Come coltivare i Pachyphytum

Come coltivare i Pachyphytum

I Pachyphytum (Pachyphytum Link, Klotzsch & Otto) sono un genere di piante della famiglia delle Crassulacee di origini messicane.
Sono piante caratterizzate da fusto e foglie grossi e carnosi. Le foglie assumono spesso una forma arrotondata e sono attaccate direttamente al tronco. I fiori sono riuniti a grappolo ed hanno colori di tonalità rosse.
In questa scheda vedremo come coltivare i Pachyphytum considerando che esistono diverse specie che qui riportiamo:
– Pachyphytum aduncum (Baker) Rose;
– Pachyphytum bracteosum Klotzsch;
– Pachyphytum brevifolium Rose;
– Pachyphytum caesium Kimnach & Moran;
– Pachyphytum coeruleum J. Meyrán;
– Pachyphytum compactum Rose;
– Pachyphytum fittkaui Moran;
– Pachyphytum garciae Pérez-Calix & Glass;
– Pachyphytum glutinicaule Moran;
– Pachyphytum hookeri (Salm-Dyck) A. Berger;
– Pachyphytum kimnachii Moran;
– Pachyphytum longifolium Rose;
– Pachyphytum machucae I. García, Glass & see Cházaro Basáñoez, Miguel de Jesús;
– Pachyphytum oviferum Purpus;
– Pachyphytum sodale (Berger) Rose;
– Pachyphytum viride E. Walther;
– Pachyphytum werdermannii Poelln.
In generale la coltivazione delle Pachyphytum richiede un terriccio drenante e molto sabbioso, e al contempo anche molto leggero, in posizione molto luminosa e con esposizione non diretta al sole in modo da evitare che le foglie cadano e la pianta perda in bellezza.
Vediamo in dettaglio la tecnica di coltivazione.
I Pachyphytum vanno posti, come detto, in zone molto luminose non ai raggi diretti del sole. In estate la pianta può essere trasferita all’esterno fino a quando le temperature notturne non scendono al disotto dei 10° C.
Il substrato dove coltivare queste piante grasse deve essere leggero e sabbioso e molto drenante. Si può realizzare anche un terriccio misto con ghiaia, terreno e torba nelle percentuali: 30 – 50 – 20.

Per le irrigazioni si ricorda che il Pachyphytum deve essere regolarmente innaffiato durante la crescita, in media ogni 5-6 giorni, e più frequentemente nei periodi più caldi, avendo cura di evitare i ristagni di acqua. Quando poi la pianta, nel periodo invernale, entra in riposo vegetativo, le irrigazioni vanno sospese del tutto.
Per la concimazione bisogna operare dall’inizio della primavera fino a tutto il periodo estivo, una volta al mese, apportando fertilizzanti liquidi specifici per le cactaceae; quindi poveri di azoto, ma più ricco di fosforo (P) e potassio(K) opportunamente diluito nell’acqua delle innaffiature e in dose inferiore, comunque, a quella consigliata sulla confezione.
In piena terra bisogna somministrare invece ad inizio primavera un concime organico ben maturo miscelandolo alla base della pianta senza danneggiare in questa operazione la parte del colletto.
Per quanto riguarda la propagazione e moltiplicazione dei Pachyphytum, questi si riproducono anche per seme ma è più celere e rapida quella per talea o mediante divisione dei cespi. Inoltre con la semina non si ottengono piante identiche alla pianta madre.
Nella propagazione per talea si deve attendere il periodo primavera-estate, in cui si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia le foglie che si staccano spontaneamente o intere porzioni di fusto prelevate con forbici ben affilate e disinfettate con candeggina o alcool denaturato.
In ogni caso prima di procedere con l’interramento, si devono lasciare asciugare all’aria le cicatrici delle talee. A questo punto si deve innaffiare con moderazione e porre il contenitore in un luogo ad una temperatura costante di circa 20-22°C.
Nella propagazione per divisione dei cespi si separano dalla pianta madre i cespi più sani e vigorosi con le loro radici. I rametti separati dalla pianta madre si impiantano in vasi singoli e si allevano con le stesse cure. Questa tecnica può essere praticata in qualunque periodo dell’anno.
Passiamo al rinvaso. I Pachyphytum vanno rinvasati quando lo spazio disponibile per lo sviluppo della parte aerea ovvero delle foglie diventa esiguo. In questo caso si deve utilizzare un vaso più grande del precedente, terriccio fresco e ben drenato ancora non utilizzato per piante succulente. Il periodo migliore per effettuare il rinvaso è quello primaverile. La tecnica del rinvaso va eseguita avendo cura di evitare la rottura dei rami e di traumatizzare le delicate radici.
Per quanto riguarda le avversità i Pachyphytum sono sensibili all’attacco degli afidi neri e della cocciniglia e, in condizioni, di ambiente di coltivazione eccessivamente secco possono presentarsi i ragnetti rossi.
Per evitare questi parassiti non bisogna mai usare concimi azotati nitrici e non creare condizioni eccessive di carenza idrica.
In condizioni invece di eccesso di acqua di irrigazione si possono verificare marciumi radicali che possono coinvolgere anche le foglie che perdono così il loro turgore cellulare, rammolliscono, marciscono emanando anche un cattivo odore.
Gli afidi e le cocciniglie possono essere eliminati manualmente con un batuffolo di cotone idrofilo intinto in una soluzione alcolica. Le infestazioni da parte del ragnetto rosso possono essere prevenute con periodiche nebulizzazioni fogliari soprattutto nei periodi di gran caldo.




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