Sinapis alba

Sinapis alba

La senape bianca (Sinapis alba L.) è una specie erbacea pianta annuale appartenente alla famiglia delle Brassicaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, OrdineCapparales, Famiglia Brassicaceae e quindi al Genere Sinapis ed alla Specie S. alba.
È sinonimo il termine Brassica hirta Moench.
In Italia sono inoltre presenti le seguenti sottospecie:
– Sinapis alba L. subsp. Alba;
– Sinapis alba subsp. dissecta (Lag.) Bonnier;
– Sinapis alba subsp. mairei (H. Lindb.) Maire.

Etimologia –
Il termine Sinapis viene dal greco σῐνᾱπι sinapi senape, ma il nome ha origini egiziana o indiana. L’epiteto specifico alba proviene da albus, bianco.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La senape bianca è una specie erbacea annua a distribuzione euro mediterranea, presente con tre sottospecie in quasi tutte le regioni d’Italia (sembra mancare allo stato spontaneo nelle regioni nord-occidentali).
Il suo habitat naturale è rappresentato dai campi di cereali, incolti e ruderi, al di sotto della fascia montana inferiore.
La senape bianca è coltivata nell’Europa Centrale per i suoi semi utilizzati per la produzione di olio (28-30% del peso dei semi) o farina, che trova impiego (specie in Germania e Austria) nella preparazione di conserve di frutta, carni insaccate e droghe da mensa.

Descrizione –
Sinapis alba è una pianta erbacea annuale formata da un lungo fusto principale di forma eretta che raggiunge altezze di massimo 70-80cm, composto da varie ramificazioni. Le foglie sono pennatosette, a lobi ovali irregolari, dentate; le infiorescenze sono a grappolo con fiori gialli.
Dai fiori, dopo la fecondazione, si formano delle silique pelose.
La siliqua è patente o eretto-patente, deiscente, glabra o ispida, di 20-40 x 3-6,5 mm, allargata in corrispondenza dei semi, con rostro ensiforme di 10-30 mm. I semi, da 2 a 5, sono sferici che misurano 2-3,5 mm di diametro, di colore da biancastri a brunastri contenuti in una sola fila.
Il periodo di fioritura è: marzo-giugno.

Coltivazione –
La senape bianca va coltivata preferibilmente su terreni di medio impasto e abbastanza ricchi di sostanza organica. In natura cresce in terreni argillosi e calcarei, ma si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno essendo una pianta abbastanza rustica.
L’esposizione ottimale per la pianta è in pieno sole.
Le semine potranno iniziare già dal periodo invernale effettuando delle coltivazioni in ambiente protetto.
Per la preparazione del vivaio bisogna procurarsi dei piccoli vasetti riempiti di una parte di terriccio generico per la semina e di una parte di sabbia. Lo stesso terriccio deve essere usato anche per la coltivazione in cassoni.
I semi andranno collocati in numero di 1-2 per vasetto e ricoperti da un sottile strato di terra, dopodiché si effettueranno delle innaffiature regolari fino alla germinazione dei semi, lasciando la superficie del terreno sempre con una certa umidità.
Per la coltivazione in pieno campo e per la messa a dimora delle piantine è opportuno lasciare 40 cm di distanza tra le piante e 50 cm di distanza tra i filari.
La coltivazione in piena terra si effettua realizzando delle postarelle di profondità di 2-3 cm; all’interno vanno collocati 1-2 semi che andranno ricoperti da un sottile strato di terra. Andranno effettuate, come per le piante coltivate in ambiente protetto, delle regolari innaffiature fino alla germinazione delle piantine. Se necessario le piantine andranno sfoltite quando avranno raggiunto un altezza di 4-6 cm.
La messa a dimora della senape bianca va effettuata nel periodo primaverile indicativamente nel mese di marzo.
Dopo la messa a dimora si dovranno effettuare delle irrigazioni costanti per mantenere il terreno sempre umido. Andranno però evitate somministrazioni eccessive di acqua e ristagni idrici, è bene dunque preferire per questo terreni con una buona percentuale di frazione sabbiosa.
Le irrigazioni potranno essere ridotte di numero quando i semi saranno germogliati.
È buona cosa effettuare i regolari interventi di sarchiatura in modo da evitare la crescita incontrollata di erbe infestanti e permettere una maggiore areazione del terreno.
La raccolta della semente viene fatta alla completa maturazione e prima che ricada sul terreno.
Come coltura industriale viene coltivata in successione alle sarchiate occupando il posto dei cereali comuni. La produzione ad ettaro è di circa 15-20 quintali di semi.
Può essere usato anche il fogliame tenero che viene raccolto dopo circa 20-30 giorni dalla nascita delle piante e consumato fresco.

Usi e Tradizioni –
La senape bianca viene coltivata per i suoi semi, come foraggio e come concime per prati, è oggi diffusa in tutto il mondo, sebbene sia originaria probabilmente, come detto, del bacino del Mediterraneo.
I semi contengono molti principi attivi tra cui il glicoside sinalbina, che per azione di enzimi libera un alcaloide, la sinapina, a cui si deve il sapore piccante: questa specie fornisce la migliore senape. In passato aveva anche un uso farmaceutico: i ‘sinapismi’ erano impiastri a base di farina di senape, usati per lenire infiammazioni e costipazioni.
La conservazione dei semi della senape bianca si effettua dopo il completo essiccamento degli stessi. Possono essere usati sia barattoli di vetro normali con tappo oppure barattoli con guarnizione in gomma.
L’olio è utilizzato nell’industria dei saponi e il panello viene usato per lo più come concime.
Nell’Italia meridionale la senape viene coltivata come erbaio in consociazione con segale, orzo, avena, favetta, trifoglio incarnato, in semina autunno-vernina. Il foraggio che si ottiene deve essere somministrato al bestiame con moderazione, mescolato con altri.
La senape bianca è preferita a quella nera per le sue parti meno irritanti e per la maggiore precocità.

Modalità di Preparazione –
In cucina si possono usare i semi interi come sottaceto o tostati per condire pietanze. Quando sono macinati e mescolati con altri ingredienti, si produce una pasta o un’altra forma più comune.
I semi, come detto, contengono sinalbina, un tioglicoside responsabile del loro sapore pungente. Questa specie ha una piccola quantità di oli volatili e il gusto è più leggero di quello dei semi di senape nera. In Grecia le foglie della pianta si possono consumare durante l’inverno, prima che fioriscano; i greci le chiamano “vrouves” o “lapsana”.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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