Arundo donax

Arundo donax

La canna comune o canna domestica (Arundo donax L., 1753) è una specie erbacea perenne con fusto lungo, cavo e robusto, della famiglia delle Poaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Sottoclasse Commelinidae, Ordine Cyperales, Famiglia Poaceae, Sottofamiglia Arundinoideae, Tribù Arundineae e quindi al Genere Arundo ed alla Specie A. donax.

Etimologia –
Il termine Arundo proviene dal latino arúndo, -dĭnis che significa canna in genere. L’epiteto specifico donax deriva da δόναξ dónax nome greco di un tipo di canna.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La canna comune è una specie con origini in un’area che si estende dal Mediterraneo al Medio Oriente fino all’India; allo stato attuale questa poacea si può trovare sia piantata che naturalizzata nelle regioni temperate e subtropicali di entrambi gli emisferi.
In Italia è diffusa in tutta il territorio ed in particolare negli areali del bassopiano e in quelli submontani fino a circa 700 m sul livello del mare anche se non va considerata una pianta spontanea nonostante la propagazione, in alcune zone, sia molto accentuata.
Il suo habitat è quello dei terreni umidi di ambiente ripariale, lungo gli argini di fiumi e stagni ma anche sui margini di campi coltivati e sulle dune sabbiose, anche vicino al mare dove tende a formare dense macchie.

Descrizione –
L’ Arundo donax è una pianta caratterizzata da una parte ipogea composta da un ricco sistema di rizomi, dal quale dipartono le radici, e da una parte epigea, caratterizzata da fusti (culmi) alti e lignificati.
Il rizoma è legnoso, con dimensioni legate alle condizioni pedoclimatiche, da cui si dipartono numerose radici che si sviluppano tutto attorno.
Il rizoma presenta inoltre gemme primarie e secondarie dalle quali si sviluppano i fusti e gemme di prolungamento dalle quali si accrescono, alla ripresa vegetativa, nuovi rizomi.
Questa specie è la più grande tra le canne d’Europa; può raggiungere dai 6 ai 10 m. di altezza. I fusti, detti culmi, sono cavi del diametro di 2–3 cm. Le foglie sono alternate, di colore grigio-verde, lunghe 30–60 cm e larghe 2–6 cm, con forma lanceolata, rastremata in punta, con alla base un ciuffo di peli lanosi. Esistono due varietà: A. donax variegata e A. donax versicolor delle quali la seconda è ritenuta più attraente grazie al suo colore screziato.
I fiori sono monoici, i semi raramente sono fertili e la riproduzione avviene per lo più per via vegetativa, attraverso rizomi sotterranei. Questi ultimi sono legnosi, fibrosi e formano estesi tappeti nodosi che penetrano fino a un metro di profondità nel terreno.
L’impollinazione è anemogama e la fioritura tra settembre ed ottobre con pannocchie piumose fusiformi, di colore da verde pallido a violaceo, lunghe 40–60 cm e con portamento verticale.
Tuttavia, la canna comune, nei nostri climi, non porta a maturazione le cariossidi ed i rari semi prodotti non danno luogo a germinazione. Per tale motivo, la propagazione della specie avviene esclusivamente per via vegetativa (agamica), mediante talee di fusto o propagazione dei rizomi.

Coltivazione –
Per la coltivazione della canna comune si tenga conto che è una pianta che predilige zone calde e temperate mentre è alquanto sensibile alle temperature molto basse che risultano dannose soprattutto per la vitalità dei rizomi.
La specie è poco esigente in fatto di terreni anche se preferisce quelli con reazione alcalina del substrato, anche con presenza di calcio., vegeta in condizioni ottimali in quelli freschi di pianura che presentano una buona circolazione di acqua ed aria e presentano una buona disponibilità idrica.
Relativamente alle esigenze idriche, la profondità e la potenza dell’apparato radicale sono tali da rendere la coltura in grado di avvalersi di falde acquifere poste a profondità superiori ad un metro. La canna comune viene considerata una coltura a bassa necessità di acqua ed in grado di ottimizzarne l’efficienza di utilizzo nel caso di situazioni di stress idrico.
Per l’impianto della canna comune il periodo è quello primaverile utilizzando i rizomi a gemma dormiente, oppure durante la stagione vegetativa se si usano gli internodi a gemma vegetante, con una densità massima di circa una pianta al mq e sesti variabili in funzione della giacitura del terreno, dell’esposizione alla luce e della logistica di raccolta.
Nella coltivazione per scopi industriali questa è totalmente meccanizzata, dalla messa a dimora sino alla raccolta.
Nel primo anno si ottiene una produzione di sostanza secca pari fino al 50% del potenziale della pianta, che viene raggiunto già nel secondo anno.
Una coltivazione di canna comune può fornire annualmente circa 40 t/ha di sostanza secca.

Usi e Tradizioni –
L’ Arundo donax è una pianta la cui coltivazione è nota sin dall’antichità in tutta l’Asia, in Europa meridionale, in nord Africa e in Medio Oriente.
Gli antichi Egizi usavano le foglie di questa pianta per avvolgere le spoglie dei defunti. Per via della grande densità di individui che ne caratterizza la crescita, spesso è stata utilizzata per creare siepi frangivento.
Per il suo ritmo di crescita molto elevato, è una specie particolarmente adatta per la produzione di biomassa per uso combustibile e anche come fonte di cellulosa per l’industria della carta.
Una caratteristica importante nell’avanzamento dei rizomi è che assolutamente locale, per cui la colonia di steli avanza a macchia d’olio, ad estendere la propria superficie. Si verifica inoltre che porzioni di fusto e di rizoma lunghi meno di 5 cm e che contengono almeno un nodo germogliano facilmente. Tale diffusione per via vegetativa è un efficace adattamento al verificarsi di inondazioni, per cui al presentarsi di questi eventi i singoli individui di A. donax possono rompersi diffondendo frammenti in grado di germogliare e colonizzare nuove aree a valle.
In condizioni di presenza di falde superficiali e di acqua di scorrimento la canna comune è in grado di crescere in macchie dense che possono soffocare altre piante e impedirne così la diffusione.
La presenza di macchie di Arundo donax allo stato spontaneo indica sempre ricchezza di acqua nel sottosuolo, e profondità del suolo stesso. Quindi anche se si adatta a suoli poveri, la presenza di suoli aridi e ridotti in profondità è direttamente indicata dal ridotto vigore dei culmi.
Recenti applicazioni hanno messo in evidenza le capacità di A. donax per il risanamento o decontaminazione ambientale di siti fortemente inquinati da sostanze organiche o metalli pesanti mediante il loro assorbimento, degradazione e stabilizzazione come soluzione efficace e sostenibile da un punto di vista economico e ambientale. La canna comune presenta, inoltre, il vantaggio ecologico di non essere appetita dagli animali, e quindi evita la diffusione di sostanze tossiche e persistenti nella catena alimentare.
Un’altra interessante applicazione nell’uso dell’Arundo donax è quello per la fitodepurazione e per la stabilizzazione dei terreni in pendio in opere di ingegneria naturalistica.

Modalità di Preparazione –
La canna comune è una pianta da interessanti utilizzi per usi industriali, come biomassa, per scopi ecologici e naturalistici mentre non ha particolari applicazioni per scopi alimentari o farmaceutici.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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