Androceo

Androceo

Con androceo si intende l’insieme degli organuli che costituiscono l’apparato riproduttivo maschile dei fiori; l’androceo è formato da più stami, che hanno la funzione di generare i gametofiti maschili o granuli di pollini, dei quali ognuno è costituito da due parti: una sottile chiamata “filamento” e l’altra, spessa, detta “antera” (formata da 4 sacche polliniche e microspore).
Gli stami che compongono l’androceo sono disposti, sull’asse fiorale che li genera, o ad elica (Gimnosperme in generale) o a verticilli (Angiosperme in generale) e in quest’ultimo caso, in un fiore completo, l’androceo è collocato tra la corolla ed il gineceo.
Il numero degli stami dell’androceo nei vari fiori varia, da uno a moltissimi. Quando sono da uno a venti l’androceo prende rispettivamente il nome di mono- di- tri-…. icosandro; quando superano la ventina assume la qualifica generale indeterminata di androceo poliandro.
Anche la lunghezza dei diversi stami d’uno stesso androceo può esser varia: se dei 4 stami che lo compongono, 2 son lunghi e gli altri 2 brevi (Labiate) si parla di androceo e stami didinami (Classe 14, Didinamia, di Linneo); se invece vi sono 6 stami, 4 lunghi e 2 brevi (Crocifere), androceo e stami si dicono tetradinami (Cl. 15, Tetradinamia, di Linneo).
Inoltre l’androceo può presentare gli stami tutti e completamente liberi, oppure più o meno estesamente saldati, sia tra loro, sia coi membri del fiore contigui ad essi, la corolla cioè ed il gineceo. La saldatura degli stami tra loro può effettuarsi per mezzo dei soli filamenti oppure delle sole antere; nel primo caso androceo e stami si dicono adelfi; nel secondo sinanterici o singenesiaci.
L’adelfia (v.) può effettuarsi in tutta la lunghezza dei filamenti, o solo per una parte, anche minima, di essi e può dar origine ad un solo o a parecchi gruppi di stami nello stesso androceo indicati coi nomi: mono- di-…. poliadelfi.

Gli stami, morfologicamente, sono foglie molto modificate formate da un piede che si inserisce nel ricettacolo del fiore, chiamato filamento, e una porzione distale chiamata antera. Il filamento è la parte sterile dello stame, può essere molto lungo, corto o mancare, in questo caso le antere si dicono sessili. Generalmente è filiforme, però può essere grosso, perfino petaloide, e può essere provvisto di appendici.
L’antera rappresenta la parte fertile dello stame ed è costituita da due parti distinguibili, contigue, chiamate teche, unite da una zona detta connettivo, che è anche da dove l’antera si unisce al filamento.
Questa è generalmente formata da due teche, o a volte da una sola come nelle malvacee e cannacee o da tre.
Una sezione dell’antera perpendicolarmente lungo il suo asse mostra che ognuna di esse contiene uno o due sacchi pollinici che si estendono per tutta la lunghezza.
Successivamente alla maturazione dei granuli di polline viene a prodursi la cosiddetta deiscenza, ovvero l’apertura dell’antera dalla quale verrà rilasciato il polline. Il tessuto responsabile prende il nome di endotecio. Se l’apertura si produce per tutta la lunghezza del setto che separa i sacchi pollinici, la deiscenza avviene in senso longitudinale, che è il caso più frequente. In altri casi l’endotecio viene a localizzarsi quindi in zone limitate le quali si alzano come valve o sportelli: nella deiscenza poricida (come nelle solanacee) dove non vi è endotecio, viene a prodursi la distruzione del tessuto all’apice dell’antera, formando così i pori da dove uscirà il polline.
Gli staminodi sono invece gli stami sterili che normalmente appaiono in certi fiori. La funzione degli staminoidi è varia e può assolvere alla produzione del nettare o semplicemente ad una funzione attrattiva che di solito viene svolta dai petali.




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