Lolium rigidum

Lolium rigidum

Il Loglio rigido (Lolium rigidum Gaudin) è una specie erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Poaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Sottoclasse Commelinidae, Ordine Poales, Famiglia Poaceae, Sottofamiglia Pooideae, Tribù Poeae e quindi al Genere Lolium ed alla Specie rigidum.
In Italia sono presenti le sottospecie: Lolium rigidum subsp. lepturoides (Boiss.) Sennen & Mauricio e Lolium rigidum Gaudin subsp. Rigidum.
È sinonimo il termine: Lolium strictum C. Presl.

Etimologia –
Il termine Lolium deriva da lolium, nome latino del loglio, pianta che si riteneva nociva alla vista in Virgilio e Plinio. L’epiteto specifico rigidum proviene da rigeo essere rigido: rigido, duro.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Loglio rigido è una specie originaria del bacino del Mediterraneo con una diffusione naturale che comprende l’Europa occidentale, meridionale e centrale, l’Africa settentrionale, il vicino Oriente, l’Asia occidentale e il sub-continente indiano. Si è comunque diffuso in molte altre parti del mondo ed è considerato invasivo in alcune regioni. Questa specie ha trovato una buona diffusione in Australia e in qualche zona dell’Europa meridionale e del Nord Africa.
Il suo habitat è quello delle vegetazioni erbacee aperte, incolti ed ambienti ruderali, al di sotto della fascia montana inferiore.

Descrizione –
Il Lolium rigidum è una specie erbacea con radici fibrose che può raggiungere il metro di altezza e che cresce a ciuffi aperti. La forma della pianta è solitamente eretta ma può presentarsi prostrata.
Presenta degli steli genicolati (con una piega simile a un ginocchio) di colore violaceo alla base. Le foglie sono lunghe da 5 a 25 cm e larghe da 3 a 5 mm, con superficie superiore di colore verde scuro lucido, piatta e glabra con venature longitudinali e con superficie inferiore lucida e liscia.
L’antecario si presenta con cariossidi fusiformi di 2,7-5,5 mm, almeno 3 volte più lunghe che larghe, ilo lineare. Spighette 4-7(12)flore, di 5-18 mm, oblunghe, compresse, che si disarticolano sopra le glume e tra i fiori. Gluma unica di 4-20 mm. Lemma lanceolato, mutico di 5-9 mm.
La disposizione ed il fatto che le stesse spighette giacciono sullo stesso piano del rachide, conferisce alla stessa un aspetto decisamente piatto.
Il periodo di fioritura è tra aprile e giugno.

Coltivazione –
Il Lolium rigidum è una specie annuale a ciclo autunno-primaverile che, per l’abbondante autorisemina, è dotata di buona persistenza.
Si tratta di una pianta che vegeta bene anche in condizioni di scarsa luminosità tanto che in Nord Africa è stata impiegata con successo per pascoli sotto copertura forestale.
In Australia e in diversi paesi mediterranei viene consociata con il trifoglio sotterraneo.
Attualmente si dispone solo di cultivar Australiane, la più diffusa è “Wimmera”, e Americane, in Italia ha trovato diffusione la cultivar “Nurra” ottenuta in Sardegna.
Produce comunque elevati quantitativi di foraggio ed è usata prevalentemente per il pascolo.

Usi e Tradizioni –
Il Loglio rigido può essere attaccato da funghi del genere Claviceps, produttori di alcaloidi tossici, esattamente come avviene nella segale con la Segale cornuta provocando il sintomo dell’ergotismo.
Anche le parti terminali dei fiori di questa specie possono essere infettate da alcuni batteri, con la produzione di corynotossine che sono tossiche per il bestiame; l’ingestione di materiale infetto causa una malattia del bestiame alquanto nota in Australia e nel Sudafrica. L’infezione è causata dal batterio Rathayibacter toxicus , che viene introdotto nell’erba dal nematode Anguina Funesta . Questo nematode causa galle sui picchi fiorali di questa specie. Le galle infette sono presenti già in inverno, ma diventano più tossiche quando l’infiorescenza secca nel periodo primaverile.
I sintomi di avvelenamento sono neurologici, spesso causando un tasso di mortalità dal quaranta al cinquanta percento negli animali che se ne sono nutriti.
Il Lolium rigidum può essere infestato dal fungo Gaeumannomyces graminis che può causare gravi perdite nelle colture di cereali.

Modalità di Preparazione –
Il Lolium rigidum è una specie che ha utilizzi foraggeri ma nessun impiego per l’alimentazione umana o in campo farmaceutico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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