Myrrhis odorata

Myrrhis odorata

La Finocchiella o Mirride delle Alpi (Myrrhis odorata (L.) Scop., 1771) è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Apiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Apiales, Famiglia Apiaceae e quindi al Genere Myrrhis ed alla Specie M. odorata.
Sono sinonimi i termini: Chaerophyllum odoratum Crantz, Lindera odorata Asch., Scandix odorata L. e Selinum myrrhis E.H.L.Krause.

Etimologia –
Il termine Myrrhis proviene dal greco μύρρα mýrra mirra, derivato a sua volta dall’ebraico môr (in arabo murr), che significa amaro. L’epiteto specifico odorata viene da odóro esalare profumo: odoroso, profumato, di odore gradevole.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Finocchiella è una pianta erbacea perenne originaria dell’Europa sudorientale, tipica delle catene dell’Europa meridionale, dalla Penisola Iberica, Alpi, Balcani ed eventualmente Caucaso o Anatolia e diffusa in Italia fino a 2.000 m s.l.m. su Alpi, Appennini, Pirenei ed in Gran Bretagna.
Il suo habitat è quello dei boschi e prati erbosi, pascoli, su terreni preferenzialmente calcarei.

Descrizione –
La Myrrhis odorata è una pianta molto pelosa, caratterizzata da fusti eretti e cavi, ramificati, con un’altezza che va mediamente da 60 a 120 cm. circa.
Le foglie sono a contorno triangolare, simili a fronde di felci.
I fiori sono piccoli e bianchi e riuniti in ombrelle di 5-8 raggi.
I frutti (impropriamente chiamati semi) sono dei polachenari, oblunghi, profondamente solcati, i cui mericarpi, che misurano 20 (30) x 3 mm, divengono nerastri alla maturazione ed hanno coste prominenti, acute e subulate, con punte di 2 mm.
La pianta emana un intenso aroma.

Coltivazione –
La finocchiella è una pianta che si può coltivare facilmente con semina in autunno nei climi più miti o primaverile in quelli più freddi, preferibilmente in terreni freschi. Dopo la semina va effettuata un diradamento per eliminare le piantine troppo fitte.
Le infiorescenze a forma di ombrello giallo intenso vengono raccolte a mano di mattino presto tra giugno e agosto.
Per i dettagli della tecnica di coltivazione si rimanda alla seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
La finocchiella era una pianta sacra per gli antichi Romani, ma praticamente utilizzata da sempre vista la sua larga diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo, è di fatto fondamentale nella mitologia greca e per la storia dell’umanità. Fu proprio con un ramo di finocchio infatti che Prometeo riuscì a catturare il fuoco rubandolo a Zeus sull’Olimpo per regalarlo agli uomini.
Plinio il Vecchio nell’opera Natural Historia sosteneva che il finocchio fosse un rimedio per circa una ventina di disturbi, e che avesse proprietà afrodisiache.
Radicato nel corso della storia è anche il rapporto tra finocchio e vino. Si venerava una Dea del finocchio, le cui sacerdotesse adornate con rametti profumati, usavano bere vino aromatizzato con i semi prima di dare voce a premonizioni. Indipendentemente dagli scopi divinatori, quella di aromatizzare il vino con il finocchio è un’abitudine rimasta in uso per tanto tempo. Molto spesso la spezia serviva ad alterare vino scadente coprendolo con il suo sapore e il suo odore, da lì il termine farsi infinocchiare. Tuttavia ancora oggi alcuni sommelier, usano masticare semi di finocchio tra un assaggio e l’altro per pulire la bocca.
La finocchiella si utilizza per le sue foglie fresche o essiccate; l’essiccazione va effettuata in luogo ombroso e ventilato. Per questa operazione si devono tagliare le ombrelle quando i semi sono quasi neri e lasciarle essiccare legate a mazzetti.
I fiori invece legati in fascetti vengono lasciati essiccare in serre, quindi sbriciolati con le mani e successivamente setacciati per ottenere una granella molto sottile, quasi una polvere. La spezia che si ottiene mantiene un bel colore giallo verde ed ha un aroma molto più intenso di quello dei semi di finocchio e con note che ricordano la liquirizia. Rispetto al seme, il fiore, anche a causa del processo di raccolta e lavorazione, ha un costo decisamente più alto. Ha però una resa nettamente maggiore e per aromatizzare una pietanza ne basta veramente un pizzico.
Si possono estirpare le radici in autunno, togliendo le radichette laterali, tagliarle a pezzi e farle asciugare al sole.
La finocchiella ha proprietà terapeutiche: toniche, antisettiche, digestive, diuretiche, emmenagoghe.

Modalità di Preparazione –
Le foglie, profumate leggermente di anice, vengono usate per dare sapore a ripieni, formaggi teneri, dolci e gelati. Le radici e i semi vengono impiegate per aromatizzare grappe e liquori.
In cucina gli usi sono pertanto molteplici; la finocchiella si sposa alla perfezione con la carne di maiale ed è una delle spezie indispensabili per una buona porchetta. Esalta il sapore del pesce azzurro ed è eccezionale nella pasta con le sarde o con le alici. Per apprezzarne al meglio tutte le note aromatiche basta metterne un pizzico su delle semplicissime patate lesse.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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