Come coltivare il Pelargonio

Come coltivare il Pelargonio

Il Pelargonio, conosciuto anche come Germanio africano (Pelargonium L’Hér. , 1789) è un genere di piante suffrutescenti perenni, originarie dell’Africa australe, della famiglia delle Geraniaceae.
Le specie più conosciute di questo genere e comunemente coltivate sono:
– Pelargonium zonale o geranio comune dal fogliame peloso e cuoriforme caratterizzato da un anello scuro;
– Pelargonium peltatum o geranio edera con foglie peltate lucide e carnose, fusti ricadenti;
– Pelargonium grandiflorum o geranio a farfalla dagli eleganti fiori con cinque macchie bruno-rossastre e foglie profondamente lobate;
– Pelargonium odoratissimum o geranio odoroso con piccole foglie frastagliate e aromatiche, fiori piccoli bianchi o rosei dal caratteristico profumo di mela; Pelargonium graveolens dal profumo di rosa;
– Pelargonium radens dal profumo di limone.
In questa scheda vedremo come coltivare il Pelargonio considerando che i gerani maggiormente coltivati sono quelli zonali e edera: di questi ne sono state selezionate numerose varietà dalle diverse colorazioni dei fiori, che variano dal rosso, al rosa, al violetto, al fucsia, all’arancione e al bianco.
Per la coltivazione di queste piante si tenga conto che il Pelargonium preferisce i terreni argillosi e che possono essere coltivate sia in giardino che in vaso. Nella coltivazione in vaso si consideri che ogni anno, nel periodo primaverile, le piante vanno rinvasate in contenitori più grandi e il terriccio concimato. Normalmente dopo un mese di riposo la pianta si rinvasa e riprende il suo ciclo vegetativo. Le radici se risultano essere lunghe vengono accorciate e il pane di terra vecchio va eliminato.

Le piante coltivate in vaso, nella fase vegetativa, vanno bagnata con moderazione e nutrite con un fertilizzante liquido. In inverno le annaffiature devono essere diradate.
Per le piante coltivate in giardino è sufficiente una concimazione organica con letame maturo, humus di lombrico o altra sostanza organica ben umificata, nel periodo della ripresa vegetativa di inizio primavera.
Il Pelargonio, nonostante sia una pianta che sopporta bene il caldo estivo, non tollera bene il freddo; per questo motivo è necessario che la temperatura ambiente deve essere almeno di 10°. Per questo motivo nella coltivazione in giardino il Pelargonio va destinato alle zone più calde, con inverni miti e periodi inferiori a 10 °C molto limitati.
Per ottenere una prolungata fioritura è necessario che i fiori avvizziti vanno eliminati e i fusti ridotti di circa la metà.

La propagazione è soprattutto agamica utilizzando rametti di almeno 10 cm e posti in un substrato a base di sabbia e terriccio per fiori. Una volta radicato può essere posto a dimora definitiva.
Per quanto riguarda malattie e parassiti ricordiamo che il Pelargonium può essere interessato da parassiti e malattie. Se le foglie sono sbiadite e ingiallite (soprattutto nelle coltivazioni in appartamento) la causa è la mancata esposizione alla luce: la pianta va spostata in un luogo più luminoso. Se il fusto diventa nero, è necessario diminuire le annaffiature. La presenza di macchie brune sulla parte sottostante delle foglie, significa che la pianta è stata attaccata da cocciniglie. L’insetto va rimosso con un batuffolo imbevuto di alcool, lavando la pianta con acqua e sapone e poi risciacquandola adeguatamente, o con l’uso di specifici antiparassitari naturali.
Per evitare il proliferare di cocciniglie o anche afidi, si consiglia di limitare l’uso di concimi a base di azoto nitrico. La presenza del ragnetto rosso si nota perché la superficie delle foglie appare macchiata di giallo e marrone. In questo caso, le foglie vanno nebulizzate, poiché il parassita prolifera in mancanza di umidità.




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