino a scomparire.
In queste condizioni l’equilibrio dell’ecosistema si spezza a vantaggio delle loro prede che per essere contenute vengono lottate con altri pesticidi.
Inoltre la presenza di acqua è importante per l’equilibrio ecologico di questa specie e per la fase di riproduzione. Infatti, affinché avvenga la reazione chimica che permette all’organo bioluminescente di funzionare è necessaria la presenza di habitat umidi.
La luce emessa è dovuta all’ossidazione del substrato fotogeno luciferina ad ossiluciferina, che avviene in presenza di ossigeno grazie alla catalisi operata dall’enzima luciferasi. È una luce fredda, la cui lunghezza d’onda oscilla fra i 500 ed i 650 nm. L’intensità invece varia a seconda della specie (ne esistono circa 2000).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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