Mappa Geografica del Messico

Mappa geografica del Messico

Il Messico è una democrazia rappresentativa composta da trentuno Stati e la Capitale Città del Messico. Il Messico occupa la parte meridionale dell’America settentrionale, e la parte settentrionale dell’America Latina.
Il Messico è delimitato a nord dal confine con gli Stati Uniti d’America, a est dal golfo del Messico e dal mare Caraibico, a sud-est dal Belize e dal Guatemala e a ovest dall’oceano Pacifico. Si estende su di una superficie di 1.972.550 km² (al quattordicesimo posto tra gli Stati più estesi del mondo) ed è popolato da 117.409.830 persone, il che lo rende il più popoloso Paese di lingua spagnola. La lingua spagnola convive in Messico con molte lingue indigene, ufficialmente riconosciute.
Il Messico è sede di un insediamento umano che risale a circa undicimila anni fa, periodo in cui si sono succeduti svariati popoli, sia agricoltori della Mesoamerica sia nomadi. Dopo la conquista spagnola il Messico cominciò la sua lotta per l’indipendenza politica nel 1810. In seguito per quasi un secolo il Paese è stato coinvolto in una serie di guerre interne e di invasioni straniere che hanno avuto un impatto forte in tutti gli ambiti della vita messicana. Per la maggior parte del XX secolo (principalmente per la prima metà) si assistette a un periodo di forte crescita economica nel contesto di una politica dominata da un unico partito politico.
Il Messico è caratterizzato da uno sviluppo costiero pari a 11.122 km e occupa il secondo posto in America dopo il Canada per chilometri di costa.
Il territorio messicano è in gran parte montuoso; fanno eccezione la penisola dello Yucatán e le coste sul Golfo del Messico. Diversi rilievi superano i 4 000 m o addirittura i 5 000 m; la cima più alta è quella del Citlaltépetl (Pico de Orizaba) (5.610 m), che fa parte della Fascia Vulcanica Trasversale. Le principali catene montuose sono la Sierra Madre Occidentale e la Sierra Madre Orientale, tra le quali si estende l’altopiano Centrale del Messico (in cui sorge Città del Messico).
Fra i numerosi fiumi del Paese il più importante è il Río Bravo, che traccia il confine con gli Stati Uniti e sfocia nel Golfo del Messico.
Inoltre divise tra oceano Atlantico e oceano Pacifico si trovano numerose isole, le quali tutte assieme arrivano a una superficie di 5 073 km²; le principali sono: le Revillagigedo (Socorro, Clarión, San Benedicto, Roca Partida), e le isole Marías, nel Pacifico; le isole Guadalupe, Cedros, Ángel de la Guarda, Coronado, Rocas Alijos, Isola di Tiburón, Isla del Carmen, di fronte alla penisola della Bassa California e le coste di Sonora; e quelle di Ciudad del Carmen, Cozumel, Isla Mujeres. Inoltre il Messico presenta varie paludi, lagune e deserti e anche foreste tropicali e bellissime coste.
La vicinanza del mare e il territorio prevalentemente montuoso garantiscono al Messico una grande varietà di ecosistemi e habitat naturali, caratterizzati da una notevole biodiversità: nel paese si trovano infatti numerose specie di rettili e mammiferi e il 14% delle specie ittiche mondiali. Quasi un terzo dei vertebrati e circa la metà delle specie vegetali sono endemici.
L’esplosiva crescita demografica del paese e il suo notevole fabbisogno di risorse hanno avuto conseguenze molto pesanti sull’ambiente. L’espansione agricola e i metodi di coltivazione non sono ben controllati. Erosione e salinizzazione del suolo, inquinamento dei corsi d’acqua e delle falde freatiche a opera dei prodotti chimici per l’agricoltura sono fenomeni molto diffusi. I problemi ambientali più gravi si riscontrano a Città di Messico, una tra le metropoli più popolose del mondo. L’alta concentrazione di industrie, il traffico e gli elevati consumi energetici per uso domestico, uniti alle sfavorevoli condizioni geografiche e meteorologiche, si traducono in un grave inquinamento dell’aria. Il tasso di deforestazione è elevato (0,46%) e una quantità sempre maggiore di area boschiva lascia il posto alle colture.

Flora –
La grande varietà della flora messicana è strettamente legata alle differenze climatiche: cactus, yucca, agave e mesquite crescono nelle regioni semidesertiche del nord, mentre le tierras calientes offrono una lussureggiante vegetazione che in alcune zone si infittisce fino a dar luogo a foreste tropicali. Sempre in queste regioni crescono, oltre ai legnami pregiati, palme da cocco, caucciù, mandorli, fichi e olivi. Sulle pendici montane si incontrano boschi di querce, pini e abeti. Infine nelle cosiddette tierras hieladas, ovvero oltre i 4.000 metri di quota, vivono esemplari di vegetazione artica.
La foresta tropicale umida, che una volta copriva il 6% del territorio, è ora ridotta della metà. Tutti gli habitat naturali sono minacciati: le foreste montane di latifoglie, le foreste di mangrovie, le zone umide costiere, la foresta tropicale umida, la foresta tropicale secca e le zone aride. In totale, le aree forestali coprono il 32,8% del territorio (2005). La tutela dell’ambiente in Messico risale al tempo dei maya, quando furono riconosciute speciali riserve forestali e lo sviluppo dell’agricoltura obbediva a un rigido sistema di criteri ecologici. Le antiche tradizioni di gestione del territorio andarono perdute dopo la conquista del Messico da parte degli spagnoli e il degrado proseguì sin verso la fine del XIX secolo, quando prese avvio la moderna legislazione in materia di protezione ambientale.

Fauna –
Anche la fauna è estremamente diversificata a seconda delle differenti fasce climatiche; il lupo e il coyote abitano le aride regioni settentrionali, mentre nei boschi delle pendici montane trovano riparo l’ocelot, il giaguaro, i pecari, l’orso e il puma. Numerose sono anche le specie di rettili – tra cui la tartaruga, l’iguana, il serpente a sonagli e l’alligatore e, lungo la costa e negli estuari dei fiumi, di pesci.
Per fortuna, negli ultimi tempi, una politica di tutela ambientale ha iniziato a creare are di tutela ecologica di notevole riguardo.
Già nel 2007 esistevano in Messico 68 zone protette, fra cui 46 parchi nazionali; tra i maggiori per estensione ricordiamo il Cumbres de Monterrey (istituito nel 1939), il Nevado de Toluca (1936) e il Cañón de Río Blanco (1938). L’estensione di molte di queste aree non è tuttavia ben definita e il grado di protezione varia a seconda della classificazione del territorio. Soltanto lo 8,7% della superficie del paese è dunque effettivamente protetto; deforestazione, bracconaggio, discariche, devastazioni attuate dall’industria mineraria, eccessivo sfruttamento dei pascoli ed erosione rappresentano una costante minaccia. Nel paese sono inoltre sono state istituite 16 Riserve della biosfera nell’ambito del programma MAB (Man and the Biosphere, l’uomo e la biosfera) dell’UNESCO.
Tra i 27 World Heritage Sites messicani si ricordano le rovine di Teotihuácan, Palenque e i siti archeologici di Chichén Itzá e Monte Albán.Il Messico ha ratificato la Convenzione sul diritto del mare e ha aderito a numerosi accordi ambientali internazionali in tema di biodiversità, cambiamento climatico, desertificazione, specie in via d’estinzione, smaltimento di rifiuti nocivi, scarico dei rifiuti in mare, tutela della vita marina, abolizione dei test nucleari, protezione dell’ozonosfera, inquinamento navale, conservazione delle zone umide e caccia alle balene. A livello locale esistono poi degli accordi per la protezione del mar dei Caraibi e una convenzione per la salvaguardia della natura e la conservazione della fauna nell’emisfero occidentale. “Messico” Origine : Emmanuel Buchot e Encarta.

Guido Bissanti




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