Trifolium squarrosum

Trifolium squarrosum

Il Trifoglio squarroso (Trifolium squarrosum L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Faboideae e quindi al Genere Trifolium ed alla Specie T. squarrosum.
È sinonimo il termine Trifolium panormitanum Presl.

Etimologia –
Il termine Trifolium è composto dal prefisso tri- tre e da fólium foglia: per le foglie composte da tre foglioline. L’epiteto specifico squarrosum proviene da squarrōsus, coperto di pustole o croste: crostoso, tignoso, pustoloso.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Trifolium squarrosum è una specie con areale centrato sulle coste mediterranee, ma con prolungamenti verso nord e verso est (area della Vite).
Il suo habitat e nei pascoli aridi, a volte anche in ambienti disturbati lungo le vie, dal livello del mare a 600 m circa, con optimum nella fascia mediterranea.
È diffuso in alcuni comprensori dell’Italia centrale e meridionale; più a Nord, pur essendo segnalata una buona resistenza al freddo (fino a -10 °C), la coltura viene spesso seriamente danneggiato dal gelo.

Descrizione –
Il Trifoglio squarroso si riconosce per avere foglie composte da foglioline e taglia più elevata del trifoglio incarnato. I fiori sono di colore bianco giallognolo o rosso, con 10 stami, diadelfi e corolla persistente, che aderisce all’androceo. I fiori sono riuniti in infiorescenze a capolino.
Il frutto è un diclesio, una camara indeiscente inclusa nel calice, con pericarpo membranoso e un seme liscio, giallastro di 1,8-2,7 mm.
L’antesi è nel periodo compreso tra aprile e giugno.

Coltivazione –
Il Trifoglio squarroso è una leguminosa che presenta caratteristiche e possibilità di utilizzazione molto simili a quelle del trifoglio ma più esigente in termini nutrizionali ed ambientali.
Il trifoglio squarroso infatti si adatta bene sia ai terreni argillosi, sia a quelli sabbiosi, ma non tollera quelli umidi e calcarei.
Per la preparazione del letto di semina è sufficiente una lavorazione non molto profonda con successivo affinamento. La semina si effettua in autunno sia meccanicamente che a spaglio, ad una profondità di semina di circa 1-2 cm. Con dosi di semina consigliate di 30-40 Kg/Ha in purezza, e di 15-25 Kg/Ha per prati polifiti.
Le produzioni possono raggiungere in coltura anche le 40-50 t/ha di erba da falciare possibilmente non oltre la fioritura a causa della grossolanità dello stelo.
Il Trifoglio squarroso è una pianta che non ricaccia e produce un solo sfalcio. Rispetto al trifoglio incarnato, oltre ad essere di taglia più alta, è più foglioso fornendo una resa maggiore in quantità di massa verde.

Usi e Tradizioni –
Trifolium squarrosum è una è una pianta annua a distribuzione eurimediterranea presente in tutte le regioni dell’Italia centrale, meridionale e insulare (da lungo tempo non più ritrovata in Piemonte e Friuli Venezia Giulia, di dubbia presenza in Emilia-Romagna).
L’impiego più indicato per questa leguminose foraggera è l’erbaio per consumo diretto, purchè il taglio venga effettuato ad inizio e durante la fioritura. Esso si può utilizzare anche come pianta da sovescio e il taglio, in questo caso, dovrà essere effettuato in piena fioritura.

Modalità di Preparazione –
Il trifoglio squarroso è una pianta foraggera ma senza particolari applicazioni per l’alimentazione umana o impieghi farmaceutici.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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