Tralcio

Tralcio

Per tralcio, in botanica, si intende è un ramo della vite, lignificato, nodoso e flessibile.
Il termine tralcio proviene dal latino tradux -ŭcis, derivazione di traducĕre “trasportare”, nel senso di “trapiantare”.
In generale il tralcio è un ramo giovane delle viti, detto anche germoglio se non è ancora lignificato, e sarmento se è secco e staccato dalla pianta.
Il tralcio consta di vari internodi, che sono ingrossati ai nodi; il complesso è un simpodio, e ogni piede termina con un cirro o con un grappolo; di solito dopo due nodi portanti un viticcio o un grappolo ne segue uno che ne è privo.

La morfologia del tralcio può cambiare in funzione della specie e per esempio nella sola Vitis labrusca, il tralcio ha un cirro a ogni nodo, in questo caso ogni piede consta di un solo internodio.
Per tralcio si intende comunque, per estensione, anche i rami di altre piante rampicanti, come l’edera.
Il tralcio, per il suo ruolo fisiologico ricorda la parabola di Cristo ai suoi discepoli: io sono la vite e voi i tralci (Giovanni 15, 5: lat. ego sum vitis vos palmites).




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