Frankliniella occidentalis

Frankliniella occidentalis

Il tripide occidentale delle serre o tripide occidentale dei fiori (Frankliniella occidentalis Pergande, 1895) è un piccolo tisanottero della famiglia dei Thripidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Thysanopteroidea, Ordine Thysanoptera, Sottordine Terebrantia, Famiglia Thripidae, Sottofamiglia Thripinae e quindi al Genere Frankliniella ed alla Specie F. occidentalis.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Frankliniella occidentalis è un insetto di origine Nord americana ed oggi presente in Italia dal livello del mare fino alle quote sub – alpine.
Questo insetto fino agli anni ‘60 ere presente limitatamente alla zona occidentale del Nord America, al Messico e all’Alaska, con eccezione della sua presenza in Nuova Zelanda, dove era segnalata fin dal 1934.
Dopo gli anni ’60, con l’aumento degli scambi commerciali di materia vegetale l’insetto è stato diffuso in tutto il mondo.
Attualmente è il tripide più comune in California e Arizona e dagli anni settanta si è diffuso anche in Asia, Africa, Sud America e Oceania. In Europa la sua prima presenza riscontrata si è avuta nei Paesi Bassi, nel 1983, in una serra di violette africane.
Successivamente la Frankliniella occidentalis è stata segnalata in Spagna, Scandinavia, Inghilterra, Germania, Francia e Italia (1987), dove i primi avvistamenti si sono avuti su colture ornamentali.

Morfologia –
La Frankliniella occidentalis è un piccolissimo Tripide i cui adulti misurano circa 1 -1,5 mm di lunghezza, sono di colore variabile a seconda dello stadio di sviluppo.
Le forme attive primaverili-estive sono di colore ocraceo, più o meno chiaro, con striature o punteggiature più scure nella regione dorsale; le forme svernanti sono brunastre. Gli stadi giovanili sono molto chiari.
Questo insetto presenta uno stadio di neanide con 2 stadi (neanide di I età e neanide di II età). La neanide di I età è inizialmente di colore bianco o quasi trasparente, che col tempo tende a diventare giallo arancio, cremisi o anche violetto. Quando la neanide raggiunge le dimensioni di 1 – 1,2 mm di lunghezza cerca un anfratto riparato e muta. La nenanide di II età è invece di colore giallo chiaro e misura mediamente 1,5 – 1,8 mm di lunghezza.
La ninfa è caratterizzata da un primo stadio di preninfa, dotata di abbozzi alari, antenne rudimentali, zampe funzionali e apparato escretore non funzionante. Quando lo sviluppo della preninfa è completo l’insetto muta nello stadio ninfale. In questo stadio sono presenti antenne curvate all’indietro oltre il capo, ali funzionati e corpo simile a quello dell’adulto.
Gli adulti, come detto, misurano 1 – 1,5 mm di lunghezza; il maschio presenta un addome di color giallo pallido di forma arrotondata con estremità distale ristretta; la femmina è invece di colore variabile dal giallo al bruno con un addome più arrotondato e terminate a punta.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il tripide occidentale delle serre sverna allo stadio adulto, in anfratti vari, sia in pieno campo che nelle strutture, interne od esterne, delle coltivazioni protette, o nel terreno. Questo insetto riprende la sua attività in momenti diversi a seconda delle zone e degli ambienti di svernamento.
Negli ambienti caldi o in coltura protetta la ripresa avviene a fine inverno-inizi primavera; in pieno campo la sua attività riprende a inizio estate. L’attività prosegue fino a fine estate o in autunno con un numero di generazioni che varia da 6 a 7 all’anno, nei nostri ambienti e che in certi casi si sovrappongono.
La Frankliniella occidentalis è caratterizzata da una riproduzione prevalentemente, per partenogenesi.
L’insetto colonizza tutti gli organi della pianta ovideponendo all’interno dei tessuti, mediante il robusto ovopositore (terebra).
Le piante ospiti sono molteplici, infatti può attaccare 500 specie vegetali di 50 famiglie botaniche, in campo e in serra.
Questo insetto risulta dannoso su colture orticole (Solanaceae, Liliaceae, Fabaceae, Cucurbitaceae, Asteraceae), fruttiferi (Drupacee e Pomacee) e floricole (rosa, ciclamino, poinsettia, geranio).

Ruolo Ecologico –
La Frankliniella occidentalis svolge il suo ciclo interessando, come detto, varie piante sia in serra che in pieno campo a cui arreca sia danni diretti (punture su foglie e fiori) sia danni indiretti (trasmissione di virosi).
Il danno si manifesta su tutti gli organi aerei ed è determinato dalle punture trofiche, sia degli adulti che delle forme giovanili, e dalle ovideposizioni.
Sulle foglie l’attacco genera delle depigmentazioni di colore argenteo che tendono a divenire necrotiche; a causa di ciò si ha la deformazione del lembo che si arrotola e dissecca; queste alterazioni vengono generate dalla presenza di sostanze tossiche nella saliva dell’insetto.
Il danno derivato dalla ovideposizione è determinato dalla incisione della terebra e si manifesta con suberificazioni e deformazioni dei tessuti interessati.
Particolarmente grave è il danno sui fiori delle piante ornamentali che si evidenzia con depigmentazioni (a volte necrotiche), più o meno sparse sui petali e con lesioni agli organi riproduttivi.
Sui frutti si hanno invece lesioni o punture che si manifestano sulla parte esterna dell’epicarpo che tende a suberificare e a deformarsi.
Si ricorda, inoltre, che Frankliniella occidentalis è agente vettore di virosi (Pomodoro).
Il contenimento di questo insetto è ancora poco efficiente sia perché di recente introduzione per cui mancano i suoi parassiti e predatori.
La lotta chimica contro la Frankliniella presenta ancora molte difficoltà, intanto perché è difficile ritrovare le forme mobili che normalmente, di giorno, sono riparate nel terreno, tra i fiori o in altri anfratti delle piante ospiti, sia per l’incertezza delle manifestazioni sintomatologiche che sono molto subdole, poco evidenti agli inizi ma con esplosione del danno, spesso repentina e con intensità tale da avere già compromesso parte del prodotto.
La lotta contro Frankliniella occidentalis deve essere abbinata con interventi di tipo chimico e di tipo agronomico. Entrambi i metodi devono seguire i criteri di lotta guidata.
La lotta agronomica va attuata con pratiche di potatura che tendono a sfoltire la chioma, per limitare la pullulazione dell’insetto evitando i ristagni di umidità che lo favoriscono.
La lotta chimica va intrapresa solamente in caso di forti infestazioni.
Si eseguono trattamenti in primavera, alla caduta dei petali, e in autunno. Sono proprio questi due periodi, infatti, ad essere quelli più favorevoli alla comparsa dell’insetto, in quanto mesi caratterizzati da elevata umidità relativa.
I trattamenti vengono realizzati al superamento delle soglie di intervento, così riportate:
2-3% di frutticini infestati, su un rilevamento di 20 frutti per pianta;
5-10% di foglie infestate, su un rilevamento di 4 germogli per pianta.
È possibile monitorare la presenza degli adulti mediante l’applicazione di trappole cromotropiche blu, da posizionare 1 ogni 50 mq circa.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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